✕

L’alert di Giorgetti: “Autonomia nel rispetto delle regole europee”

(fotogramma)
L’audizione del ministro dell’Economia sullo stato di attuazione del federalismo fiscale intercetta la riforma voluta dalla Lega, il suo partito. “Serve un bilanciamento tra garanzia dei diritti e costi”
1 minuti di lettura

ROMA – L’Autonomia è “una riforma di rilievo”. Ma attenzione: serve “un bilanciamento tra garanzia dei diritti e costi”. E seppure più libere di muoversi, le Regioni dovranno comunque contribuire alla sostenibilità finanziaria del Paese rispettando i vincoli del nuovo Patto di stabilità. L’avvertimento non arriva dalle opposizioni, ma dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Un leghista.

Certo, annota, il trasferimento di nuove funzioni alle Regioni porterà a “un ridimensionamento della spesa pubblica sotto il controllo del governo centrale”. Ma l’impegno sui conti pubblici da portare a Bruxelles - è il suo ragionamento - non prevede conti separati. Il messaggio ai governatori del centrodestra è chiaro: cautela, niente colpi di testa.

E così l’audizione davanti alla commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale diventa per Giorgetti l’occasione per spiegare perché l’Autonomia dovrà muoversi dentro un terreno ben delimitato. La traiettoria della spesa che l’I…

ROMA – L’Autonomia è “una riforma di rilievo”. Ma attenzione: serve “un bilanciamento tra garanzia dei diritti e costi”. E seppure più libere di muoversi, le Regioni dovranno comunque contribuire alla sostenibilità finanziaria del Paese rispettando i vincoli del nuovo Patto di stabilità. L’avvertimento non arriva dalle opposizioni, ma dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Un leghista.

Certo, annota, il trasferimento di nuove funzioni alle Regioni porterà a “un ridimensionamento della spesa pubblica sotto il controllo del governo centrale”. Ma l’impegno sui conti pubblici da portare a Bruxelles - è il suo ragionamento - non prevede conti separati. Il messaggio ai governatori del centrodestra è chiaro: cautela, niente colpi di testa.

E così l’audizione davanti alla commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale diventa per Giorgetti l’occasione per spiegare perché l’Autonomia dovrà muoversi dentro un terreno ben delimitato. La traiettoria della spesa che l’Italia sarà chiamata a rispettare, sottolinea, è una sola: su determinati livelli "si devono attestare sia la spesa statale sia quella degli enti locali”.

Non è la prima volta che il ministro ricorda alla maggioranza l’impossibilità di derogare agli obiettivi che saranno indicati nel Piano fiscale strutturale di medio-termine da inviare alla Commissione europea.

Ma l’alert sull’Autonomia è un inedito. Rafforzato da un’altra considerazione: è "importante» - ricorda - procedere all’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) perché sono «un prerequisito essenziale per valutare le risorse necessarie a finanziare in ciascuna Regione le funzioni fondamentali e i diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale”. Il collega Roberto Calderoli, “papà” della riforma, annuncia che i soldi per i Lep arriveranno con la manovra 2026. Autonomia in differita.

Leggi i commenti