Panetta: “L’aumento dei salari è inevitabile, tassi giù ma pronti a rispondere a nuovi shock”
di Giuseppe ColomboROMA - In un’economia europea che sta registrando un’espansione moderata “dopo un lungo ristagno”, il segnale più sorprendente arriva dai salari. Aumentano: la crescita è “robusta”. Per questo dal palco dell’assemblea dell’Abi, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta invita a “un’attenta analisi dei dati” per “attenuare i timori” e allontanare il rischio di una spirale tra prezzi e salari. Anzi rilancia: “Dopo le perdite degli anni scorsi, l’attuale aumento delle retribuzioni rappresenta un inevitabile recupero del potere d’acquisto”.
Ma il quadro generale resta incerto. “In Italia - sottolinea il numero uno di via Nazionale - la crescita procede a ritmi moderati”, anche se “l’irrobustimento delle imprese, la solida posizione finanziaria delle famiglie e la forza delle banche” sono tre fattori che “ci consentono di guardare avanti con fiducia”, senza “indurre a un eccessivo ottimismo".
La parola d’ordine del governatore è cautela. Altri segnali in chiaroscuro arrivano dai …
ROMA - In un’economia europea che sta registrando un’espansione moderata “dopo un lungo ristagno”, il segnale più sorprendente arriva dai salari. Aumentano: la crescita è “robusta”. Per questo dal palco dell’assemblea dell’Abi, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta invita a “un’attenta analisi dei dati” per “attenuare i timori” e allontanare il rischio di una spirale tra prezzi e salari. Anzi rilancia: “Dopo le perdite degli anni scorsi, l’attuale aumento delle retribuzioni rappresenta un inevitabile recupero del potere d’acquisto”.
Ma il quadro generale resta incerto. “In Italia - sottolinea il numero uno di via Nazionale - la crescita procede a ritmi moderati”, anche se “l’irrobustimento delle imprese, la solida posizione finanziaria delle famiglie e la forza delle banche” sono tre fattori che “ci consentono di guardare avanti con fiducia”, senza “indurre a un eccessivo ottimismo".
La parola d’ordine del governatore è cautela. Altri segnali in chiaroscuro arrivano dai fondamentali dell’economia nazionale. Il Pil è cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre e “sarebbe rimasto dello stesso ordine di grandezza nel secondo”. Continua l’espansione dei servizi, soprattutto quelli legati al turismo, ma “perdura la debolezza della manifattura”. Per questo l’asticella del prodotto interno lordo, a fine anno, si collocherà non oltre lo 0,8 per cento.
Anche guardando all’economia reale, la situazione è caratterizzata da luci e ombre. I consumi delle famiglie crescono moderatamente, sostenuti “dal positivo andamento del mercato del lavoro” che nei primi cinque mesi dell’anno ha registrato, in media, un aumento di quasi mezzo milione di occupati in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma, annota Panetta, “diminuiscono gli investimenti in impianti, macchinari e beni immateriali”.
Dietro l’incertezza dell’economia italiana ci sono ragioni interne. Ma anche “esterne”, a iniziare dalla direzione della politica monetaria della Banca centrale europea. Nel dibattito tra chi spinge per una programmazione del taglio dei tassi e chi, al contrario, sposa la linea estremamente prudente, passo dopo passo, di Christine Lagarde, Panetta invita a proseguire, rimanendo però flessibili: “La riduzione dei tassi ufficiali – sottolinea – potrà proseguire con gradualità, accompagnando il ritorno dell’inflazione all’obiettivo, se gli andamenti macroeconomici rimarranno in linea con le attese del Consiglio direttivo della Bce”.
Ma attenzione. “Se eventi inattesi rischiassero invece di allontanarci dal sentiero previsto, in una direzione o nell’altra” allora, è il monito, “dovremo essere pronti ad adeguare prontamente le nostre decisioni”. Avanti con la riduzione dei tassi, ma con giudizio.
Sono due i fattori che il governatore indica come necessari a orientare le decisioni future dell’Eurotower. Il primo: “I rialzi passati dei tassi ufficiali stanno tuttora comprimendo la domanda, l’attività produttiva e l’inflazione e continueranno a farlo nei mesi a venire”. Il secondo: “Gli effetti espansivi dell’allentamento monetario che si profila per i prossimi mesi saranno attenuati dall’ulteriore contrazione del bilancio dell’Eurosistema, che continuerà ad agire in senso restrittivo sui costi di raccolta e sulla liquidità delle banche e quindi sull’offerta di credito all’economia”.
Prudenza, ancora, nelle scelte di politica economica da adottare in casa. Niente spese pazze. "Il protrarsi della debolezza del credito –rimarca il governatore – inciderebbe su un contesto che come in altri Paesi è esposto a vulnerabilità, nel quale sarebbe difficile immaginare interventi pubblici come quelli eccezionalmente generosi varati dopo la pandemia".
Ed è proprio sul credito che Panetta pone un accento. Riconosce come la solidità delle banche rappresenti oggi “un elemento di forza del nostro sistema produttivo”. Per questo, è l’invito, “esse hanno ora il compito di accompagnare la ripresa della domanda, affiancando famiglie e imprese ed evitando che il credito possa costituire un freno ai consumi e agli investimenti”.