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Boom eolico e solare ma l’energia è cara. Servono più batterie

Crescono le fonti verdi in Europa, dove coprono oltre il 50% della domanda. Ma i prezzi dell’elettricità restano elevati, soprattutto in Germania e Italia, dove è ancora il gas a guidare il mercato. Per abbassare le quotazioni bisogna accelerare sui sistemi di accumulo
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I numeri parlano di un successo senza precedenti. Così come nel resto d’Europa, anche in Italia le rinnovabili hanno ripreso a correre. A livello continentale, le energie verdi hanno coperto oltre il 50% delle domanda di energia elettrica nei primi sei mesi dell’anno, secondo i dati di Eurelectric (l’associazione degli operatori). Un nuovo record, esattamente come quello appena battuto in Italia a maggio: le rinnovabili hanno coperto il 52,6% della domanda elettrica, grazie alle piogge abbondanti degli ultimi mesi che hanno riempito gli invasi favorendo l’idroelettrico, ma soprattutto grazie al nuovo boom del solare. Gli impianti fotovoltaici hanno visto aumentare il loro apporto alla produzione di elettricità del 36,3% nel corso del 2023. Da un lato abbiamo avuto un numero maggiore di ore di sole, ma ancora più consistente è stata la crescita della capacità installata.

La crescita dalle nuove installazioni di impianti fotovoltaici è un fenomeno che sta coinvolgendo tutta l’Europa. E…

I numeri parlano di un successo senza precedenti. Così come nel resto d’Europa, anche in Italia le rinnovabili hanno ripreso a correre. A livello continentale, le energie verdi hanno coperto oltre il 50% delle domanda di energia elettrica nei primi sei mesi dell’anno, secondo i dati di Eurelectric (l’associazione degli operatori). Un nuovo record, esattamente come quello appena battuto in Italia a maggio: le rinnovabili hanno coperto il 52,6% della domanda elettrica, grazie alle piogge abbondanti degli ultimi mesi che hanno riempito gli invasi favorendo l’idroelettrico, ma soprattutto grazie al nuovo boom del solare. Gli impianti fotovoltaici hanno visto aumentare il loro apporto alla produzione di elettricità del 36,3% nel corso del 2023. Da un lato abbiamo avuto un numero maggiore di ore di sole, ma ancora più consistente è stata la crescita della capacità installata.

La crescita dalle nuove installazioni di impianti fotovoltaici è un fenomeno che sta coinvolgendo tutta l’Europa. Ed è stato celebrato dal settimanale The Economist: una settimana fa ha titolato il suo servizio di copertina “L’alba dell’era del solare”. Un modo per dire da un lato che il fenomeno è oramai sotto gli occhi di tutti – anche dei più convinti oppositori dell’addio ai fossili – e dall’altro che si tratta solo di un debutto, con il fotovoltaico destinato a recitare il ruolo principale nello sviluppo delle rinnovabili.

Anche l’eolico continuerà nella sua crescita, come dimostra l’ultima asta che ha appena fatto il tutto esaurito in Germania. Deve solo trovare nuovo slancio, realizzando economie di scala per lo sviluppo del “floating”, gli impianti galleggianti che grazie ai sistemi di ancoraggio possono essere installati molto più al largo, andando così a intercettare venti più forti. Ma si tratta di una tecnologia che ha ancora bisogno di essere incentivata. Come rivela il via libera concesso alla Francia per 10,8 miliardi di aiuti di Stato: andranno a sostenere la costruzione di un impianto fino a 1,2 gigawatt nel Sud dell’Atlantico e un secondo fino a 1,6 gigawatt al largo della Normandia. Lo stesso è avvenuto in Italia con gli incentivi appena concessi dal governo per l’eolico off shore con il recente decreto Fer2. Se questo è il quadro, ci si aspetterebbe come conseguenza una riduzione del prezzo dell’energia elettrica in tutta Europa. E soprattutto in Italia, il Paese che è tornato ad avere i livelli più alti di prezzo sul mercato all’ingrosso. In parte è accaduto proprio questo. Visto che le rinnovabili non devono pagare un costo per la materia prima, in Europa si registrano sempre più giorni di prezzi negativi. Mandando in tilt le centrali nucleari e quelle alimentate a gas.

