Redditometro e balneari, il governo ferma il blitz di Forza Italia e Lega
di Giuseppe ColomboROMA - Dal blitz all’accettazione del rinvio. A data da destinarsi. La capriola della maggioranza va in scena al Senato, dove Forza Italia e Lega indietreggiano sull’abolizione del Redditometro e l’aiuto “anti Bolkestein” ai balneari. Gli emendamenti dell’arrembaggio finiranno nel cestino del decreto Coesione all’esame della commissione Bilancio. La linea la detta il governo: l’azzardo - è il ragionamento fatto a Palazzo Chigi e al Tesoro - va archiviato alla luce delle valutazioni del Quirinale sull’incompatibilità, per materia, delle norme rispetto all’impianto del provvedimento.
E così i forzisti devono accontentarsi dell’impegno che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo annuncerà giovedì, al termine del Consiglio dei ministri ch…
ROMA - Dal blitz all’accettazione del rinvio. A data da destinarsi. La capriola della maggioranza va in scena al Senato, dove Forza Italia e Lega indietreggiano sull’abolizione del Redditometro e l’aiuto “anti Bolkestein” ai balneari. Gli emendamenti dell’arrembaggio finiranno nel cestino del decreto Coesione all’esame della commissione Bilancio. La linea la detta il governo: l’azzardo - è il ragionamento fatto a Palazzo Chigi e al Tesoro - va archiviato alla luce delle valutazioni del Quirinale sull’incompatibilità, per materia, delle norme rispetto all’impianto del provvedimento.
E così i forzisti devono accontentarsi dell’impegno che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo annuncerà giovedì, al termine del Consiglio dei ministri che darà il via libera al decreto legislativo per correggere il concordato preventivo biennale. Dirà, il titolare della riforma fiscale, che il governo si impegna a recepire le indicazioni sul Redditometro che il Parlamento darà quando il decreto sbarcherà alle Camere per acquisire il parere delle commissioni competenti.
Ad annunciare la decisione confezionata a via XX settembre è il sottosegretario all’Economia Federico Freni. Quando al mattino i lavori della commissione Bilancio entrano nel vivo, Freni lancia un messaggio distensivo: “Le istanze di Forza Italia - sottolinea - sono ampiamente condivise e saranno valorizzate dal governo in un prossimo provvedimento normativo: il viceministro Leo, il ministro Giorgetti e tutta la maggioranza sono al lavoro per rispondere in modo concreto e operativo alle esigenze dei contribuenti con la serietà che sempre ha caratterizzato questo governo".
Nel corridoio del piano ammezzato di Palazzo Madama passa il senatore azzurro Dario Damiani: “Bene così”. Il collega Maurizio Gasparri è invece scettico: “Non si è ancora chiuso questo confronto, vogliamo anche un'ulteriore conferma della volontà di risolvere la questione”. Ma dietro le parole di Freni c’è la volontà del Mef, che non cambia nonostante il fastidio degli azzurri.
Anche perché, è il pensiero di Leo, una cancellazione frettolosa del Redditometro, come chiede l’emendamento di FI, è tutto tranne che opportuna. Allo studio c’è un diverso assetto dello strumento anti evasione, non la sua abolizione. Ecco allora che torna utile l’espediente del decreto legislativo. Difficile, se non impossibile, che arrivi in Parlamento prima della pausa estiva. Così come non è affatto detto che le indicazioni degli azzurri per rilanciare la cancellazione del Redditometro alla fine verranno inquadrate come condizioni vincolanti.
A innestare la retromarcia è anche il Carroccio. Al mattino il capogruppo Massimiliano Romeo è ancora convinto di spingere l’emendamento sui balneari fino al voto in commissione. Ma la proposta è pruriginosa per il governo perché forza la mano nei confronti dell’Europa: l’emendamento, infatti, prevede la validazione da parte di Palazzo Chigi della mappatura delle spiagge elaborata dal tavolo tecnico istituito presso la presidenza del Consiglio.
Con questo documento si vuole dimostrare che le spiagge non sono un bene scarso e quindi niente applicazione della direttiva Bolkestein per la messa a gara delle concessioni.
Dopo un pomeriggio di telefonate arriva la decisione di trasformare l’emendamento in un ordine del giorno. “Dopo le ampie rassicurazioni ricevute da Palazzo Chigi di affrontare l'argomento in uno dei prossimi Cdm - afferma Romeo - abbiamo deciso di trasformare l'emendamento sui balneari in un ordine del giorno per impegnare il governo ad adottare una mappatura, definire un processo di riordino del settore, garantendo un ritorno economico e tutelando le attività di impresa, anche attraverso il riconoscimento di un indennizzo parametrato al valore aziendale e di un sistema di prelazione”. Quando si vedrà.