MILANO – L’economia italiana cresce a un passo lento. È l’allarme lanciato dal centro studi di Confindustria nella propria analisi flash del mese di luglio che evidenzia per il nostro paese una “crescita lenta”
"Nel secondo trimestre 2024 - evidenziano gli economisti di via del'Astronomia - i servizi hanno frenato pur restando in crescita". L'industria "prosegue il calo (nonostante il recupero di maggio)" ed ha "prospettive fiacche". Buoni segnali per i consumi mentre "investimenti ed export tengono ma non trascinano". Intanto "il timido taglio Bce ancora non si legge nei tassi per famiglie e imprese, l'inflazione ancora alta in Eurozona e Usa rallenta la discesa dei tassi. Sale il prezzo del petrolio"
Nello scenario rilevato dal centro studi di Confindustria guidato da Alessandro Fontana è una fase di "mercati calmi" che, di fronte ad una lenta discesa dei tassi, si aspettano solo a settembre il primo taglio della Fed (di -0,25%) e dopo l'estate un secondo taglio dalla Bce. Le Borse europee "non mostrano scossoni nell'ultimo mese, ma sono deboli, mentre quella Usa è in crescita".
Sul delicato fronte del costo dell'energia i prezzi appaiono "in altalena", con il ptrolo che a luglio torna a salire mentre il gas è stabile "ma entrambi i prezzi sono elevati". E "l'effetto sulla dinamica dei prezzi al consumo sarà (poco) favorevole per elettricità e gas per famiglie-imprese, al rialzo sui carburanti per i trasporti".
Per i consumi uno "scenario favorevole. La propensione al risparmio è salita, più delle attese perché i consumi delle famiglie sono cresciuti molto meno del reddito reale: il risparmio appare ora 'normalizzato' e in prospettiva la spesa delle famiglie potrà crescere come o più dei redditi (spinti anche dall'occupazione in crescita), grazie anche a un costo del credito in lento calo e una fiducia delle famiglie risalita a giugno per il secondo mese di fila".
Sono "ancora non buone le prospettive dell'export. L'export italiano di beni è cresciuto in aprile ma calato nei mercati extra-UE a maggio", con "prospettive negative per l'estate, secondo gli ordini manifatturieri esteri in giugno; deboli anche le indicazioni qualitative per gli scambi globali". Nello scenario globale, "fragile l'Eurozona", negli Stati Uniti "bene Pil e lavoro", "corre la Cina".