Dagli aerei a pullman: dopo Ita Kühne mette le mani su FlixBus
di Franco ZantonelliDopo gli aerei e i trasporti marittimi, l’87 enne magnate di Amburgo, Klaus-Michael Kühne, investe pure nei bus, acquistando una fetta consistente della bavarese FlixBus, leader in Europa del trasporto passeggeri su gomma. Per questa operazione Kühne, che è già il maggiore azionista di Lufthansa, quindi dell’elvetica Swiss Airlines e, da poco, dell’italiana ITA Airways, si è associato all’investitore finanziario svedese, EQT Future Fund. Entrambi entrano in possesso del 35% di FlixBus, come è stato annunciato giovedì 4 luglio. Guardacaso il medesimo giorno in cui l’Ue ha dato il proprio via libera al matrimonio tra ITA e Lufthansa.
L’investimento, come riferisce il quotidiano economico Handelszeitung, ha un ammontare complessivo di un miliardo di euro, mentre il valore di FlixBus ha un valore stimato di 3 miliardi. Fondata nel 2011 da 3 soci a Monaco di Baviera, FlixBus vanta una rete con ben 400 mila collegamenti, principalmente in Europa. Dal 2021, inoltre, ha acquistato l’iconica co…
Dopo gli aerei e i trasporti marittimi, l’87 enne magnate di Amburgo, Klaus-Michael Kühne, investe pure nei bus, acquistando una fetta consistente della bavarese FlixBus, leader in Europa del trasporto passeggeri su gomma. Per questa operazione Kühne, che è già il maggiore azionista di Lufthansa, quindi dell’elvetica Swiss Airlines e, da poco, dell’italiana ITA Airways, si è associato all’investitore finanziario svedese, EQT Future Fund. Entrambi entrano in possesso del 35% di FlixBus, come è stato annunciato giovedì 4 luglio. Guardacaso il medesimo giorno in cui l’Ue ha dato il proprio via libera al matrimonio tra ITA e Lufthansa.
L’investimento, come riferisce il quotidiano economico Handelszeitung, ha un ammontare complessivo di un miliardo di euro, mentre il valore di FlixBus ha un valore stimato di 3 miliardi. Fondata nel 2011 da 3 soci a Monaco di Baviera, FlixBus vanta una rete con ben 400 mila collegamenti, principalmente in Europa. Dal 2021, inoltre, ha acquistato l’iconica compagnia di pullman statunitense, Greyhound, quello con l’insegna del levriero, resa famosa dalla musica di Simon & Garfunkel e dal romanzo “On the road” di Jack Kerouac, uno dei padri della Beat Generation. “Non potremmo aver sperato in partner migliori di Kühne e di ETQ Future Fund”, ha dichiarato il CEO e co-fondatore di FlixBus, André Schwämmlein. E come dargli torto guardando all’impero che Klaus Kühne si è costruito negli anni. Gli affari gli vanno a meraviglia, tanto che ha messo insieme un patrimonio stimato 38,5 miliardi di euro, grazie al quale risulta essere l’uomo più ricco di Germania, nonché il 33 esimo più ricco del pianeta.
I numeri del miliardario
Oltre all’aviazione commerciale è diventato, con la compagnia elvetica di navigazione, Kühne & Nagel, uno dei maggiori trasportatori marittimi del mondo, tanto da insidiare il primato della MSC dello svizzero di origine napoletana, Gianluigi Aponte. E mentre la MSC ha sede a Ginevra, la Kühne & Nagel, benchè sia stata fondata nel 1890 a Brema, in Germania, oggi ha il proprio quartier generale a Schindellegi, un incantevole villaggio del fiscalmente vantaggioso Canton Svitto, situato poco sopra il lago di Zurigo. Insomma, pur senza il mare, la Confederazione riesce a dettare legge nel trasporto marittimo.
Su Kühne circolano parecchie indiscrezioni, come capita a chi appartiene al ristretto mondo dei ricchi e famosi. L’ultima l’ha pubblicata il settimanale tedesco Bunte e riguarda la lussuosa residenza che il magnate si è fatto costruire a Maiorca, su di un terreno di 5000 metri quadri. Un buen retiro da favola per il paperone di Germania il quale, tuttavia, si è ritrovato, ben presto, a che fare con un problema che turbava il suo desiderio di pace e di tranquillità: il rumore dei lavori di ristrutturazione di una villa adiacente alla sua. Con la consorte Catherine ha deciso, allora, di risolvere il problema alla radice, acquistando per 17 milioni di euro quella fonte di disturbo.
Così fanno i super-ricchi e non è la prima volta che capita. Nel 2013, infatti, Mark Zuckerberg, uno dei boss della new economy, sborsò 30 milioni di dollari, per comprarsi la privacy, acquistando 4 residenze vicine alla sua villa californiana di Palo Alto.