“La manovra sarà senza lacrime e sangue”. Ma i conti di Giorgetti sul Pil non tornano
di Giuseppe ColomboIl governatore di Bankitalia Fabio Panetta e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti
(reuters)ROMA - Promette il pareggio di bilancio senza passare per una manovra “lacrime e sangue”. Si dice sicuro che il Pil all’1% quest’anno è “un obiettivo ampiamente alla portata”. Garantisce che l’Italia uscirà gradualmente “dalla condizione di Paese ad alto debito perennemente sotto esame”. Ecco il vocabolario dell’ottimismo che Giancarlo Giorgetti diffonde dal palco dell’assemblea dell’Abi per convincere i banchieri e l’Europa che l’Italia ha le carte in regola per crescere e tenere i conti in ordine.
Così ottimista, il ministro dell’Economia, da rigettare l’idea che il target dell’1% sia “politicamente accomodante”: al contrario, rivendica, è basato su “criteri di ragionevolezza e responsabilità”. E sui numeri. Ecco allora che coglie al balzo l’occasione delle stime illustrate poco prima dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta: “La crescita acquisita per l’anno in corso - sottolinea - sarebbe già pari allo 0,6 per cento, che salirebbe allo 0,9 qualora le stime sul secondo tr…
ROMA - Promette il pareggio di bilancio senza passare per una manovra “lacrime e sangue”. Si dice sicuro che il Pil all’1% quest’anno è “un obiettivo ampiamente alla portata”. Garantisce che l’Italia uscirà gradualmente “dalla condizione di Paese ad alto debito perennemente sotto esame”. Ecco il vocabolario dell’ottimismo che Giancarlo Giorgetti diffonde dal palco dell’assemblea dell’Abi per convincere i banchieri e l’Europa che l’Italia ha le carte in regola per crescere e tenere i conti in ordine.
Così ottimista, il ministro dell’Economia, da rigettare l’idea che il target dell’1% sia “politicamente accomodante”: al contrario, rivendica, è basato su “criteri di ragionevolezza e responsabilità”. E sui numeri. Ecco allora che coglie al balzo l’occasione delle stime illustrate poco prima dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta: “La crescita acquisita per l’anno in corso - sottolinea - sarebbe già pari allo 0,6 per cento, che salirebbe allo 0,9 qualora le stime sul secondo trimestre appena accennate dal governatore fossero confermate”. Poi l’entusiasmo spinge il titolare del Tesoro ad “accarezzare” il decimale in più.
Ma l’allineamento con le previsioni di via Nazionale non riesce. Perché Panetta, come Giorgetti, ricorda che la crescita nel primo trimestre è stata dello 0,3%, mentre sul secondo esprime solo un’indicazione, aggiungendo un altro 0,3. Soprattutto non si sbilancia sulla proiezione annuale: solo una postilla riportata nel testo dell’intervento ipotizza che la forbice indicata a giugno (0,6%-0,8%, rispettivamente con e senza la correzione per le giornate lavorative) potrebbe risultare più elevata "di circa un decimo di punto”, quindi 0,7-0,9 per cento. Ben che vada comunque sotto il livello promesso dal titolare del Tesoro. Che rispetto alle stime del governatore fa un salto in avanti considerevole: la crescita acquisita per l’anno in corso, sostiene, è già allo 0,6%, senza considerare il trimestre aprile-giugno che farebbe salire l’asticella allo 0,9% grazie a quello 0,3% in più indicato dal governatore di Bankitalia.
Visioni divergenti, anche nel lessico: “In Italia - annota Panetta- la crescita procede a ritmi moderati”. Certo “l’irrobustimento delle imprese, la solida posizione finanziaria delle famiglie e la forza delle banche” sono tre fattori che “ci consentono di guardare avanti con fiducia” ma, puntualizza, “non devono indurre a un eccessivo ottimismo”.
Le promesse di Giorgetti non convincono affatto il Pd. "Il ministro dell’Economia ha descritto un Paese che non c’è, parlando di crescita e di risultati positivi del governo che vede solo lui”, chiosa il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia. Ma lui, il ministro, si dice sicuro addirittura di portare il bilancio in pareggio "al netto del servizio del debito pregresso” senza sacrifici. Come non è dato saperlo.
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