Rinnovabili da record: coprono il 52% del fabbisogno elettrico. Gas in calo e carbone “azzerato”
di Luca PagniROMA – Mese dopo mese, le energie rinnovabili in Italia battono un record via l’altro. A maggio, la domanda di elettricità è stata soddisfatta per il 52,5 per cento dei combustibili “verdi”. Mentre sono in calo i fossili, a cominciare dal carbone il cui utilizzo è stato praticamente azzerato.
Si tratta del livello più alto mai toccato, superiore al primato precedente che risale al mese scorso (quando la copertura era stata del 51,2%). Ed è un risultato nettamente superiore al dato di un anno fa (era il 42,3% nel maggio 2023). Sono i numeri appena comunicati da Terna, la società controllata da Tesoro - attraverso Cassa Depositi Prestiti - che gestisce la rete elettrica nazionale.
Si tratta di una tendenza “strutturale”, non dovuta soltanto a un inizio d’anno con piogge sopra le medie. L’effetto meteo ha riempito gli invasi delle dighe, favorendo la produzione idroelettrica, salita del 34,7% rispetto a dodici mesi fa.
Ma a rendere consolidata la tendenza è il dato relativo al fotovoltai…
ROMA – Mese dopo mese, le energie rinnovabili in Italia battono un record via l’altro. A maggio, la domanda di elettricità è stata soddisfatta per il 52,5 per cento dei combustibili “verdi”. Mentre sono in calo i fossili, a cominciare dal carbone il cui utilizzo è stato praticamente azzerato.
Si tratta del livello più alto mai toccato, superiore al primato precedente che risale al mese scorso (quando la copertura era stata del 51,2%). Ed è un risultato nettamente superiore al dato di un anno fa (era il 42,3% nel maggio 2023). Sono i numeri appena comunicati da Terna, la società controllata da Tesoro - attraverso Cassa Depositi Prestiti - che gestisce la rete elettrica nazionale.
Si tratta di una tendenza “strutturale”, non dovuta soltanto a un inizio d’anno con piogge sopra le medie. L’effetto meteo ha riempito gli invasi delle dighe, favorendo la produzione idroelettrica, salita del 34,7% rispetto a dodici mesi fa.
Ma a rendere consolidata la tendenza è il dato relativo al fotovoltaico. Gli impianti solari hanno visto aumentare il loro apporto alla produzione di elettricità del 36,3% in un anno. L’aumento della produzione è dovuta a un doppio effetto: da un lato abbiamo avuto un numero maggiore di ore di sole (maggiore irradiazione pari a 393 gigawattora), ma ancora più consistente è stata la crescita della capacità installata (+669 gigawattora).
Sono entrati in servizio gli impianti sbloccati nell’ultimo anno e mezzo, grazie alle semplificazioni normative avviate dal governo Draghi con il lavoro compiuto dal ministero dell’Ambiente guidato da Roberto Cingolani e proseguito con il suo successore, Gilberto Pichetto.
Tornando ai dati record di maggio, va sottolineato anche l’apporto dell’energia eolica, cresciuta del 10% rispetto a un anno fa. In questo caso, il settore deve fare i conti con due fattori negativi. I siti “più ventosi” a terra sono già stati occupati. Ora agli operatori non restano che le operazioni di “repowering”: impianti più alti e pale più efficienti) per aumentare la produzione.
Ma il vero sviluppo dell’eolico si avrà con la realizzazione di centrali off shore, in mezzo al Mediterraneo. In questo caso, il governo ha da poco approvato i decreti che dovrebbero sbloccare il settore, avendo stabilito il livello degli incentivi e avendo demandato alle Regioni il rilascio delle autorizzazioni (con un provvedimento contestato dagli stessi operatori).
Concludendo l’esame dei dati di maggio, occorre ricordare come le centrali a gas abbiamo prodotto il 14% in meno sempre rispetto a un anno fa. Ancora più netto il calo del carbone. Due anni fa, le centrali alimentate dal più inquinante dei combustibili avevano coperto fino al 7% del fabbisogno di elettricità (nel pieno dell’emergenza energetica dovuta alla guerra in Ucraina), mentre ora sono scesi all’1%. E in ogni caso la media dei primi cinque mesi dell’anno non supera il 2%.