MILANO – Stagione dei saldi estivi al via da sabato 6 luglio nella maggior parte delle Regioni d’Italia, con il consueto carico di speranze dei consumatori di trovare quel che fa al caso loro con un po’ di risparmio e dei commercianti di riuscire a svuotare i magazzini e far aprire il portafoglio ai clienti, in una fase di stanca dei consumi dettata dall’incertezza generalizzata e dalla lunga corsa dell’inflazione.
I saldi estivi nelle città
- MILANO. I commercianti si lamentano: “Dovevano partire prima”
- GENOVA. Polemiche sulle promozioni iniziate prima
- FIRENZE. Scontrino da 200 euro, ma si aspetta fine mese
- NAPOLI. Campania, solo la metà farà acquisti
- BARI. Cresce chi fa shopping online
Le date e le stime Confcommercio
Come abbiamo raccontato in questo articolo, insieme ai consigli per evitare delusioni, il gong scatta in modo pressoché uniforme sabato 6 luglio, come l’anno scorso. Storia a parte la fa unicamente il Trentino Alto Adige che dà agli esercenti una maggiore libertà di scelta. A variare saranno semmai i giorni di fine promozioni.
L'Ufficio Studi di Confcommercio stima una spesa complessiva di 3,2 miliardi di euro, circa 92 euro a persona. Il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, ha sottolineato che "sono saldi particolarmente appetibili per quasi 16 milioni di famiglie italiane che si prevede aumenteranno a 202 euro il loro budget normalmente destinato ogni mese ad acquisti di abbigliamento, calzature, accessori, pelletteria, tessile casa e articoli sportivi". Sottolineando la difficoltà del momento per il commercio, con una flessione del 4,6% delle vendite di moda, Felloni si aggrappa anche al segnale positivo che arriva “dagli acquisti degli stranieri extra UE amanti dello shopping nei negozi italiani che, nell'ultimo trimestre secondo i dati di Global Blue, hanno registrato un incremento del 21% dello scontrino medio nel fashion rispetto al 2019 e del 3% rispetto al 2023”.
Concorda di fondo la Confesercenti, secondo la quale le vendite di fine stagione estive “saranno un momento importante per gli imprenditori del commercio moda, che vengono da un trimestre primaverile freddo sotto il profilo delle vendite. Il meteo incerto ed anomalo che ha caratterizzato la primavera di quest’anno, infatti, ha avuto un impatto negativo sui consumi, con il 39% dei consumatori che ha acquistato meno capi, calzature e accessori”.