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Lo scatto in avanti della Cina nei veicoli a guida autonoma

A&F ha provato i robotaxi di Pony.ai, al 100% computerizzati, e quelli di Baidu, dove c’era una persona al posto del conducente per motivi di sicurezza
4 minuti di lettura

La macchina accosta dolcemente al lato della strada. Soltanto dopo aver premuto il tasto “sblocca” sull’app le portiere si aprono. «Digitate le ultime quattro cifre del vostro numero di telefono, allacciate le cinture e si parte». A parlarci non è il conducente, ma una voce femminile che proviene dallo schermo sul retro dei sedili anteriori.

A guidare la macchina, infatti, non c’è nessuno. Benvenuti a bordo di un robotaxi: la nuova frontiera, quella della guida autonoma, in cui la Cina vuole primeggiare a livello globale. Con le più importanti metropoli del Paese palcoscenico ora del più grande esperimento al mondo di auto senza conducente.

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Siamo a Yizhuang, nell’area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino, a meno di un’ora di macchina dal centro della capitale: una delle aree della megalopoli da 22 milioni di abitanti dove dal 2020 a …

La macchina accosta dolcemente al lato della strada. Soltanto dopo aver premuto il tasto “sblocca” sull’app le portiere si aprono. «Digitate le ultime quattro cifre del vostro numero di telefono, allacciate le cinture e si parte». A parlarci non è il conducente, ma una voce femminile che proviene dallo schermo sul retro dei sedili anteriori.

A guidare la macchina, infatti, non c’è nessuno. Benvenuti a bordo di un robotaxi: la nuova frontiera, quella della guida autonoma, in cui la Cina vuole primeggiare a livello globale. Con le più importanti metropoli del Paese palcoscenico ora del più grande esperimento al mondo di auto senza conducente.

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Siamo a Yizhuang, nell’area di sviluppo economico-tecnologica di Pechino, a meno di un’ora di macchina dal centro della capitale: una delle aree della megalopoli da 22 milioni di abitanti dove dal 2020 a queste auto con conducenti-fantasma è permesso girare per le strade. Radar sul tettuccio, minuscole telecamere che raccolgono informazioni (con i dati elaborati dai computer dell’auto, che prendono decisioni sullo sterzo e sulla velocità del veicolo), schermi che monitorano le condizioni del traffico e quante altre macchine, bici, scooter o pedoni ci sono attorno a noi mentre viaggiamo.

Rallenta per tempo prima di avvicinarsi ai semafori. Qualche frenata un po’ brusca, quando altri automobilisti - umani - si avvicinano non troppo diligentemente a noi - ma tutto sommato una corsa perfetta. Di sicuro, un parcheggio migliore di quanto chi scrive riuscirebbe mai a fare.

Le società del settore

Due le compagnie che operano in questa zona: Pony.ai e Baidu. Prenotiamo la prima con l’app sul nostro telefonino, in pochi passaggi troviamo una macchina. Costa come un normale taxi, soltanto che questo è guidato da un computer. Fondata nel 2016 da Lou Tiancheng e James Peng (l’ex capo della sezione sulla guida autonoma di Baidu) Pony.ai oggi ha una flotta di 100 robotaxi qui a Yizhuang. E oltre a Pechino le sue macchine si trovano anche a Canton, Shanghai e Shenzhen. Ad oggi ha completato test di guida autonoma su strada per 31 milioni di chilometri. La zona pilota di Pechino sarà ampliata da 160 a 600 chilometri quadrati entro quest’anno.

In tutta la Cina sono oggi già 16 le città che hanno dato il via libera alle aziende di testare sulle strade le macchine che si guidano da sole: Pechino, Shanghai, Canton, Wuhan, Changsha, Wuxi, Chongqing, Shenzhen, Xiamen, Nanchino, Jinan, Chengdu, Hefei, Cangzhou, Wuhu e Zibo. Diciannove case automobilistiche cinesi e i loro fornitori stanno ingaggiando una serrata competizione per garantirsi la leadership globale nel settore. Nessun altro Paese al modo si sta muovendo in modo così deciso.

