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Vittima di fake news il 62% degli italiani: “Colpa della Russia”

Vladimir Putin 

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Notizie false, video e voci manipolate dall’IA più diffuse quando si parla di gossip e politica. Il 71% dei giovani teme di aver creduto alle “bufale”. Per la maggioranza Facebook è il social dove circolano di più, seguito da Instagram
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IL 62% degli italiani nell’ultimo anno si è accorto di essere stato vittima di fake news, cioè aver creduto come vere notizie poi rilevatesi false e veicolate nel web, ed il 55% di essere incappato in un contenuto deep fake, cioè video manipolati in cui con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale si camuffa la voce di un personaggio pubblico, ovviamente a sua insaputa.

Sempre più chiaro agli italiani è che queste operazioni hanno obiettivi politici come dimostra che la maggioranza individua nella Russia la più probabile responsabile delle notizie “artefatte”.

È la prima evidenza che emerge dallo studio dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi effettuato per Repubblica che disegna uno scenario in cui le menzogne pervadono il web per manipolare l’opinione pubblica. Negli ultimi giorni sono due le vittime eccellenti della diffusione di informazioni false.

Addirittura il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, reo, secondo un post divenuto virale, di aver apposto il segreto di Stato …

IL 62% degli italiani nell’ultimo anno si è accorto di essere stato vittima di fake news, cioè aver creduto come vere notizie poi rilevatesi false e veicolate nel web, ed il 55% di essere incappato in un contenuto deep fake, cioè video manipolati in cui con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale si camuffa la voce di un personaggio pubblico, ovviamente a sua insaputa.

Sempre più chiaro agli italiani è che queste operazioni hanno obiettivi politici come dimostra che la maggioranza individua nella Russia la più probabile responsabile delle notizie “artefatte”.

È la prima evidenza che emerge dallo studio dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi effettuato per Repubblica che disegna uno scenario in cui le menzogne pervadono il web per manipolare l’opinione pubblica. Negli ultimi giorni sono due le vittime eccellenti della diffusione di informazioni false.

Addirittura il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, reo, secondo un post divenuto virale, di aver apposto il segreto di Stato sul caso di Ustica. Nulla di vero, come hanno denunciato dal Quirinale, sia ai mezzi di informazione che alle autorità competenti per svolgere le verifiche del caso.

Gli algoritmi contro Panetta

Il secondo caso recentemente accaduto riguarda il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, vittima di tecnologie da deep fake che consentono, grazie all’intelligenza artificiale, di realizzare contenuti realistici modificando immagini, video e ricreando la voce stessa.

Se il 62% ha compreso immediatamente, almeno una volta, che si trattava di notizie false ed il 55% di video “taroccati”, è anche vero che, tra questi, il 59% ha comunque in un primo momento pensato che il contenuto informativo fosse vero e solo dopo ha compreso che si trattava di una fake.

A questi ovviamente è da aggiungere la quota (non stimabile) delle persone che invece non si sono mai accorti che si trattava di un inganno.

Scomponendo i dati per fasce di età è interessante notare che sono proprio i più giovani (71%), quelli che temono di essere caduti nella trappola delle fake. Tra i vari social è Facebook quello in cui si veicolano maggiormente le fake e deep news. Lo afferma più della metà degli italiani, al secondo posto invece c’è Instagram.

Il gossip e la politica

Un dato particolarmente rilevante è l’argomento delle bugie online. Secondo il campione il tema prevalente delle fake news era il gossip (34%), a seguire la politica (31%), distanziate fra loro di pochi punti percentuali.

Ma quando si chiede a coloro che hanno intercettato deep fake quale fosse l’oggetto della comunicazione l’ordine si inverte e la politica balza al primo posto con il 55%, seguita dall’economia al 23% e solo terzo il gossip. Si può dire che l’artiglieria pesante delle tecnologie dell’intelligenza artificiale generativa si muove solo per tematiche di un certo rilievo, politica ed economia più che gossip.

E la metafora non è forse nemmeno tanto forzata se si considerano gli allarmi di campagne di disinformazione veicolate allo scopo di delegittimare istituzioni e mezzi di informazione con il fine di influenzare l’opinione pubblica o l’elettorato in caso di votazioni.

I siti più attendibili

Anche di questo gli italiani sembrano consapevoli, solo il 19% crede che si possa trattare di burle e più della metà ritiene che possa essere vera l’ipotesi che dietro la diffusione di alcune notizie e video falsi vi siano soggetti in qualche modo legati alla Russia con l’obiettivo la destabilizzare i Paesi europei.

Ma qualche notizia positiva emerge da questo sondaggio. Cioè che nonostante l’inganno che circola nel web, per il 61% l’informazione letta nei siti ufficiali di informazione è più attendibile di quanto compare nelle varie piattaforme social. Quindi il problema non è il web ma chi controlla il flusso dei contenuti.

NOTA METODOLOGICA

Data del sondaggio: 3-4/7/2024. Committente: La Repubblica. Fornitore: Noto Sondaggi. Estensione territoriale: nazionale. Campione: popolazione adulta residente in Italia disaggregata per genere, età ed area di residenza. Tecnica di somministrazione delle interviste: Cawi e Tempo Reale. Consistenza numerica del campione: 1000 Rispondenti: 92%.

(*) L’autore è Direttore della Noto Sondaggi

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