Ita-Lufthansa, Giorgetti: “Chiusa un’annosa vicenda storica. Basta aiuti di Stato”. Spohr: tornare all’utile
di Aldo FontanarosaROMA – Il via libera della Commissione Ue alle nozze tra Ita Airways e Lufthansa “chiude l’annosa vicenda del trasporto aereo nazionale”, durata 40 anni e culminata con il fallimento di Alitalia.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – che vende ai tedeschi il 41% di Ita – saluta così questa giornata. Il successo industriale dell’alleanza, a suo parere è assicurato: “Si chiude la stagione degli aiuti di Stato, di cui Ita non avrà più bisogno”.
Le trattative con l’Europa – che doveva autorizzare la fusione – sono state lunghe e “travagliate”. Ma alla fine ha preso forma quello che Giorgetti considera un “successo italiano, tedesco ed europeo”.
Il presidente esecutivo di Ita, Antonino Turicchi, conferma che ci sono state difficoltà nel dialogo con Bruxelles, “ma la logica ha prevalso. L’operazione aveva una logica europea e questo dato ha illuminato l’arbitro chiamato a decidere”, la Commissione Ue.
America, Asia, Africa
Il ministro indica anche la missione di Roma Fiumicino, il…
ROMA – Il via libera della Commissione Ue alle nozze tra Ita Airways e Lufthansa “chiude l’annosa vicenda del trasporto aereo nazionale”, durata 40 anni e culminata con il fallimento di Alitalia.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – che vende ai tedeschi il 41% di Ita – saluta così questa giornata. Il successo industriale dell’alleanza, a suo parere è assicurato: “Si chiude la stagione degli aiuti di Stato, di cui Ita non avrà più bisogno”.
Le trattative con l’Europa – che doveva autorizzare la fusione – sono state lunghe e “travagliate”. Ma alla fine ha preso forma quello che Giorgetti considera un “successo italiano, tedesco ed europeo”.
Il presidente esecutivo di Ita, Antonino Turicchi, conferma che ci sono state difficoltà nel dialogo con Bruxelles, “ma la logica ha prevalso. L’operazione aveva una logica europea e questo dato ha illuminato l’arbitro chiamato a decidere”, la Commissione Ue.
America, Asia, Africa
Il ministro indica anche la missione di Roma Fiumicino, il più importante scalo del Paese, nella nuova era Lufthansa: l’aeroporto – spiega – diventerà la base di lancio dei voli del lungo raggio, con destinazione l’America, ma anche l’Africa e l’Asia.
Giorgetti dunque non teme che Ita Airways si ridurrà a piccolo vettore regionale, al servizio degli scali germanici di Monaco e Francoforte.
Al contrario, un alleato affidabile come Lufthansa garantirà uno sviluppo del traffico aereo dall’Italia e per l’Italia, leva decisiva per lo sviluppo dell’economia.
E questo assetto è importante alla luce “del boom turistico impressionante” che il nostro Paese sta vivendo.
Il marchio Alitalia
Carsen Spohr, amministratore delegato del compatore tedesco, non esclude affatto che il marchio di Alitalia (proprietà di Ita) venga recuperato in futuro, e riutilizzato. Ma il primo stringente obiettivo è “il ritorno di Ita Airways alla profittabilità”.
Da questo puntio di vista, il presidente esecutivo Turicchi non è allarmato dai paletti, dalle condizioni che l’Europa pone all’alleanza. “I rimedi europei non ostacolano la crescita né la possibilità per Ita di essere profittevole”.
Anche rispetto ai voli del lungo raggio, i più profittevoli, “non è in discussione la capacità di crescita dell’azienda”.
E se crescita sarà, lieviteranno anche le assunzioni di Ita. Il vettore – spiega Turicchi – continuerà a pescare “nel bacino della cassa integrazione di Altalia”.
Sulla corretta gestione della compagnia, il ministero della Economia – che conserva il 51% del capitale, in prima battuta – continuerà a vigilare. Ma la politica – assicura Giorgetti – non metterà il naso nelle libere scelte di Lufthansa.
Gli investimenti nella flotta
Alla domanda se il prezzo che i tedeschi pagano per Ita sia giusto, il ministro dell’Economia allarga lo sguardo. Spiega che il vettore dovrà crescere molto nel numero degli aerei. E Lufthansa potrà garantire investimenti copiosi nella flotta, senza oneri per il contribuente italiano.
Peraltro, il ministro lascia intendere che gli accordi tra il Tesoro e Lufthansa prevedono un meccanismo a fisarmonica: più Ita andrà bene e maggiori saranno gli incassi per lo Stato, quando il restante 59% delle azioni finirà in mani tedesche.