I timori di Panetta: “Fuori da tempesta perfetta dei prezzi, ma rischi da shock geopolitici e incertezza da elezioni”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – L’area dell’euro è uscita dalla “tempesta perfetta” dei picchi dei prezzi degli ultimi anni. Ora l’inflazione è sul sentiero giusto, quello di una discesa verso l’obiettivo della Bce del 2%. Ma ci sono due fattori di rischio che potrebbero disturbare la sua traiettoria virtuosa: “un’ondata di shock geopolitici” ma anche, nel super anno elettorale 2024, “l’aumento dell’incertezza politica all’interno dei Paesi”.
Parlando a una conferenza della Banca centrale finlandese a Helsinki, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta ha messo in guardia dalle nubi che si stagliano all’orizzonte di una politica monetaria europea che si è dimostrata capace di raffreddare i picchi dei prezzi degli scorsi anni, ma che affronta alcune incognite future che potrebbero rivelarsi dirompenti. E il riferimento al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, con le sue promesse di una stretta protezionistica e di nuove guerre commerciali, sembra implicito. Ma anche la prospettiva di una Franc…
BERLINO – L’area dell’euro è uscita dalla “tempesta perfetta” dei picchi dei prezzi degli ultimi anni. Ora l’inflazione è sul sentiero giusto, quello di una discesa verso l’obiettivo della Bce del 2%. Ma ci sono due fattori di rischio che potrebbero disturbare la sua traiettoria virtuosa: “un’ondata di shock geopolitici” ma anche, nel super anno elettorale 2024, “l’aumento dell’incertezza politica all’interno dei Paesi”.
Parlando a una conferenza della Banca centrale finlandese a Helsinki, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta ha messo in guardia dalle nubi che si stagliano all’orizzonte di una politica monetaria europea che si è dimostrata capace di raffreddare i picchi dei prezzi degli scorsi anni, ma che affronta alcune incognite future che potrebbero rivelarsi dirompenti. E il riferimento al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, con le sue promesse di una stretta protezionistica e di nuove guerre commerciali, sembra implicito. Ma anche la prospettiva di una Francia ingolfata dall’ascesa e dall’eventuale coabitazione con l’estrema destra di Marine Le Pen, che ha tuonato a più riprese contro la fondamentale riforma delle pensioni di Macron, non può non impensierire i banchieri centrali.
L’ex membro del comitato direttivo della Bce è intervenuto a una conferenza alla Banca centrale finlandese e ha ripercorso i turbolenti anni post Covid che hanno imposto ai guardiani dell’euro una radicale svolta monetaria a causa dell’inflazione alle stelle. Ora che la situazione si sta normalizzando, però, Panetta avverte che c’è ancora “un possibile rischio” che potrebbe provenire da “un'altra ondata di shock geopolitici. Ormai è chiaro che gli scontri militari tra paesi possono avere effetti drammatici sul commercio e sui flussi di capitali, la crescita e i prezzi”. Un secondo, importante fattore di rischio “è un aumento dell'incertezza politica all'interno dei paesi”.
Nell’anno elettorale in corso, in cui si voterà a breve in Francia, e in autunno negli Stati Uniti, “il ricambio politico si traduce fisiologicamente in incertezza politica: famiglie e investitori hanno bisogno di formarsi una visione su come i futuri governi gestiranno molte criticità economiche e politiche decisioni”. É complicato fare previsioni sull’andamento dei prezzi, ammette il governatore di Bankitalia, ma nella peggiore delle ipotesi una politica economica sbagliata “può innescare deflussi di capitali e svalutazioni valutarie, creando pressioni al rialzo sui prezzi. Ma potrebbe anche scuotere la fiducia e indebolire la domanda, arrestandola o addirittura invertire la fragile ripresa che abbiamo visto finora”.
"Proseguire nell’aggiustamento dei tassi”
Panetta ha voluto mandare poi un messaggio specifico sull’inflazione, il dato che maggiormente influenza le decisioni dei guardiani della moneta. Dopo il taglio dei tassi dell’ultimo Consiglio direttivo di Francoforte, “occorre continuare ad aggiustare i tassi per completare il processo e raggiungere l’obiettivo del 2%, in un scenario in cui le nostre previsioni si stanno dimostrando, nel complesso, corrette”. Ma occorre anche “prudenza”, secondo Panetta. E la capacità di “restare vigili” rispetto ad eventuali shock che “potrebbero modificare i pronostici”.
L’ex membro del board della Bce ha mandato poi un messaggio molto esplicito ai colleghi che si lanciano spesso in previsioni su tempi e intensità degli aggiustamenti monetari - un vizio che hanno soprattutto i “falchi”. Bisogna essere “cauti” sulla comunicazione, ha ammonito. “Occorre evitare la forward guidance ‘casuale’ che può derivare da previsioni sui tempi e sui ritmi dei tagli dei tassi”. Perché una comunicazione fuorviante rischia di distogliere l’attenzione, sottolinea Panetta, dall’arma più efficace delle politiche monetarie: “la funzione di reazione”.
"Su inflazione siamo entrati in un mondo diverso”
Quanto all’andamento dei prezzi, Panetta ha ricordato gli elementi che hanno esercitato le maggiori pressioni sul loro ritmo, dal 2020. La pandemia con le sue interruzioni delle catene di forniture, che ha inciso sul comportamento dei consumatori, con “enormi conseguenze per i due anni successivi”. In secondo luogo, i maxi piani di stimolo degli Stati Uniti. Terzo, l’effetto temporaneo sui prezzi energetici della guerra in Ucraina, anche se il parere unanime, ricorda Panetta, è che i prezzi sarebbero tornati in linea “piuttosto rapidamente”. “In breve”, ha aggiunto, “siamo entrati in un mondo diverso”
Grazie alla reazione della Bce e alla sparizione di alcuni elementi di pressione sui prezzi, l’inflazione è passata dal 10,6% di ottobre del 2022 al 2,6% di maggio. “Non siamo ancora all’obiettivo” ma un occhiata ai dati suggerisce di “essere pazienti” monitorando “da vicino” il processo disinflazionistico.
Panetta ha minimizzato sulla testardaggine dell’inflazione nel settore dei servizi, che riflette l fatto che l’aumento dei prezzi in quel settore è cominciato “più tardi”. E che c’è un’asimmetria fisiologica tra le dinamiche dei prezzi nei vari settori. L’inflazione nei servizi è “storicamente” più alta che quella di altri beni. Anche sui salari, il governatore di Bankitalia si è mostrato ottimista sul fatto che non incideranno sull’inflazione.Ma il banchiere centrale è tornato su un punto interessante: la tendenza delle aziende ad approfittare dell’inflazione per gonfiare i profitti. In questi mesi, il raffreddamento dei prezzi energetici e intermedi “non è stato trasmesso del tutto ai prezzi” finali, insomma quelli che pesano sui portafogli delle famiglie.
In conclusione Panetta ha dichiarato che l'area dell'euro "è uscita" da questa "tempesta perfetta", che è stata "una violenta ondata di inflazione guidata da una serie di shock sul lato dell'offerta di grandi dimensioni e imprevedibili. L'inflazione è ora su un percorso discendente e molte delle questioni che abbiamo dibattuto con tanto vigore negli ultimi mesi potrebbero diventare meno importanti in futuro”. Perciò, ha aggiunto ”sono fiducioso che - salvo nuovi sconvolgimenti - passeremo presto dalla saga dell’'ultimo miglio’ alla realtà del ‘primo sorriso”' che accompagna il pieno ripristino della stabilità dei prezzi".