Decreto casa, salta la norma salva-Milano. Scontro Fdi-Salvini. Micro-appartamenti e cambi di destinazione: le novità
di Giuseppe ColomboUn flash mob davanti a Palazzo di Giustizia dei cittadini dei comitati civici e ambientalisti milanesi per protestare contro la norma salva-Milano
(fotogramma)ROMA – Colpo di scena alla Camera: la norma salva-Milano non entra nel decreto casa, come aveva annunciato il leader della Lega, Matteo Salvini. Quando all'esame della commissione Ambiente mancavano ancora 49 emendamenti i lavori si sono chiusi con il conferimento del mandato ai relatori a riferire in Aula.
Tutte le proposte di modifica della maggioranza che restavano pendenti, compresa quella per salvare i lavori sui grattacieli del capoluogo lombardo finiti nel mirino della Procura, sono state ritirate. Tutti gli emendamenti delle opposizioni sono stati invece respinti.
Lo stop di Fdi e la rabbia Carroccio
Nelle scorse ore la maggioranza si era messa al lavoro per una riformulazione dell’emendamento già depositato: la Lega, in particolare, puntava ad ammorbidire …
ROMA – Colpo di scena alla Camera: la norma salva-Milano non entra nel decreto casa, come aveva annunciato il leader della Lega, Matteo Salvini. Quando all'esame della commissione Ambiente mancavano ancora 49 emendamenti i lavori si sono chiusi con il conferimento del mandato ai relatori a riferire in Aula.
Tutte le proposte di modifica della maggioranza che restavano pendenti, compresa quella per salvare i lavori sui grattacieli del capoluogo lombardo finiti nel mirino della Procura, sono state ritirate. Tutti gli emendamenti delle opposizioni sono stati invece respinti.
Lo stop di Fdi e la rabbia Carroccio
Nelle scorse ore la maggioranza si era messa al lavoro per una riformulazione dell’emendamento già depositato: la Lega, in particolare, puntava ad ammorbidire la disposizione contenuta nella seconda parte dell’emendamento che vincola l’individuazione dei lavori da definire come “ristrutturazione edilizia” a un accordo tra governo ed Enti locali da trovare entro sei mesi dal via libera al decreto casa. Ma neppure il nuovo testo è stato sottoposto ai voti della commissione. A voltare le spalle a Salvini è stata Fratelli d’Italia, contraria alla norma. Una mossa che non sarebbe affatto piaciuta al vicepremier del Carroccio che, raccontano fonti a lui vicine, sarebbe furioso. Anche tra le fila di Forza Italia si sono registrati malumori per la disposizione. "La riformulazione del governo andava letta e studiata prima, comunque ci sarà un'altra occasione per poterla mettere", commenta la relatrice di Fi, Erica Mazzetti.
Attaccano le opposizioni, con la Pd Silvia Roggiani, segretaria regionale Dem in Lombardia, che punta il dito contro la “farsa di una Lega bugiarda, che si copre di ridicolo” e le “divisioni di una maggioranza spaccata su tutto che naviga a vista perché è incapace di governare”.
Perché serviva un ombrello a Milano
Norma che nasceva dall’esigenza di sbrogliare la matassa edilizia nella quale si è ritrovata la città meneghina da quando la Procura ha puntato il faro su svariati progetti di sviluppo, bloccando di fatto il settore. Grattacieli tirati su con modalità tipiche delle piccole ristrutturazioni, ma anche edifici creati ex novo con permessi "light". Dieci inchieste, cantieri fermi. Per tutti si aspettava il "perdono" bipartisan firmato da Matteo Salvini e invocato dalla Giunta guidata da Beppe Sala.
L’intervento previsto, che ora attende un nuovo testo cui attaccarsi, era duplice. Da un lato, i lavori "realizzati o assentiti" fino all'entrata in vigore della "Salva-Milano" "in deroga" alla "approvazione preventiva di un piano particolareggiato o di lottizzazione convenzionata" sarebbero diventati "conformi alla disciplina urbanistica" se si tratta di costruzioni nuove "su singoli lotti ricadenti in ambiti edificati e urbanizzati" oppure di ristrutturazioni di edifici esistenti in "ambiti caratterizzati da una struttura urbana definita e urbanizzata". In sostanza, nel caso di interventi sul già costruito, il via libera avrebbe riguardato anche gli edifici che oltrepassano i limiti massimi fissati da una norma del 1942: tre metri cubi per metro quadro di area edificabile e 25 metri di altezza.
La seconda gamba, su cui si puntava la limatura della Lega, puntava ad affidare a governo ed enti locali la definizione degli interventi che possono essere qualificati come "ristrutturazione edilizia". Sei mesi di tempo e intanto una disciplina transitoria per considerare "ristrutturazione edilizia" tutti gli interventi di demolizione e ricostruzione effettuati dal 21 agosto 2013 all'entrata in vigore delle nuove norme, che portassero alla realizzazione nel "medesimo lotto di intervento" di edifici con "sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche" anche "integralmente differenti da quelli originari, purché rispettino le procedure abilitative e il vincolo volumetrico previsti" a livello territoriale. Tutto da rifare.
