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Besseghini: “Le tutele ci sono, le bollette caleranno nel tempo”

Il presidente di Arera, Stefano Besseghini

 
Intervista al presidente Arera, l’Autorità dell’Energia: “Positivo che ci siano già offerte vicine alla tariffa tutelata. Quello è il prezzo in un mercato efficiente”
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ROMA – «Con il passaggio al libero mercato, le tariffe dell’elettricità caleranno. Ci vuole il suo tempo, ma anche grazie alle rinnovabili, i consumatori troveranno sempre più offerte vantaggiose». Stefano Besseghini, presidente di Arera, l’Authority che regola il settore energia, risponde ai dubbi e alle critiche che stanno accompagnando l’introduzione dal primo luglio dell’ultima fase della riforma.

Presidente, avendo aperto alla concorrenza tra operatori, dovremmo avere tariffe più basse. Invece, i prezzi migliori non si trovano sul mercato libero. Non dovrebbe essere il contrario?

«Quando si innescano questi meccanismi ci vuole sempre tempo prima che vadano a regime. Inoltre, teniamo conto che il mercato ha ancora un livello alto di concentrazione: le dimensioni del primo operatore, anche solo nei confronti del secondo, sono ancora importanti. Ma è probabile che i meccanismi di mercato andranno verso un allineamento visto che già con le aste per il servizio di tutele graduali le p…

ROMA – «Con il passaggio al libero mercato, le tariffe dell’elettricità caleranno. Ci vuole il suo tempo, ma anche grazie alle rinnovabili, i consumatori troveranno sempre più offerte vantaggiose». Stefano Besseghini, presidente di Arera, l’Authority che regola il settore energia, risponde ai dubbi e alle critiche che stanno accompagnando l’introduzione dal primo luglio dell’ultima fase della riforma.

Presidente, avendo aperto alla concorrenza tra operatori, dovremmo avere tariffe più basse. Invece, i prezzi migliori non si trovano sul mercato libero. Non dovrebbe essere il contrario?

«Quando si innescano questi meccanismi ci vuole sempre tempo prima che vadano a regime. Inoltre, teniamo conto che il mercato ha ancora un livello alto di concentrazione: le dimensioni del primo operatore, anche solo nei confronti del secondo, sono ancora importanti. Ma è probabile che i meccanismi di mercato andranno verso un allineamento visto che già con le aste per il servizio di tutele graduali le posizioni di alcuni concorrenti si sono irrobustite».

Non le sembra una visione ottimista? Sul mercato tutelato, le tariffe sono state più basse anche del 40% rispetto alle offerte a prezzo fisso del mercato libero.

«Il mercato deve avere la sua evoluzione. Nel breve, useremo tutti gli strumenti a disposizione per monitorare la situazione e tutelare i consumatori. Il prezzo tutelato viene percepito come un prezzo mediano tra le varie offerte. Ma non è così. Il prezzo della tutela trasferisce in modo efficiente le variazioni dei prezzi del mercato. Già avere offerte sul mercato libero vicine o allineate a questo livello di efficienza mi sembra positivo».

Ma le offerte a prezzo fisso sul mercato libero non sono troppo alte? E come controllerete che non ci siano irregolarità?

«Il fatto che siano più alte delle offerte sul variabile mi sembra naturale. È quanto succede anche per i mutui immobiliari. Sui controlli abbiamo introdotto un indice “full cost” che confronta tutte le scelte fatte dai consumatori: ci permetterà di avere una indicazione molto precisa dell’andamento del mercato. Inoltre, rimane sempre valido come strumento il “portale prezzi” dell’Authority. Per le offerte a prezzo fisso ti dice quanto spenderai nel corso dell’anno. Per le offerte variabili ti informa sugli andamenti attesi del prezzo».

I sondaggi dicono che solo un italiano su quattro è informato sulla fine del mercato tutelato. Come si dice in questi casi, abbiamo un problema?

«È un dato di fatto che l’alfabetizzazione sui temi che riguardano le materie prime energetiche abbiamo un livello di conoscenze che non va bene. Ma la crisi energetica ha portato i consumatori ad interessarsi dei prezzi dell’elettricità e del gas e quindi ci troviamo incidentalmente nel momento della fine tutela ad avere un livello di consapevolezza maggiore. Non è un caso se il picco dei trasferimenti dal tutelato al mercato libero sia avvenuto in quei mesi: i cittadini cercavano alternative alle bollette troppo alte ricorrendo al mercato».

Lei ha citato il gas in quanto combustibile principale per la formazione del prezzo. Ma come è possibile se le rinnovabili sono arrivate a coprire il 52% della domanda di elettricità? Questo non dovrebbe abbassare il prezzo finale?

«Molti nuovi strumenti stanno entrando sul mercato. Per esempio, gli accordi di fornitura di lungo periodo consentiranno all’operatore di avere prezzi stabili che inevitabilmente ricadranno sui consumatori. Le rinnovabili hanno bisogno del loro tempo per diventare centrali e questo accadrà mano a mano che i fossili perderanno terreno. Sono convinto che fra non molto accadrà e i benefici saranno conseguenti».

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