Pnrr, l’avvertimento di Giorgetti: “Spendere di più o i conti saltano”
di Giuseppe ColomboROMA - “Spendete tanto e subito altrimenti i conti sballano”. Ecco il rischio che lievita dentro il Pnrr lento. È tutto nelle parole intrise di preoccupazione che Giancarlo Giorgetti riversa sul tavolo della Sala Verde di Palazzo Chigi intorno al quale siedono altri dieci ministri. Doveva essere la cabina di regia dei festeggiamenti dopo il via libera della Commissione europea alla quinta rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma quando il titolare del Tesoro prende la parola diventa chiaro a tutti che mettere in fila una tranche dopo l’altra non basta se poi i soldi non vengono spesi.
In ballo c’è qualcosa di più del ridimensionamento del Pil, una questione già di per sé dirompente. Se i ministeri non rispetteranno la programmazione di spesa prevista per quest’anno - recita l’avvertimento - allora i guai aumenteranno: per il governo sarà impossibile rispettare la traiettoria a cui dovrà agganciare il Piano fiscale-strutturale 2025-2028, il documento degli impegni sui conti…
ROMA - “Spendete tanto e subito altrimenti i conti sballano”. Ecco il rischio che lievita dentro il Pnrr lento. È tutto nelle parole intrise di preoccupazione che Giancarlo Giorgetti riversa sul tavolo della Sala Verde di Palazzo Chigi intorno al quale siedono altri dieci ministri. Doveva essere la cabina di regia dei festeggiamenti dopo il via libera della Commissione europea alla quinta rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma quando il titolare del Tesoro prende la parola diventa chiaro a tutti che mettere in fila una tranche dopo l’altra non basta se poi i soldi non vengono spesi.
In ballo c’è qualcosa di più del ridimensionamento del Pil, una questione già di per sé dirompente. Se i ministeri non rispetteranno la programmazione di spesa prevista per quest’anno - recita l’avvertimento - allora i guai aumenteranno: per il governo sarà impossibile rispettare la traiettoria a cui dovrà agganciare il Piano fiscale-strutturale 2025-2028, il documento degli impegni sui conti pubblici da trasmettere a Bruxelles entro il 20 settembre.
L’alert è rivolto anche ai rappresentanti dei Comuni. E a rincarare la dose, con un pizzico di ironia, ci pensa Raffaele Fitto, il titolare del Pnrr: "Non ve lo sareste mai aspettato di sentirvi dire da Giorgetti di spendere tanto e subito, vero?”.
Ma i compiti che il governo assegna ai soggetti attuatori non finiscono qui. Al tavolo scatta la verifica sui dati caricati sulla piattaforma ReGiS, il “cervellone” che memorizza l’avanzamento degli investimenti. Entro il 2 maggio, come deciso per decreto, il cronoprogramma di "ciascun intervento” doveva essere aggiornato al 31 dicembre 2023, garantendo “il conseguimento dei traguardi e degli obiettivi”. Non tutte le amministrazioni hanno rispettato la scadenza. Ecco perché Fitto impone un ultimatum agli inadempienti: l’impegno va portato a termine entro il 23 luglio.
Ritardi e rincorse: sul percorso del Pnrr ci sono ora i 69 obiettivi da raggiungere entro la fine dell’anno per richiedere la settima rata che vale 18,2 miliardi. "Partiamo per tempo”, chiosa Fitto. Dalla legge sulla concorrenza alle 16mila colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, gli impegni sono “complicati”, insiste il ministro. I colleghi ascoltano in silenzio. Qualche ora dopo il mutismo va in scena al Consiglio dei ministri, quando Giorgetti parla sempre di spesa. Questa volta, però, non è quella del Pnrr. Bisogna stringere la cinghia, è il messaggio: ancora spending review se si vogliono realizzare nuovi interventi. Per i ministri è già tempo di prendere in mano di nuovo le forbici.
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