Benetton, regole di famiglia. Nella Edizione di Alessandro in cda solo chi ha un master
di Sara BennewitzSara Bennewitz
MILANO — Nuova Edizione per la famiglia Benetton, che si dota di una governance più moderna e programma l’arrivo della terza generazione. Con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del cda presieduto da Alessandro Benetton, la famiglia rafforza i poteri del consiglio a scapito dell’assemblea dei soci, tra cui quella di aumentare o diminuire il peso nelle varie controllate, che oggi valgono 12 miliardi . Il cda di cui Enrico Laghi è ad, è stato eletto nel 2021 e resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2024, ovvero nel giugno 2025.
Nuove elezioni e nuove regole
Il prossimo cda di 9 membri, sarà quindi eletto tenendo conto che i quattro rami della famiglia discendenti dai fondatori Luciano, Giuliana, Gilberto e Carlo, potranno esprimere un rappresentate e un indipendente ciascuno, oltre l’ad a maggioranza dei due terzi. La regola era già in vigore ma viene ribadita, anche se nulla vieta che i quattro rami si trovano d’accordo su 4 nomi condivisi di altr…
Sara Bennewitz
MILANO — Nuova Edizione per la famiglia Benetton, che si dota di una governance più moderna e programma l’arrivo della terza generazione. Con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del cda presieduto da Alessandro Benetton, la famiglia rafforza i poteri del consiglio a scapito dell’assemblea dei soci, tra cui quella di aumentare o diminuire il peso nelle varie controllate, che oggi valgono 12 miliardi . Il cda di cui Enrico Laghi è ad, è stato eletto nel 2021 e resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2024, ovvero nel giugno 2025.
Nuove elezioni e nuove regole
Il prossimo cda di 9 membri, sarà quindi eletto tenendo conto che i quattro rami della famiglia discendenti dai fondatori Luciano, Giuliana, Gilberto e Carlo, potranno esprimere un rappresentate e un indipendente ciascuno, oltre l’ad a maggioranza dei due terzi. La regola era già in vigore ma viene ribadita, anche se nulla vieta che i quattro rami si trovano d’accordo su 4 nomi condivisi di altrettanti consiglieri indipendenti, come successo nel 2021.
Le terze generazioni dovranno meritarsi il posto in cda
Vengono poi definite le regole per l’ingresso delle terze generazioni, che al momento stanno ancora completando il percorso di studi. Per entrare nel cda, oltre alla laurea, è richiesto un titolo di studio post universitario in economia, ingegneria giurisprudenza o relazioni internazionali «presso un istituto di prestigio e qualità» oltre a «un’esperienza lavorativa o professionale in contesti indipendenti rispetto alla famiglia per almeno 5 anni». Insomma il ruolo di consigliere di Edizione i nipoti dei fondatori dovranno meritarselo (prevalendo sui tanti cugini), e pensare che nessuno dei quattro fondatori era laureato. Non potrà poi più succedere che le generazioni si affiancano: Alessandro- ad esempio - è stato in cda insieme al padre Luciano, ma per far spazio a un figlio dovrà uscire. Le regole del nuovo statuto, votate all’unanimità, servono a semplificare la governance anche per attrarre futuri investitori come è successo nel caso di Blackstone su Mundys. Regole che serviranno anche in vista della scadenza del vincolo di lock up del 2026, quando le seconde generazioni potrebbero decidere di voler cedere parte delle loro quote di Edizione, con una prelazione prima al loro nucleo familiare, e poi ai vari cugini.