Bollette luce e fine tutela, il confronto: a poche ore dallo switch, sul mercato libero nessuna offerta più conveniente
di Federico FormicaA poche ore dalla fine del mercato tutelato della luce, è impossibile trovare un’offerta più bassa sul mercato libero. La migliore disponibile prevede una maggior spesa di 29 euro l’anno. E’ vero che l’Arera ha aggiornato il prezzo della tutela da luglio a settembre, segnalando una variazione del +12%. E che il Portale Offerte non sconta ancora questo adeguamento. Ma che il mercato libero non esprima offerte super-convenienti non è una novità, visto che da mesi i nostri monitoraggi sul Portale offerte giungono alla stessa conclusione.
A poche ore dallo switch per milioni di italiani, però, è una situazione che certifica la concorrenza azzoppata del nostro mercato dell’energia, incapace di offrire tariffe migliorative. Dall’indagine condotta sullo strumento comparativo di Arera emerge solo una sorpresa: per chi proviene dalla Maggior tutela le offerte migliori sono quelle a prezzo fisso. Nell’ultimo periodo, infatti, grazie alla discesa del prezzo della materia prima, il variabile era …
A poche ore dalla fine del mercato tutelato della luce, è impossibile trovare un’offerta più bassa sul mercato libero. La migliore disponibile prevede una maggior spesa di 29 euro l’anno. E’ vero che l’Arera ha aggiornato il prezzo della tutela da luglio a settembre, segnalando una variazione del +12%. E che il Portale Offerte non sconta ancora questo adeguamento. Ma che il mercato libero non esprima offerte super-convenienti non è una novità, visto che da mesi i nostri monitoraggi sul Portale offerte giungono alla stessa conclusione.
A poche ore dallo switch per milioni di italiani, però, è una situazione che certifica la concorrenza azzoppata del nostro mercato dell’energia, incapace di offrire tariffe migliorative. Dall’indagine condotta sullo strumento comparativo di Arera emerge solo una sorpresa: per chi proviene dalla Maggior tutela le offerte migliori sono quelle a prezzo fisso. Nell’ultimo periodo, infatti, grazie alla discesa del prezzo della materia prima, il variabile era diventato di gran lunga il più conveniente. Non sempre, a quanto pare.
Secondo diversi addetti ai lavori, non è giusto usare il tutelato come pietra di paragone del mercato libero. Nei fatti, però, un consumatore su quattro si è sempre trovato in questo regime e il confronto è inevitabile. E del resto è la stessa Arera a stimolare il paragone, indicando in cima alla lista delle offerte il costo annuo della tutela.
Fisso, c’è del buono
Le offerte a prezzo fisso sono diventate finalmente concorrenziali rispetto a quelle variabili. Finora era praticamente impossibile, anche a causa dello spread applicato dagli operatori, spaventati dalla possibilità di nuove crisi e conflitti. Tuttavia i prezzi migliori sono dedicati a chi proviene dalla tutela, un modo per accaparrarsi gli indecisi e, magari, anche qualche vulnerabile. Ma come sono riusciti, i due operatori, a offrire una tariffa persino più bassa di tutte le altre a prezzo variabile? Abbattendo la componente fissa, cioè il costo che si paga mensilmente a prescindere dai consumi, e tramutandola in uno sconto da 10,7 euro l’anno.
Più grama la situazione per i clienti che già si trovano sul mercato libero, dove la miglior offerta costa 79 euro in più rispetto alla tutela. Va detto, però, che chi è già sul libero ha smesso da tempo di confrontare i prezzi con la tutela e in queste offerte potrebbe comunque trovare qualcosa di migliorativo. Anche perché oggi gli operatori offrono una tariffa tra i 12 e i 14 centesimi al kilowattora e, per fare un confronto, ancora in questi mesi ci sono fornitori che propongono anche 50 centesimi/kWh. Il confronto continua a essere fondamentale per risparmiare in bolletta.
Variabile, che delusione
Neanche quando il mercato libero sfida la tutela sul suo campo, ovvero quello del prezzo variabile, riesce a portare a casa qualcosa. Tra le prime cinque fornite dal Portale offerte, nessuna è pensata per i clienti ancora in tutela. E soprattutto, nessuna è più conveniente della tutela. Anche quando i venditori offrono uno sconto molto ampio sulla componente fissa (l’operatore 1 prevede -2,7 euro l’anno) ci sono 55 euro l’anno di differenza. Il punto è che l’Arera, per il trimestre aprile-giugno, ha stabilito una tariffa di 7 centesimi senza alcuno spread; mentre oggi, ad esempio, il Pun (l’indice al quale sono ancorate le offerte a prezzo variabile) è a 10 centesimi/kWh. E anche se Arera prevede una componente fissa da 58 euro l’anno, fare concorrenza è difficile.
La terza via
Come abbiamo spiegato in questi ultimi mesi, tra Maggior tutela e mercato libero c’è una terza scelta, ed è quella delle Tutele graduali. Questo regime è stato pensato per tutti i clienti in tutela non vulnerabili che, al 30 giugno, non hanno fatto alcuna scelta. Le aste al ribasso con cui gli operatori si sono aggiudicati i clienti nelle diverse aree geografiche hanno avuto un effetto molto positivo sulle tariffe, che saranno le più convenienti in assoluto. Questo ha scatenato una corsa al ritorno in tutela entro il 30 giugno, per poter godere di questi prezzi almeno fino al 2027, quando le Tutele graduali termineranno. Ma l’opportunità adesso potrebbe aprirsi anche ai vulnerabili, finora obbligati a finire in Tutela della vulnerabilità (equivalente alla Maggior tutela): la commissione Attività produttive della Camera ha infatti approvato una risoluzione che impegna il governo a garantire il passaggio in Tutele graduali anche a questi clienti.