ROMA — Il settore assicurativo è in salute, redditizio e sempre più solido. Due dati su tutti dalla relazione annuale di Ivass: a fine 2023 il risultato di esercizio (cioè i ricavi meno i costi) è stato di 8 miliardi di euro; l’indice di solvibilità medio - il livello di patrimonializzazione - è volato al 258%, +12% rispetto al 2022.
CRESCITA DL 7,2%
Nell’rc auto il primo trimestre 2024 ha fatto segnare un +7,2% su base annua; a maggio il premio medio è stato di 400 euro. In pratica sono stati vaporizzati due anni di ribassi. La situazione è tornata ai livelli pre-pandemici.
E anche se l’Ivass preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno dicendo che la crescita sta rallentando, nei fatti questo significa che nei prossimi mesi il premio continuerà a salire, solo che a ritmi più blandi. Consolazione magrissima.
Tuttavia c’è un tema dove, nella relazione, i toni di Ivass si fanno assai più preoccupati ed è quello delle polizze danni, in particolare le “catastrofali”: terremoti, alluvioni, frane e via dicendo. Nonostante aumentino i clienti assicurati (+6,6%), il “combined ratio” è appena sotto 100.
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Cosa significa? Che nel ramo danni, il rapporto tra l’incidenza dei sinistri e le spese della gestione assicurativa è appena sotto alla soglia di guardia: oltre il 100, infatti, le compagnie vanno in perdita.
E poiché è una situazione mai vissuta prima, non esistono modelli previsionali accurati ai quali aggrapparsi: nell’incertezza si alza il premio, si eliminano le garanzie meno redditizie, si alzano le franchigie e si abbassano i massimali.
DANNO CATASTROFALE
Tutte operazioni che non sempre vengono spiegate al cliente.Pochi giorni fa l’Ivass ha pubblicato un focus proprio sulle catastrofali in cui l’istituto ha bacchettato le compagnie per “condizioni di polizza non sempre chiare e semplici da comprendere”, per definizioni di danno catastrofale “non sempre omogenee tra le compagnie né complete”, ma anche per la brutta abitudine di chiedere agli assicurati informazioni tecniche difficili da reperire, scaricando su di loro la responsabilità di eventuali dati inesatti che, al momento del bisogno potrebbero invalidare la polizza.
E ancora, tra i vizi delle società assicurative c’è quello di inserire esclusioni arbitrarie, quando invece “andrebbero ben calibrate e disegnate in maniera coerente con il singolo rischio”.Ad esempio Ivass ha scoperto che nessuna compagnia prevede la copertura per “esondazione”, un evento non raro nel nostro Paese.
LA LEGGE DI BILANCIO
In Italia la legge di Bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo, per le imprese, di assicurarsi contro i rischi catastrofali. Anche se la messa a terra di questa legge è complicata, la filosofia è quella del “pagare tutti, pagare meno”. Come nell’rc auto se tutti si assicurano, chi vive in aree a maggior rischio pagherà qualcosa in meno e viceversa.
Per le compagnie assicurative è una sfida perché la norma le obbliga a contrarre: non possono rifiutarsi di assicurare un rischio. Ma è un pericolo che, tutto sommato, possono permettersi di correre: l’indice di solvibilità minimo, oltre il quale l’impresa rischia di non poter risarcire, è il 100%. Con il 258% certificato dall’Ivass il settore non corre rischi sistemici.
Gli assicuratori, insomma, dormono sonni tranquilli. Gli assicurati un po’ meno.