Inps, la spesa per le pensioni aumenta del 7,4%. Con la stretta sul reddito di cittadinanza risparmi per 1,3 miliardi
di Rosaria AmatoROMA – Il bilancio 2023 dell'Inps si chiude con un saldo della gestione finanziaria di competenza di 12,18 miliardi di euro, con un risultato economico di esercizio positivo per 2,06 miliardi e con un avanzo patrimoniale netto che passa da 23.22 a 29,78 miliardi. Nel 2023 la spesa per le pensioni è aumentata di 20.890 milioni, arrivando complessivamente a 304,14 miliardi, con una crescita rispetto all'anno precedente del 7,4%, derivante quasi per intero dalla rivalutazione a fronte dell'impennata inflazionistica registrata l'anno precedente
Dal Rendiconto generale 2023 dell'Inps, approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (Civ) emerge anche una «significativa riduzione della spesa per il sostegno al reddito, con un risparmio di 7,62 miliardi», passando da 26,03 miliardi a 18,4 miliardi «in particolare per la mancata proroga dei bonus 150 e 200 euro (con una riduzione della spesa di 7,83 miliardi)».
I risparmi dalla stretta sul Reddito di cittadinanza
Da sottolineare anche un cro…
ROMA – Il bilancio 2023 dell'Inps si chiude con un saldo della gestione finanziaria di competenza di 12,18 miliardi di euro, con un risultato economico di esercizio positivo per 2,06 miliardi e con un avanzo patrimoniale netto che passa da 23.22 a 29,78 miliardi. Nel 2023 la spesa per le pensioni è aumentata di 20.890 milioni, arrivando complessivamente a 304,14 miliardi, con una crescita rispetto all'anno precedente del 7,4%, derivante quasi per intero dalla rivalutazione a fronte dell'impennata inflazionistica registrata l'anno precedente
Dal Rendiconto generale 2023 dell'Inps, approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (Civ) emerge anche una «significativa riduzione della spesa per il sostegno al reddito, con un risparmio di 7,62 miliardi», passando da 26,03 miliardi a 18,4 miliardi «in particolare per la mancata proroga dei bonus 150 e 200 euro (con una riduzione della spesa di 7,83 miliardi)».
I risparmi dalla stretta sul Reddito di cittadinanza
Da sottolineare anche un crollo del 16,86% nel 2023 per il reddito e la pensione di cittadinanza, corrispondente a una riduzione di 1.350 milioni della spesa rispetto al 2022. Il dato è legato alla stretta sui cosiddetti “occupabili”, cioè le famiglie senza minori, disabili o persone over 60 non in situazione di disagio, che adesso possono avere al massimo nell'anno sette mesi del sussidio.
È cresciuta, parallelamente, la spesa per i trattamenti di disoccupazione (+1,5 miliardi), mentre sono in calo le integrazioni salariali e i trattamenti di malattia.
Dal Rendiconto, ha sottolineato in apertura il presidente del Civ Roberto Ghiselli, emerge soprattutto «la necessità di affrontare il nostro futuro con prudenza e con lungimiranza». L’assetto attuale dell’Inps, ha proseguito Ghiselli, si riferisce a un contesto di crescita economica che non assomiglia neanche lontanamente a quello di ora, e in un sistema di lavoro molto più stabile». Da qui la necessità di intervenire «con una lungimiranza maggiore di quella con cui la stiamo approcciando», per «preservare la funzione dell’Inps anche nel futuro. Una responsabilità politica che chiede in qualche modo un salto culturale rispetto ai temi del welfare».
Un tema affrontato anche dalla responsabile Lavoro del Pd Maria Cecilia Guerra, che ha posto la questione, tra l’altro, dell’utilizzo dei fondi per la decontribuzione Sud, non più destinabili a questa funzione, ma che dovrebbero comunque «essere destinati a colmare il Gap tra il Mezzogiorno e il resto del Paese». Ottimista il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, per via dell’aumento dei lavoratori che non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità, «abbiamo ancora una possibilità di crescita rispetto alla media europea».