Bollette, corto circuito nel governo: la Lega chiede il rinvio della liberalizzazione del mercato elettrico
di Giuseppe Colombo , Luca PagniROMA — A una settimana dalla fine del mercato tutelato dell’energia elettrica, il dossier bollette agita il governo. La scossa arriva dalla Lega: una risoluzione depositata in commissione Attività produttive, alla Camera, chiede di rinviare a fine anno il passaggio a un mercato completamente liberalizzato. Per quanto fino al 2027 si passerà a una “fase transitoria”: i cittadini che non hanno mai cambiato fornitore di elettricità verranno “passati” per tre anni a un sistema di tutele graduali.
Per il momento il blitz è stato stoppato dal governo. Con tre motivazioni. La prima: le gare per assegnare le forniture si sono chiuse. La seconda: la migrazione progressiva verso il mercato libero è un obiettivo del Pnrr che l’Italia non può rimangiarsi di fronte all’Europa. Infine, una questione di metodo: l’iniziativa dei leghisti viene vista come un’invasione di campo nei confronti dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che gestisce la transizione.
ROMA — A una settimana dalla fine del mercato tutelato dell’energia elettrica, il dossier bollette agita il governo. La scossa arriva dalla Lega: una risoluzione depositata in commissione Attività produttive, alla Camera, chiede di rinviare a fine anno il passaggio a un mercato completamente liberalizzato. Per quanto fino al 2027 si passerà a una “fase transitoria”: i cittadini che non hanno mai cambiato fornitore di elettricità verranno “passati” per tre anni a un sistema di tutele graduali.
Per il momento il blitz è stato stoppato dal governo. Con tre motivazioni. La prima: le gare per assegnare le forniture si sono chiuse. La seconda: la migrazione progressiva verso il mercato libero è un obiettivo del Pnrr che l’Italia non può rimangiarsi di fronte all’Europa. Infine, una questione di metodo: l’iniziativa dei leghisti viene vista come un’invasione di campo nei confronti dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che gestisce la transizione.
Ma il Carroccio non vuole retrocedere e punta ad arrivare al voto della proposta, mercoledì pomeriggio. Anche perché la risoluzione contiene altre richieste: per esempio, «prevedere la facoltà per chi si trova nel mercato libero di aderire comunque al mercato a tutele graduali, durante il triennio 2024-2027», come si legge nel testo a prima firma del deputato Alberto Gusmeroli, che è anche presidente della Commissione chiamata ad esprimersi.
Fuori dal perimetro tecnico, il partito di Matteo Salvini prova ad agganciare il malcontento per il passaggio al mercato libero. Per questo nella risoluzione si dà spazio alle «difficoltà informative e pratiche sulle bollette elettriche», ma anche «l’attività dei call center che, con una politica commerciale particolarmente aggressiva, forniscono informazioni ai cittadini non sempre adeguate e precise».
Insomma, serve tempo per attivare «un attento e permanente monitoraggio delle offerte sul mercato libero», oltre ad intensificare la campagna di informazione e prevedere l’attivazione di un numero telefonico dedicato per chi vuole rientrare nel mercato tutelato.
In realtà, la Lega cerca di fare sponda con i movimenti a difesa dei consumatori. I quali sostengono che il passaggio al libero mercato - in questo momento - non sia un affare per i cittadini e a guadagnarci siano solo le utility. La loro non è solo una polemica strumentale, ma sostengono le loro tesi con i dati che portano la firma della stessa Authority.
In un incontro di pochi giorni fa, proprio con le associazioni dei consumatori in vista della scadenza del primo luglio, Arera ha mostrato una serie di grafici da cui emergono i vantaggi per chi è rimasto nel mercato di tutela. Questo perché - secondo i dati che si riferiscono al marzo scorso - le offerte sul mercato libero prevedono tariffa pari a 0,33 euro al chilowattora per i contratti a prezzo fisso e 0,32 euro/kwh per quelli a prezzo variabile. Mentre la tariffa per il mercato tutelato è nettamente inferiore a 0,22 euro/kwh.
Secondo l’associazione Assoutenti questo significa che «la bolletta media della luce per una famiglia del mercato libero con consumi pari a 2.700 Kwh annui si attesta a 891 euro all`anno in caso di prezzo fisso e 864 euro per il prezzo variabile, contro una media di 594 euro annui sul mercato tutelato».
Le tariffe sul mercato libero risultano così «più care in media del 47,7%», con una maggiore spesa che per i contratti a prezzo fisso sfiora i 300 euro.