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Lavoro e legalità, la cooperazione nella logistica

(fotogramma)
“Abbiamo raccolto centomila firme per una legge di iniziativa popolare contro le false imprese, che usano la forma consortile in modo illegale”
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Il tema della logistica apre questioni complesse in materia di sostenibilità integrale: dal consumo di suolo alla qualità della vita e del lavoro delle persone. Temi che non attirano l’interesse degli amministratori regionali, basti pensare ai report sull’inquinamento dell’aria e dell’acqua nell’area metropolitana milanese e in Lombardia cui non fanno seguito misure adeguate, anche in relazione alle recenti normative europee. Tenendo sempre congiunte la dimensione ambientale e quella sociale, la cooperazione di Legacoop nel settore logistico non può che focalizzarsi sul tema del lavoro, in termini di legalità, occupazione e filiere, peculiari alle imprese cooperative.

Sul tema della legalità la posizione è netta: in più occasioni Legacoop ha presentato esposti alla Procura, come parte lesa. Esiste un tema di false imprese, che interessa principalmente consorzi e srl che fanno dumping contrattuale per abbassare i costi del servizio ad esclusivo vantaggio del committente e a favore di …

Il tema della logistica apre questioni complesse in materia di sostenibilità integrale: dal consumo di suolo alla qualità della vita e del lavoro delle persone. Temi che non attirano l’interesse degli amministratori regionali, basti pensare ai report sull’inquinamento dell’aria e dell’acqua nell’area metropolitana milanese e in Lombardia cui non fanno seguito misure adeguate, anche in relazione alle recenti normative europee. Tenendo sempre congiunte la dimensione ambientale e quella sociale, la cooperazione di Legacoop nel settore logistico non può che focalizzarsi sul tema del lavoro, in termini di legalità, occupazione e filiere, peculiari alle imprese cooperative.

Sul tema della legalità la posizione è netta: in più occasioni Legacoop ha presentato esposti alla Procura, come parte lesa. Esiste un tema di false imprese, che interessa principalmente consorzi e srl che fanno dumping contrattuale per abbassare i costi del servizio ad esclusivo vantaggio del committente e a favore di evasione fiscale e contributiva. Denunciamo l’assenza di controlli efficienti e tempestivi, oltre ad impegnarci nel contrasto alle false imprese – avendo già raccolto 100.000 firme per la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative – e nella sottoscrizione di Protocolli per la legalità.

Ci troviamo in collisione con le richieste dei sindacati autonomi, i cui interventi spesso hanno fini distruttivi, legati ad una vera e propria loro “balcanizzazione” del settore e in non coesione con i sindacati confederali. Siamo davanti a imprenditori privati o gruppi a conduzione familiare che hanno usato la forma consortile o cooperativa per fare operazioni illegali. In seguito alla nostra proposta di legge, l’illegalità oggi si è spostata su srl e spa con sistemi di subappalto e di sfruttamento della manodopera soprattutto non italiana aprendo anche preoccupanti logiche di sfruttamento su base etnica.

Si tratta di una materia complessa che non va semplificata e l’attenzione sul committente è centrale. Per troppo tempo abbiamo descritto gli appalti pubblici e privati come una porta girevole per i lavoratori che entravano e uscivano dalla società aggiudicataria di turno. Nella logica della solo garanzia occupazionale i singoli lavoratori non possono fare investimenti, adottare nuove tecnologie, elaborare piani di sviluppo in filiere complementari, fare ricerca e formazione, far crescere nuovi professionisti della logistica. Non è stato riconosciuto, e continua a non esserlo, il valore delle imprese cooperative che non acquisiscono un appalto ma completano un servizio, investono e creano specializzazioni oltre la singola committenza, dimostrando capacità di visione e di restituzione alla comunità locale. Il tema territoriale è fortemente cooperativo, si traduce in connessione con urbanistica, mobilità, trasporti, ma abbiamo assistito anche ad aberrazioni come la migrazione dei siti produttivi sull’onda di contrasti nelle relazioni sindacali.

Solo la cooperazione ragiona per filiere e attiva interconnessioni - penso ai porti e alla regione Liguria e alla strutturazione del servizio all’ultimo miglio – non al minimo ribasso ma al minor costo di sostenibilità.

Nel vocabolario della logistica, ai verbi governare, pianificare e monitorare aggiungiamo controllare, per portare alla luce le distorsioni, le remunerazioni dei fondi immobiliari delle multinazionali, le aree vuote costruite in piena campagna consumando suolo.

Prima di tutto serve una politica industriale, serve comprendere prima di pianificare.

Il tema finanziario è uno dei temi ma per noi al centro c’è il lavoro, welfare aziendale e di comunità, la multiculturalità e l’integrazione, l’alto turnover e la formazione, l’automazione e nuovi servizi. In sintesi la sostenibilità di tutta l’infrastruttura logistica.

* Presidente Legacoop Lombardia

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