Bollette, il governo ferma il blitz in Parlamento contro lo stop al mercato tutelato
di Giuseppe Colombo , Luca PagniROMA - La decisione sarà comunicata al Parlamento stamattina: il mercato tutelato dell’energia elettrica non esisterà più a partire dal primo luglio. Il governo aveva deciso da tempo il passaggio a un mercato completamente liberalizzato, preceduto da una fase di tutele graduali che durerà tre anni, fino al 2027. Ma nelle ultime ore la comunicazione si è resa necessaria alla luce del blitz della Lega in commissione Attività produttive, alla Camera, che con una risoluzione chiede di rinviare la transizione a fine anno.
A farsi portavoce dello stop sarà il ministero dell’Ambiente. Ieri sera una lunga riunione dei tecnici del Mase ha consegnato una serie di osservazioni al titolare del dicastero Gilberto Pichetto Fratin. Le criticità sono concentrate sulle gare per l’assegnazione delle forniture, che si sono già chiuse: …
ROMA - La decisione sarà comunicata al Parlamento stamattina: il mercato tutelato dell’energia elettrica non esisterà più a partire dal primo luglio. Il governo aveva deciso da tempo il passaggio a un mercato completamente liberalizzato, preceduto da una fase di tutele graduali che durerà tre anni, fino al 2027. Ma nelle ultime ore la comunicazione si è resa necessaria alla luce del blitz della Lega in commissione Attività produttive, alla Camera, che con una risoluzione chiede di rinviare la transizione a fine anno.
A farsi portavoce dello stop sarà il ministero dell’Ambiente. Ieri sera una lunga riunione dei tecnici del Mase ha consegnato una serie di osservazioni al titolare del dicastero Gilberto Pichetto Fratin. Le criticità sono concentrate sulle gare per l’assegnazione delle forniture, che si sono già chiuse: il rischio è che chi ha perso possa fare ricorso alla luce delle nuove condizioni che sarebbero determinate appunto da un rinvio del passaggio al mercato libero. La possibilità per il governo di ritrovarsi di fronte a una valanga di contenziosi è così alto che i tecnici ministeriali la definiscono “quasi automatica”.
Ma il mancato parere favorevole alla risoluzione del Carroccio ha a che fare anche con il Pnrr. Il passaggio a un mercato completamente liberalizzato è uno degli impegni che l’Italia ha concordato con la Commissione europea nell’ambito degli obiettivi della terza rata, incassata dall’Italia dopo nove mesi dall’invio della di richiesta di pagamento.
Il nodo Pnrr
Già a novembre, quando le pressioni della maggioranza si erano fatte forti, il ministro con la delega al Piano Raffaele Fitto aveva dovuto fermare il tentativo di forzare la mano con Bruxelles. Una retromarcia, aveva spiegato, avrebbe implicato di perdere una parte della tranche dei fondi europei. Ma incalzato in casa, Fitto aveva dovuto comunque trattare con l’Europa per ottenere forme di tutela aggiuntive in favore dei cosiddetti clienti “vulnerabili”, in modo da rendere meno traumatico il passaggio al mercato libero. È in questo modo che si è arrivati alla fase transitoria, che durerà tre anni.
Lo scorso autunno anche Pichetto Fratin, in quota Forza Italia, aveva spinto per un rinvio, ma alla fine ha prevalso la linea di Fitto. Ora spetterà al ministro dell’Ambiente comunicare al Carroccio che un dietrofront sugli impegni assunti con l’Ue è, come pensa, “una forzatura”. Insomma, non si possono cambiare le carte in tavola. Lo stesso ragionamento vale per i 5 Stelle, che hanno depositato una risoluzione sulla scia di quella messa nero su bianco dai leghisti.
Poche informazioni e prezzi non convenienti
Ma i problemi legati all'avvento del mercato libero restano. A iniziare dalla scarsa informazione sulle nuove tariffe, oltre ai prezzi. Anche per queste ragioni, la Lega chiedeva un rinvio. Nella risoluzione, infatti, l’accento viene posto sulle “difficoltà informative e pratiche sulle bollette elettriche”, ma anche sulla “attività dei call center che, con una politica commerciale particolarmente aggressiva, forniscono informazioni ai cittadini non sempre adeguate e precise”.
Sul fronte dei costi, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), che gestisce la transizione, ha reso noto che la tariffa per il mercato tutelato (0,22 euro/kwh) è nettamente inferiore a quella proposte sul mercato libero (0,33 euro al chilowattora per i contratti a prezzo fisso e 0,32 euro/kwh per quelli a prezzo variabile).
La Lega: “Tutelare i consumatori”
Il governo comunque ha deciso: nessun rinvio. La Lega l’aveva già messo in conto. Ieri, durante la seduta della commissione Attività produttive, il presidente e primo firmatario della risoluzione Alberto Gusmeroli ha sottolineato che “il suo interesse, come ritiene sia anche quello della commissione, non riguarda strettamente l’approvazione della risoluzione in titolo quanto piuttosto la soluzione del problema in sè e cioè non lasciare nulla di intentato per raggiungere l’obiettivo di tutelare le famiglie e i consumatori”.