Cdp e Fs, oggi le assemblee ma c’è rischio rinvio
di Giovanni PonsMilano – La notte prima delle nomine pubbliche è sempre turbolenta. E in effetti la circostanza si conferma anche questa volta, a poche ore dalla riapertura dell’assemblea della Cassa Depositi e Prestiti per il rinnovo dell’intero cda e a stretto giro, sempre oggi, di quella delle Ferrovie dello Stato, con un analogo obbiettivo.
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La turbolenza, come già successo un anno fa per i rinnovi alla guida dei colossi Eni, Enel, Poste, Terna, si sviluppa tutta all’interno della maggioranza e in particolare alla dialettica tra la premier Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Le ultime voci raccolte ieri sera riferiscono di un tavolo per cercare di arrivare a una quadra dopo che Meloni ha insistito per indicare un suo consigliere all’interno del cda di Cdp. Un consesso dove il presidente è indicato dalle fondazioni azioniste, che hanno già fatto il nome di Giovanni Gorno Tempini, l’ad è nominat…
Milano – La notte prima delle nomine pubbliche è sempre turbolenta. E in effetti la circostanza si conferma anche questa volta, a poche ore dalla riapertura dell’assemblea della Cassa Depositi e Prestiti per il rinnovo dell’intero cda e a stretto giro, sempre oggi, di quella delle Ferrovie dello Stato, con un analogo obbiettivo.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) A_19484251A_19484251]]
La turbolenza, come già successo un anno fa per i rinnovi alla guida dei colossi Eni, Enel, Poste, Terna, si sviluppa tutta all’interno della maggioranza e in particolare alla dialettica tra la premier Giorgia Meloni e il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Le ultime voci raccolte ieri sera riferiscono di un tavolo per cercare di arrivare a una quadra dopo che Meloni ha insistito per indicare un suo consigliere all’interno del cda di Cdp. Un consesso dove il presidente è indicato dalle fondazioni azioniste, che hanno già fatto il nome di Giovanni Gorno Tempini, l’ad è nominato dal Mef, che intende confermare Dario Scannapieco, due consiglieri sono indicati ancora dalle fondazioni, un altro dal Mef e poi consiglieri indipendenti e quota rosa per arrivare al totale di nove. La richiesta di Meloni, secondo alcune fonti, non avrebbe trovato il consenso del fronte della Lega e quindi la premier sarebbe intenzionata a far slittare di un’altra settimana i rinnovi di Cdp e di Fs.
Alle Ferrovie la quadra sembra trovata con la poltrona di presidente riservata all’attuale consigliere in quota Fratelli d’Italia Tommaso Tanzilli, mentre per il ruolo di ad il candidato in pole position è sempre Stefano Donnarumma, indicato da Salvini ma con il beneplacito di Palazzo Chigi. Forza Italia avrebbe fatto un passo indietro dalle richieste di presidenza delle Fs per concentrarsi sulla Rai dove indicherà la presidente Simona Agnes e due o più capistruttura. Inoltre a Viale Mazzini non sembra sia stata accolta la richiesta della Lega di nominare un dg sotto l’ad Giampaolo Rossi targato Fratelli d’Italia. Per la presidenza di Fincantieri, infine, spunta anche il nome di Giuseppe Cossiga, attuale presidente di Aiad e delle relazioni sitituzionali di Mbda.
Le tensioni Meloni-Salvini sulle nomine potrebbero avere ragioni più ampie. Ieri il governo ha dato parere negativo al provvedimento che prevede una proroga fino a fine anno del mercato tutelato dell’energia, originariamente proposta dalla Lega a cui si sono associati Pd e 5Stelle. Ma se oggi si andrà ai voti il governo rischia di andare sotto e questo fatto non contribuisce certo ad appianare i rapporti tra premier e vicepremier.