Cingolani: “Pronti ad alleanze per lo spazio”
di Giovanni PonsIl ceo di Leonardo, Roberto Cingolani, alla base Nato di Decimomannu in Sargegna
(ansa)MILANO — In tempi di guerra lo spazio diventa sempre più una variabile strategica. E così Roberto Cingolani, ex ministro del governo Draghi e oggi a capo di Leonardo, l’azienda italiana più strategica in assoluto, cerca di mettersi al passo, creando la divisione spazio, ed entrando nei movimenti europei per formare dei campioni militari. «Siamo fortemente attivi sulla catalizzazione di grandi alleanze europee: Rheinmetall lo abbiamo annunciato, ora stiamo lavorando molto con Thales e Airbus per nuove visioni strategiche nello spazio».
Cingolani, nel suo intervento alla Camera di ieri per presentare il piano industriale 2024-2028, si è allacciato alle indiscrezioni della stampa francese sull’alleanza allo studio tra Thales e Airbus nelle attività spaziali. Leonardo è già alleato di Thales nel settore spaziale attraverso due joint venture e ora potrebbe aprire un dialogo con Airbus.
MILANO — In tempi di guerra lo spazio diventa sempre più una variabile strategica. E così Roberto Cingolani, ex ministro del governo Draghi e oggi a capo di Leonardo, l’azienda italiana più strategica in assoluto, cerca di mettersi al passo, creando la divisione spazio, ed entrando nei movimenti europei per formare dei campioni militari. «Siamo fortemente attivi sulla catalizzazione di grandi alleanze europee: Rheinmetall lo abbiamo annunciato, ora stiamo lavorando molto con Thales e Airbus per nuove visioni strategiche nello spazio».
Cingolani, nel suo intervento alla Camera di ieri per presentare il piano industriale 2024-2028, si è allacciato alle indiscrezioni della stampa francese sull’alleanza allo studio tra Thales e Airbus nelle attività spaziali. Leonardo è già alleato di Thales nel settore spaziale attraverso due joint venture e ora potrebbe aprire un dialogo con Airbus.
Per quanto riguarda invece la produzione del nuovo carro per le Forze armate italiane, Leonardo ha siglato un primo accordo per creare una joint venture con i tedeschi di Rheinmetall dopo che si erano interrotti i rapporti con Knds. «Con Rheinmetall - ha proseguito Cingolani - le aspettative sono “solidamente concrete” per due motivi: loro fanno chassis, motore e trasmissione, noi elettronica e torretta».
Nel suo nuovo piano industriale a 5 anni Cingolani ha fissato obbiettivi molto sfidanti: i ricavi dovrebbero crescere a 21,3 miliardi nel 2028 partendo dai 16,8 miliardi del 2024 (più 6% all’anno). E la redditività salirà al 10% nel 2026 e all’11,5% nel 2028, con un flusso di cassa operativo che a fine piano dovrebbe raddoppiare a 1,35 miliardi.
Nonostante gli obbiettivi ambiziosi la Borsa non si è scaldata più di tanto, facendo segnare un più 0,47% a fine seduta con Piazza Affari leggermente negativa e Wall Street al galoppo.
Ovviamente le due guerre in corso hanno spinto la domanda di beni militari e tutte le aziende del settore ne hanno beneficiato enormemente. E ora c’è la possibilità che i Paesi europei accrescano le loro produzioni per diminuire la dipendenza dagli Stati Uniti. «Noi siamo pronti, se i mercati a un certo punto crescessero, noi potremmo rivedere le posizioni. Però abbiamo un piano già molto ambizioso quindi cerchiamo di portare a casa quello».