Più rinnovabili e nucleare all’11%. Ma in Italia si consuma troppa energia: il nuovo Piano per il clima del governo inviato alla Ue
di Giuseppe Colombo , Luca PagniROMA – L’aumento delle rinnovabili e l’uscita definitiva dal carbone avvicinano l’Italia agli obiettivi Ue sulla lotta al cambiamento climatico e alla decarbonizzazione dell’economia. In calo emissioni da parte dell’industria e degli edifici, grazie a maggiore efficienza, bonus e pompe di calore. Ma spazio anche al nucleare: il “sogno” è coprire in prospettiva (al 2050) fino all’11% dei consumi.
Sono alcuni dei punti contenuti nella revisione del Pniec, il Piano nazionale energia e clima che il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha appena inviato a Bruxelles. Dove si evidenzia come in Italia si consumi ancora troppa energia, tanto da essere "rimandata” da Bruxelles e invitata a rivedere i suoi provvedimenti.
Da segnalare, dopo i ritardi accumulati, l’avvio del mercato dell’auto elettrica, con l’obiettivo di 4 milioni di immatricolazioni al 2030. Sulle rinnovabili, bene la crescita di eolico sulla terraferma e fotovoltaico, che nel 2030 vedranno rispettivamente tripl…
ROMA – L’aumento delle rinnovabili e l’uscita definitiva dal carbone avvicinano l’Italia agli obiettivi Ue sulla lotta al cambiamento climatico e alla decarbonizzazione dell’economia. In calo emissioni da parte dell’industria e degli edifici, grazie a maggiore efficienza, bonus e pompe di calore. Ma spazio anche al nucleare: il “sogno” è coprire in prospettiva (al 2050) fino all’11% dei consumi.
Sono alcuni dei punti contenuti nella revisione del Pniec, il Piano nazionale energia e clima che il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha appena inviato a Bruxelles. Dove si evidenzia come in Italia si consumi ancora troppa energia, tanto da essere "rimandata” da Bruxelles e invitata a rivedere i suoi provvedimenti.
Da segnalare, dopo i ritardi accumulati, l’avvio del mercato dell’auto elettrica, con l’obiettivo di 4 milioni di immatricolazioni al 2030. Sulle rinnovabili, bene la crescita di eolico sulla terraferma e fotovoltaico, che nel 2030 vedranno rispettivamente triplicata e quadruplicata - rispetto al 2021 – la potenza installata. Obiettivo che non sarà facile da raggiungere, visti i ritardi degli ultimi anni.
Male l’eolico off shore, per cui sono previsti solo 2 gigawatt di potenza installata a fine decennio.
Vediamo settore per settore i dati più significativi del Piano inviato ai tecnici della Commissione, così come si leggono nel testi redatto dal ministero dell’Ambiente.
Si consuma troppo, Italia rimandata
Partiamo dall’aspetto più critico. Si consuma ancora troppo. “La Commissione Europea ha verificato che gli scenari di consumo finale, indicati dai Paesi nelle rispettive bozze di Piani, eccedono l’obiettivo di consumo vincolante a livello europeo”. L’Italia è tra i paesi con un gap ancora elevato e dovrà quindi intervenire. Da qui l’aumento di quote delle rinnovabili.
Industria e immobili, CO2 in calo
Secondo il testo del nuovo Pniec per quanto riguarda le emissioni “nel settore dei trasporti è prevista una diminuzione delle emissioni del 26% dovuta alla imponente elettrificazione del trasporto auto e, in misura minore, alla penetrazione di biocarburanti, nonché ad un contenimento, seppur contenuto, della crescita della domanda di trasporto privato e dallo shift modale del trasporto merci da gomma a ferrovia.
Nel settore residenziale una diminuzione delle emissioni del 32% per l’elevato tasso di ristrutturazione degli edifici, il costante efficentamento e la progressiva elettrificazione del settore soprattutto grazie alla massiccia penetrazione di pompe di calore”.
Rinnovabili, male solo l’eolico off shore
Aumentano gli obiettivi per poter raggiungere i target europei, ma anche qui bisognerà ridurre i tempi dei permessi per centrare il risultato. Si legge nel Pniec: “La forte penetrazione di tecnologie di produzione elettrica rinnovabile, principalmente fotovoltaico ed eolico onshore, permetterà al settore di coprire il 63,4% circa dei consumi finali elettrici lordi, la cui produzione dovrebbe rispettivamente quadruplicare e più che triplicare entro il 2030.
Per il raggiungimento degli obiettivi rinnovabili al 2030 sarà necessario non solo stimolare nuova produzione, ma anche preservare quella esistente, e anzi, laddove possibile, incrementarla promuovendo il revamping e repowering di impianti potenzialmente ancora competitivi”.
Il sogno del nucleare di “piccole dimensioni”
Anche nel nuovo Pniec, il governo insiste nel riproporre il rilancio del nucleare. Si punta ai reattori di piccole dimensioni, con una tecnologia attualmente ancora sperimentale e di cui non esiste ancora alcuna applicazione industriale e nessun impianti ancora costruito.
Auto elettrica, obiettivo 4 milioni al 2030
Parte finalmente il settore dell’auto elettrico e il Pniec ci fa molto affidamento. “Se da una parte l’elettrificazione dei trasporti è una soluzione rivolta alle nuove immatricolazioni in particolare di veicoli leggeri – si legge nel documento – i biocombustibili avranno un ruolo chiave già nel breve termine per la decarbonizzazione del parco esistente.
Inoltre, nel lungo termine, i biocarburanti ricopriranno un ruolo rilevante nella decarbonizzazione dei settori difficilmente elettrificabili, in particolare nel settore aeronautico e navale.
Il Piano prevede quindi al 2030 un importante contributo dai veicoli elettrici (6,5 mln) di cui puri (4,3 milioni) e ibridi elettrici plug-in (2,2 mln)"
Con la ripresa del Pil, obbiettivi “più sfidanti”
Confidando in una ripresa economica nei prossimi anni, il ministero avverte che questo comporterà nuove misure per contenere le emissioni. “Per quanto riguarda l’efficienza energetica, la flessione dei consumi è dovuta esclusivamente alle dinamiche di efficienza e decarbonizzazione del sistema energetico, considerando che l’andamento del PIL è infatti previsto essere crescente dal 2022 in poi, con tassi superiori a quelli previsti lo scorso anno per il medio e lungo periodo. La maggiore crescita del PIL rende infatti ancora più sfidante il processo di decarbonizzazione del sistema energetico al 2030”.