✕

Fisco, il nuovo regalo del governo: dieci anni per pagare i debiti. E le cartelle finiranno nel cestino dopo 5 anni

(ansa)
Il Consiglio dei ministri approva in via definitiva il decreto legislativo per la riforma della riscossione. Scatta la maxi-rateizzazione fino a 120 rate
2 minuti di lettura

ROMA - Ecco la riforma della riscossione. Ed ecco il nuovo regalo del governo Meloni ai contribuenti infedeli: il Fisco “amico” si fa a tempo per perdonare e cancellare i debiti. E quindi le cartelle notificate dal primo gennaio del 2025 ritorneranno, in automatico, agli enti che le hanno emesse se i tentativi di riscuotere le somme dovute da parte dell’Agenzia delle Entrate non andranno a buon fine entro cinque anni.

In pratica uno stralcio delle cartelle dato che difficilmente gli enti riusciranno ad arrivare all’incasso al secondo tentativo, dopo essersi affidati proprio alle Entrate per provare a ottenere i pagamenti dei debiti. Il discarico automatico opererà fino al 31 dicembre 2030, fino alla fine del 2031 per i carichi affidati nel 2026. E così via, di anno in anno. In caso di fallimento o liquidazione scatterà invece il discarico anticipato.

(ansa)

A quel punto l'ente creditore potrà cercare…

ROMA - Ecco la riforma della riscossione. Ed ecco il nuovo regalo del governo Meloni ai contribuenti infedeli: il Fisco “amico” si fa a tempo per perdonare e cancellare i debiti. E quindi le cartelle notificate dal primo gennaio del 2025 ritorneranno, in automatico, agli enti che le hanno emesse se i tentativi di riscuotere le somme dovute da parte dell’Agenzia delle Entrate non andranno a buon fine entro cinque anni.

In pratica uno stralcio delle cartelle dato che difficilmente gli enti riusciranno ad arrivare all’incasso al secondo tentativo, dopo essersi affidati proprio alle Entrate per provare a ottenere i pagamenti dei debiti. Il discarico automatico opererà fino al 31 dicembre 2030, fino alla fine del 2031 per i carichi affidati nel 2026. E così via, di anno in anno. In caso di fallimento o liquidazione scatterà invece il discarico anticipato.

(ansa)

A quel punto l'ente creditore potrà cercare di incassare le somme per conto proprio, magari affidandosi a enti privati di riscossione oppure attraverso una cartolarizzazione del credito, opzione che è stata aggiunta durante il passaggio del decreto legislativo che dà forma alla riforma della riscossione. Ma le strade sono contorte, eufemismo. E così lo Stato non recupererà mai le somme evase sull’Imu piuttosto che sulla Tari, la tassa sui rifiuti. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il regista della riforma fiscale, difende la norma: "Il cuore della riforma della riscossione è il discarico”.

Ma i regali non finiscono qui. Il Fisco è così “amico” che si potranno saldare i debiti pagando in dieci anni. In 120 comode rate mensili, invece che in 72, come previsto oggi. La maxi-rateizzazione sarà progressiva: dal prossimo anno, la dilazione dei pagamenti per i debiti fino a 120 mila euro poggerà su 84 rate, mentre dal 2027 si passerà a 96, fino ad arrivare a 108 dal 2029. A partire dal 2031 si passerà allo schema delle 120 rate.

(ansa)

Anche per chi ha debiti superiori a 120 mila euro si spalancano le porte delle 120 rate, a patto però di dimostrare “acclarate difficoltà finanziarie”: la definizione del perimetro sarà indicata in un prossimo decreto del Mef. Paga lo Stato: in tutto 2,5 miliardi prelevati dal cosiddetto fondo “taglia-tasse”.

Ma il tesoretto chiamato a finanziare la riforma fiscale, arrivata al decimo decreto attuativo, si è esaurito. Per questo Leo deve ricordare che “ulteriori interventi richiederanno ulteriori risorse". Le speranze sono affidate al concordato preventivo biennale, il patto tra il Fisco e le partite Iva che congela le tasse e i controlli per due anni. Ma i primi segnali che arrivano dai contribuenti non sono entusiasmanti. Soprattutto le spese da coprire, sempre sul fronte fiscale, hanno un importo decisamente maggiore. Solo la proroga, per il 2025, del taglio del cuneo fiscale costa 11 miliardi.

Leggi i commenti