Il prezzo del gas

In Francia, il gruppo Edf – colosso di Stato che controlla le 19 centrali nucleare del Paese transalpino – ha fermato tre impianti per non produrre in perdita. Mentre nell’aprile scorso anche Spagna e Portogallo hanno registrato per la prima volta prezzi negativi. In Italia, fino a questo momento, non si sono mai verificate giornate con prezzi negativi. Ma il 7 aprile scorso è stata raggiunta la soglia dei 10 centesimi al megawattora in alcune ore del giorno, la più bassa degli ultimi quattro anni.

La tendenza ad andare sotto lo zero nel corso di quest’anno non deve sorprendere: è iniziata già l’anno scorso, quando sono stati registrati prezzi negativi oltre 12 volte maggiori rispetto al 2022. Ma la grande corsa delle rinnovabili in Europa ha avuto ripercussioni diverse a seconda dei Paesi. In alcuni ha contribuito ulteriormente alla discesa dei prezzi sui mercati all’ingrosso, con la possibilità di ricadute positive sulle bollette di cittadini e imprese. È il caso di Olanda, Francia, Germania, Danimarca, dove si arriva in questi giorni a pagare dai 3 ai 28 euro al megawattora.

Questo non accade, invece, in Italia dove il prezzo degli ultimi giorni si è aggirato attorno ai 106 euro al megawattora: peggio di noi soltanto Grecia, Romania Bulgaria e repubbliche baltiche.

Per quali ragioni l’Italia è nel gruppo di coda della classifica? I motivi, secondo Luca Conti, ad per l’Italia del gruppo tedesco E.on, sono principalmente tre: «Subiamo ancora lo choc dei prezzi record successivi all’invasione dell’Ucraina. E quando i prezzi hanno sbalzi così alti poi fanno fatica a scendere ai livelli precedenti. Inoltre, c’è ancora troppa volatilità nel trading durate la giornata: sbalzi di 2-3 euro non si erano mai visti. Infine, per sfruttare al meglio il successo del fotovoltaico occorre potenziare il sistema delle batterie, in modo da intervenire nei momenti di picco della domanda di energia e stabilizzare i prezzi».

Sulla necessità di aumentare la disponibilità dei sistemi di accumulo concorda anche Carlo Montella, managing partner di Green Horse, studio legale specializzato sul tema della transizione. Il quale aggiunge un quarto elemento che spiega i prezzi elevati in Italia. «Come da tempo propone Mario Draghi, occorre disaccoppiare il prezzo dell’energia dal prezzo del gas. In Italia scontiamo ancora questo handicap, per cui il prezzo marginale alla fine lo fa ancora il gas naturale, con tutto quello che ne consegue. Nonostante il successo delle rinnovabili degli ultimi mesi, il prezzo del gas è ancora doppio rispetto al periodo precedente alla ripresa dell’economia dopo la frenata del Covid. Questo fa capire il divario con gli altri Paesi, dove il peso del gas nel mix energetico è nettamente inferiore al nostro».

La soluzione passa quindi dalle batterie e potrebbe non essere lontana. Secondo un recente studio di BloombergNef, il 2024 dovrebbe concludersi con un boom per la realizzazione di sistemi di accumulo: il mercato dovrebbe crescere di 13 volte a livello globale. E l’Italia, proprio per colmare i suoi ritardi e il suo differenziale di prezzo, dovrebbe essere il mercato che potrebbe crescere di più. Il nostro Paese è destinato a sorpassare la Germania per diventare il primo mercato europeo con 7,7 gigawatt di nuova capacità installata, il doppio rispetto ai 3,7 GWh del 2023. Su 22,4 GWh di nuove installazioni previste in tutto il continente. E a quel punto – prevedono gli esperti – il disaccoppiamento rispetto al gas avverrà anche senza prevederlo per decreto.

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