Debito alto e spese allegre. Ecco perché le elezioni francesi fanno ballare lo spread
di Sara BennewitzIl presidente Emmanuel Macron durante un Consiglio europeo a Bruxelles
MILANO – Non è la prima volta che le elezioni politiche fanno aumentare la volatilità e allargare gli spread, e ora che – il 30 giugno – la Francia è chiamata alle urne, i mercati del Vecchio continente hanno accusato il colpo, perché l’esito è incerto, e l’incertezza crea volatilità sui mercati.
A seguito delle elezioni europee dello scorso 9 giugno, il presidente Emmanuel Macron ha infatti indetto elezioni lampo, che nessuno si aspettava. Domenica la Francia sarà quindi chiamata a rinnovare l’Assemblea Nazionale, con i partiti che si contenderanno i 577 collegi elettorali disponibili. In caso non vi sia una maggioranza assoluta, tutti i partiti che abbiano ottenuto un numero di voti superiore al 12,5% passeranno al secondo turno fissato per il 7 luglio.
I sondaggi sulla Le Pen spaventano i mercati
Gli ultimi so…
MILANO – Non è la prima volta che le elezioni politiche fanno aumentare la volatilità e allargare gli spread, e ora che – il 30 giugno – la Francia è chiamata alle urne, i mercati del Vecchio continente hanno accusato il colpo, perché l’esito è incerto, e l’incertezza crea volatilità sui mercati.
A seguito delle elezioni europee dello scorso 9 giugno, il presidente Emmanuel Macron ha infatti indetto elezioni lampo, che nessuno si aspettava. Domenica la Francia sarà quindi chiamata a rinnovare l’Assemblea Nazionale, con i partiti che si contenderanno i 577 collegi elettorali disponibili. In caso non vi sia una maggioranza assoluta, tutti i partiti che abbiano ottenuto un numero di voti superiore al 12,5% passeranno al secondo turno fissato per il 7 luglio.
I sondaggi sulla Le Pen spaventano i mercati
Gli ultimi sondaggi indicano il 33-35% per il RN di Le Pen, il 26-29% per il NFP e il 18-22% per l’ENS di Macron. La partecipazione alle urne sarà fondamentale e si prevede che raggiungerà il 65% (era il 47% del 2022): un’affluenza più alta in teoria dovrebbe favorire Le Pen, che è in testa ai sondaggi. L’ipotesi più accreditata è una maggioranza relativa della Le Pen, che dovrà “coabitare” con Macron alla presidenza.
Anche se il RN ha moderato la sua posizione euroscettica, potrebbe attuare una politica fiscale più accomodante, facendo lievitare il debito pubblico: per quello lo spread del decennale francese si è allargato fino a 30 punti base rispetto al suo omologo tedesco, scatenando una simile reazione a catena anche sul Btp tricolore.
Investitori in allerta, ma la Frexit è esclusa
“Oltre a una maggiore pressione sui titoli sovrani francesi, le banche d’Oltralpe hanno già perso in media il 9,3%, le società di infrastrutture l'8,5%, i servizi di pubblica utilità il 5% e il lusso il 3,1% - fa notare Patrice Gautry, Chief Economist di Union Bancaire Privée - La reazione iniziale dei mercati evidenzia la preoccupazione per l’ascesa del RN e per le sue politiche economiche meno favorevoli al mercato, anche se una Frexit sembra fuori discussione. Tuttavia, i costi associati alle varie misure proposte potrebbero riaccendere l'inflazione, che a fine maggio era al 2,7%, e ritardare il ritorno alla disciplina fiscale, con il deficit e il debito pubblico in aumento”.
In proposito Barclays fa notare che nel 2017 la sfida tra Macron e Le Pen aveva già allargato il differenziale tra il debito francese (Oat) e il suo omologo tedesco. Stesso discorso alle politiche italiane del 2018 con l’ascesa del Movimento 5 stelle: poi in entrambi i casi la situazione si era normalizzata nell’arco di alcuni mesi, con il raffreddarsi delle istanze euroscettiche. “Solo che oggi - fa notare Charley Chau in un report di Barclays - gli investitori sono diventati molto più sensibili e reattivi di fronte a eventuali rischi di questo tipo”
Effetto contagio sullo spread tra Btp e Bund
E ora che la volatilità è tornata sovrana sui mercati azionari, ma soprattutto quelli dei bond governativi, le obbligazioni di Francia e Italia soffrono più di altri Paesi, perché lo stock di debito è più alto (anche se è allocato in modo diverso), favorendo invece la fuga verso il debito di Paesi extra Ue più stabili, come la Svizzera e Inghilterra.
Mentre il debito italiano è in buona parte collocato presso banche assicurazioni e risparmiatori tricolori, il debito francese è molto presente nei portafogli degli investitori esteri. Secondo i dati dell’Fmi a fine 2023 il 50% del debito pubblico d’Oltralpe è in mano a investitori esteri, contro il 30% di quello tricolore, quello britannico e anche quello Usa. “La Francia dovrà dare più rassicurazioni agli investitori esteri che hanno comprato obbligazioni - spiega Gregory Hirt, chief investment officer di Allianz Global Investors - altrimenti il suo spread continuerà ad allargarsi”.
Secondo Hirt, invece, le elezioni inglesi del 4 luglio non rappresentano un fattore critico, in quanto – visto il forte vantaggio del partito Laburista - non desterebbero particolari preoccupazioni sui mercati.