Economia

Borsa Italiana, oggi il primo sciopero della storia. Niente impatti sugli scambi

Piazza Affari, sede di Palazzo Mezzanotte e della Borsa Italiana con la scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan

Piazza Affari, sede di Palazzo Mezzanotte e della Borsa Italiana con la scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan

 

Dalle retribuzioni alla perdita di peso delle attività italiane, le ragioni dei sindacati opposte a quelle di Euronext. Il gruppo: “Continuare dialogo”

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MILANO – Primo, storico, sciopero oggi pomeriggio per i dipendenti di Borsa Italiana. I lavoratori di Palazzo Mezzanotte incrociano le braccia nelle ultime due ore della giornata, ossia dalle ore 15.30 alle 17.30, ma non sono previsti effetti sull'operatività dei mercati e quindi sugli scambi, visto che ormai da trent’anni l'infrastruttura di mercato è fatta di server e apparati informatici.

Nulla toglie questo al valore simbolico di quanto accade nella propaggine italiana del gruppo Euronext. A proclamare lo sciopero sono stati i sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil: chiedono rispetto per i propri diritti, contro lo spostamento del centro decisionale a Parigi e la conseguente marginalizzazione di Milano. Un’azione che ha portato il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, a convocarli il prossimo 3 luglio, per approfondire la faccenda.

La mobilitazione va oltre la giornata odierna. "A fronte dell'importanza sistemica di tutte le società del gruppo Borsa Italiana, denunciamo - questa la motivazione messa sul tavolo una decina di giorni fa dai sindacati - il costante, sistematico e complessivo disinvestimento dall'Italia del Gruppo Euronext, e lo svuotamento dall'interno delle strutture italiane". Si tratta di una decisione, quella di avviare lo stato di agitazione, presa congiuntamente da tutte le sigle sindacali, "lungamente meditata e sofferta, storica perche' mai prima sperimentata".

Una vertenza imperinata su quattro punti. "Profonda" è innanzitutto la preoccupazione dei sindacati per la tenuta occupazionale sul territorio nazionale. Secondo tema e' quello legato alla questione salariale: "A fronte delle recenti dinamiche inflazionistiche, la scelta della parte datoriale di non corrispondere gli aumenti salariali previsti dal rinnovato Ccnl del settore del credito attraverso assorbimento degli ad personam, rappresenta l'ultimo di una serie di episodi che evidenziano la volontà del gruppo di non voler proteggere il potere di acquisto dei lavoratori italiani”. Decisione che viene messa in contrappunto ai “risultati record” registrati. Terzo aspetto "di profondo disagio e preoccupazione" è legato all'organizzazione del lavoro con il “sistematico e oramai strutturale il ricorso al lavoro straordinario, al lavoro di sabato, festivo e perfino notturno”. Ultimo aspetto la "progressiva perdita di autonomia direzionale e strategica delle società italiane del gruppo Borsa Italiana".

Il gruppo dal canto suo ha fatto sapere che il “mantenimento di un dialogo aperto rimane una priorità”. Per Euronext, “il confronto che abbiamo avviato con le parti sindacali poggia su basi solide, costituite dal nostro impegno nel valorizzare il contributo estremamente rilevante dell’Italia in Euronext, come dimostrano i considerevoli investimenti fatti, che hanno portato tra l’altro alla creazione di oltre 100 nuove posizioni di lavoro in Italia. Per questo è nostra intenzione fare tutto il possibile per migliorare ulteriormente la qualità del dialogo, valorizzando le occasioni per un confronto costruttivo, nell’interesse del Gruppo e di tutti i suoi lavoratori in Italia”.

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