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Il risiko delle nomine divide i partiti la Lega vuole contare di più in Rai

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani nei giardini di Castel Sant'Angelo, Roma, 17 dicembre 2023. .ANSA/FABIO CIMAGLIA

 (ansa)
Entro giovedì bisogna completare il pacchetto. Squadra fatta in Cdp Per il vertice Fs sarà sfida tra Forza Italia e il Carroccio
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Milano — Tutto si tiene. Quando si parla di nomine ai vertici delle partecipate pubbliche dove i partiti hanno voce in capitolo, è impossibile trattare una società alla volta, si deve trovare l’accordo su un pacchetto completo per misurare pesi e contrappesi. Ed è per questo motivo che settimana scorsa non si è potuto procedere al rinnovo del cda della Cassa Depositi e Prestiti nonostante i nomi lì erano stati decisi: Giovanni Gorno Tempini alla presidenza, indicato dalle fondazioni azioniste, e Dario Scannapieco confermato amministratore delegato. A completare il pacchetto mancavano, infatti, i nomi del presidente delle Ferrovie dello Stato, il cui cda è anch’esso in scadenza, i nomi dei vertici e dei consiglieri Rai, che verranno nominati in un secondo momento visto che bisogna convocare le camere e il sostituto del generale Claudio Graziano, scomparso prematuramente, alla presidenza di Fincantieri. E poi mancano molti nomi di consiglieri d’amministrazione delle società interessate …

Milano — Tutto si tiene. Quando si parla di nomine ai vertici delle partecipate pubbliche dove i partiti hanno voce in capitolo, è impossibile trattare una società alla volta, si deve trovare l’accordo su un pacchetto completo per misurare pesi e contrappesi. Ed è per questo motivo che settimana scorsa non si è potuto procedere al rinnovo del cda della Cassa Depositi e Prestiti nonostante i nomi lì erano stati decisi: Giovanni Gorno Tempini alla presidenza, indicato dalle fondazioni azioniste, e Dario Scannapieco confermato amministratore delegato. A completare il pacchetto mancavano, infatti, i nomi del presidente delle Ferrovie dello Stato, il cui cda è anch’esso in scadenza, i nomi dei vertici e dei consiglieri Rai, che verranno nominati in un secondo momento visto che bisogna convocare le camere e il sostituto del generale Claudio Graziano, scomparso prematuramente, alla presidenza di Fincantieri. E poi mancano molti nomi di consiglieri d’amministrazione delle società interessate che sono oggetto in queste ore di trattative serrate tra i vari esponenti di partito.

Il momento in cui la quadra dovrà essere trovata su tutto è fissato per giovedì 27 quando verrà riaperta l’assemblea Cdp e si svolgerà in seconda convocazione l’assemblea Fs. Entro tre giorni, dunque, bisognerà sciogliere i nodi ancora irrisolti, e in queste ore l’attenzione è più che altro sulla Rai e sulle Fs. Il punto di partenza è che Forza Italia ha voluto e ottenuto Simona Agnes come prossima presidente e oltre a ciò ha anche ottenuto un paio di ruoli importanti nella futura struttura di governo della tv pubblica. Giampaolo Rossi, attuale direttore generale, salirà di un gradino andando a sedere sulla poltrona di ad, come richiesto da Fratelli d’Italia. E a questo punto la Lega avrebbe chiesto di indicare un Dg, incontrando però l’opposizione di Rossi che non vuole un manager con poteri importanti sotto di lui. All’inizio la Lega aveva pensato per il ruolo di Dg a Marcello Ciannamea, attuale direttore intrattenimento Prime Time, mentre a livello di consiglieri le diverse correnti della Lega si starebbero confrontando sui nomi di Alessandro Casarin, più vicino alle istanze nordiste, e Antonio Marano, sostenuto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. Per il Pd, invece, è sicuro che Francesca Bria si sfilerà ma non è ancora chiaro chi prenderà il suo posto. Mentre i 5 Stelle puntano a ottenere la direzione del TG3, casella storicamente sotto le insegne del Pd.

Avendo Forza Italia optato per la presidenza Rai e una posizione forte nell’azienda, sembrava che null’altro avesse a pretendere sulle altre partecipate, come le Fs. Ma negli ultimi giorni, forse ringalluzzito dall’esito delle elezioni europee, Antonio Tajani ha cominciato a reclamare per il suo conterraneo di Fiuggi Gianfranco Battisti la presidenza di Fs, di cui era stato ad nel 2018 quando a nominarlo fu il ministro 5Stelle Danilo Toninelli. Ma la casella della presidenza Fs è già stata prenotata da Fratelli d’Italia, che caldeggiano per quell’incarico l’attuale consigliere Tommaso Tanzilli, che subentrerebbe a Nicoletta Giandrossi. Palazzo Chigi, infatti, attribuisce alla Lega la scelta del nuovo capoazienda delle Fs, Stefano Donnarumma, nome sul quale concorda anche se l’arrivo del manager ex Terna non è ben visto dalla strattura interna che preferirebbe la conferma di Luigi Ferraris. In ogni caso, con un presidente uomo in quota Forza Italia o Fratelli d’Italia, si aprirebbe un tema di rappresentanza femminile (quote rosa) all’interno del cda che va risolto entro giovedì.

La Lega di Matteo Salvini sta dunque cercando di ottenere il massimo in Rai e Fs anche perché ha dovuto abbozzarre in Cdp, dove la conferma di Scannapieco è stata imposta da Palazzo Chigi contro il parere del titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, che preferiva una sua sostituzione. Ora il Mef deve decidere chi far entrare nel consiglio Cdp tra i suoi due direttori generali, Riccardo Barbieri o Marcello Sala. E vorrebbe che il prescelto diventasse anche vicepresidente, una casella già esistente e che era stata creata in passato su misura per le fondazioni, quando Renzi si impose per indicare anche il presidente oltre all’ad. Infine, l’ultima casella da riempire si è aperta nei giorni scorsi e riguarda la presidenza di Fincantieri. Si è fatto il nome di Teo Luzi, comandante dell’Arma dei Carabinieri. Ma una sua uscita anticipata rispetto alla scadenza autunnale rischia di aprire un nuovo fronte da risolvere subito. E dunque in alternativa è spuntato il nome di Francesco Talò, ex consigliere diplomatico di Palazzo Chigi. Ma ora di giovedì molte cose potrebbero cambiare.

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