Prendere un robotaxi in Cina senza guidatore: istruzioni per l'uso

Nessun altro Paese al mondo si sta muovendo così rapidamente

A novembre dello scorso anno quattro diversi ministeri hanno lanciato un programma pilota che consente ai veicoli intelligenti con capacità di guida autonoma di livello 3 e 4 di operare in aree designate in via sperimentale. Un mese dopo diverse città cinesi, tra cui Pechino e Shanghai, hanno rilasciato i primi permessi alle case automobilistiche per condurre test su strada. A inizio giugno il governo ha inoltre autorizzato nove marchi (tra cui Nio e Byd) a iniziare i test di sistemi avanzati di guida assistita: al momento soltanto su strade non pubbliche. Il governo cinese classifica la tecnologia in sei livelli, dove 0 sta per guida manuale e 5 per guida completamente autonoma.

L’altro grande sfidante di Pony.ai è Baidu, il Google cinese, che con la sua flotta “Apollo” oltre che qui a Yizhuang opera anche nelle zone pechinesi di Tongzhou e Shougang. Proviamo a prenotarne uno. Questa volta c’è una persona sul sedile del guidatore, per ragioni di sicurezza. «Non ci si può sedere davanti, ci sono i freni», ci dice l’autista. «Starsene seduti qui dentro è un po’ noioso», ammette. «Lavoro otto ore al giorno e sei le passo in macchina».

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Baidu, che ha iniziato a lavorare sulla guida autonoma dal 2013, e che fornisce buona parte dei sistemi automatizzati a molte case automobilistiche cinesi (ma pure a Ford e Toyota), ha lanciato la piattaforma Apollo.go quattro anni più tardi. A metà maggio ha presentato il suo robotaxi di sesta generazione nel quale i passeggeri potranno sedersi anche sul sedile anteriore. È a Wuhan che Baidu sta costruendo il proprio esercito di macchine autonome: entro la fine dell’anno avrà una flotta di mille robotaxi in città, il più grande mercato in Cina. Apollo beneficia dell’accesso ai vasti archivi di Baidu - immagini, video e dati di posizionamento - che forniscono un addestramento cruciale per la sua IA per affrontare una miriade di situazioni sulla strada.

Le previsioni al 2030

Secondo le stime della Sae (la società cinese degli ingegneri automobilistici), il 20% delle auto vendute in Cina nel 2030 sarà completamente privo di conducente e il 70% sarà dotato di tecnologie avanzate di guida assistita. A differenza di altre parti del mondo, dove il sostegno normativo è stato uno dei maggiori ostacoli, la Cina ha fatto strada alle auto senza conducente attraverso una legislazione dettagliata (in continua evoluzione), permessi e zone speciali fin dal 2015, quando il Consiglio di Stato (cioè il governo) ha identificato il settore come un’area di interesse chiave per il decennio a venire. I progressi compiuti dalle aziende cinesi e dalle autorità di regolamentazione di Pechino rappresentano una nuova sfida per l’Occidente, già in ritardo rispetto alla Cina nello sviluppo dei veicoli elettrici.

«Ho provato il robotaxi una volta, ma è troppo lento. E poi cambia corsia troppo spesso», ci racconta Zhang, 40 anni, mentre fuma una sigaretta assieme a un collega di lavoro durante la pausa pranzo. «Comunque penso non ci siano problemi in termini di sicurezza». «La tecnologia è buona, piuttosto avanzata», ci dice un ragazzo, Li. «Mi chiedo se la sua efficienza su strada possa essere pari a quella di un’auto con conducente, ma credo che sia assolutamente sicura. Non ho ancora provato i robotaxi ma mi piacerebbe farlo presto».

Già, la sicurezza. Non ci sono statistiche pubbliche sugli incidenti che coinvolgono le auto senza conducente o quelle con le tecnologie avanzate di guida assistita. Il mese scorso un giornale della provincia di Hainan ha pubblicato un articolo su una macchina Xiaomi con un avanzato sistema di guida assistita che avrebbe accelerato fuori controllo uccidendo una persona e ferendone tre. Nel giro di qualche ora la censura aveva fatto il suo dovere e l’articolo è sparito dal web.

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