Le novità del decreto, dai micro-appartamenti ai cambi di destinzione
Nel corso dell'esame da parte della commissione Ambiente della Camera sul decreto non sono mancate le novità. Ecco le più rilevanti messe in luce dl Mit.
Micro appartamenti. Sarà possibile rilasciare il certificato di agibilità. La superficie minima per una persona scende da 28 a 20 metri quadrati, e per due persone da 38 a 28 metri quadrati. Anche le altezze minime interne sono ridotte da 2,70 a 2,40 metri. I locali devono essere in edifici migliorati o ristrutturati per garantire condizioni igienico-sanitarie idonee. Restano in vigore le deroghe per corridoi, disimpegni, bagni, ripostigli e comuni montani sopra i 1.000 metri. La norma guarda a studenti e lavoratori nelle grandi metropoli.
Cambio destinazione d’uso. Si è resa uniforme la disciplina, senza distinzione se con opere o senza. Per il mutamento senza opere sarà richiesta la Scia, mentre per quello con opere sarà necessario essere in possesso del titolo per l'esecuzione. Per le unità al primo piano o seminterrate, il cambio è regolato dalla legislazione regionale che permette ai comuni di individuare le zone consentite.
Tolleranze. Si introducono novità per le tolleranze negli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024. Per unità immobiliari sotto i 60 metri quadrati, sono tollerati scostamenti fino al 6%. In zone sismiche, il tecnico deve riferirsi alle norme tecniche vigenti al momento dell'intervento, ma l'amministrazione può prescrivere interventi per rispettare le norme attuali. Inoltre, vengono eliminati gli adempimenti del tecnico per la salvaguardia dei diritti dei terzi, riducendo così i suoi compiti.
Stato legittimo. Per determinare lo stato legittimo si farà riferimento all'ultimo titolo abilitativo rilasciato, fermo restando che spetta all'amministrazione competente verificare la legittimità dei titoli pregressi. L'emendamento chiarisce che le difformità sulle parti comuni non influenzano lo stato legittimo delle singole unità immobiliari e viceversa.
Porticati e tende. Il Salva casa include nuove categorie di interventi in edilizia libera, come la possibilità di realizzare vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti (cosiddette "VEPA") in tutti i porticati, rientranti o meno all'interno dell'edificio, e l'installazione di strutture di protezione dal sole e dalle intemperie, tipo tende a pergola con telo retrattile o elementi regolabili, comprese le cd tende "bioclimatiche".
Demolizioni. Passano da 90 a 240 i giorni entro i quale vanno sanati gli abusi dopo che il dirigente comunale ha richiesto la rimozione di interventi abusivi indicando che l'area verrà acquisita gratuitamente dal Comune. Questo se ci sono gravi esigenze di salute o socio-economiche.
Sanzioni opere incompiute. Per dare una soluzione concreta alla problematica delle opere comunali incompiute e al crescente fabbisogno abitativo, parte delle risorse destinate ai Comuni saranno specificatamente destinate alla realizzazione di interventi di rigenerazione urbana, finalizzate anche all'incremento dell'offerta abitativa.
Sottotetti. E' stato approvato un emendamento per il recupero dei sottotetti che, nei limiti e secondo le procedure previste da ciascuna regione, consente di derogare ai limiti di distanza tra case.
Vincoli paesaggistici. Si prevede una sanatoria anche per gli interventi soggetti a vincoli che, prima dell'entrata in vigore del nuovo Codice dei beni culturali del 2006, pur essendo stati autorizzati dal Comune, non avevano il preventivo accertamento della compatibilità paesaggistica.
Doppia conforme extra-large. Le leggi regionali trattano in modo diverso le "parziali difformità" edilizie. Ora si estende il regime semplificato del decreto-legge anche alle "variazioni essenziali" per uniformare le regole. La procedura semplificata si applica anche agli immobili con vincoli storici, artistici e ambientali, purché le difformità siano lievi. Infine, si limita il tipo di interventi prescrivibili dagli sportelli unici per rilasciare il titolo in sanatoria. L'obiettivo è rendere più semplice e uniforme la sanatoria degli interventi edilizi. Si introduce anche una nuova norma per regolarizzare interventi edilizi eseguiti in parziale difformità rispetto al titolo prima dell'introduzione del permesso di costruire, con una procedura semplificata per titoli rilasciati prima del 1977.
Vajont. Per rispondere alle esigenze che da tempo affliggono i cittadini delle zone devastate dalla catastrofe del Vajont si agevola l'ottenimento del certificato di abitabilità o di agibilità per tutti gli immobili ricostruiti che sono stati colpiti dall'evento catastrofico. Così il certificato di collaudo o di regolare esecuzione dei lavori varrà a tutti gli effetti come certificato di abitabilità o di agibilità.