Multe e cubature, le nuove regole della sanatoria di Salvini
di Giuseppe ColomboROMA - Il perdono edilizio si fa più generoso. Dai sottotetti all’altezza dei soffitti, dalla tutela del paesaggio fino alle “variazioni sostanziali”: aumenta la tolleranza. E chi sgarra dovrà pagare molto meno per mettersi in regola. Ecco tutte le novità del decreto “salva Casa”.
Monolocali da 20 metri quadrati
La “stanza-casa” con bagno e cucina nello stesso ambiente, ma anche il lavatoio trasformato in mini abitazione. A tutti questi spazi angusti sarà riconosciuta l’abitabilità: i requisiti minimi (superficie e altezza) vengono ridotti. Da 28 a 20 metri quadrati, se il monolocale è abitato da una persona: si scende da 38 a 28 se sono in due a viverci. La soglia minima per l’altezza dei soffitti passa da 2,70 a 2,40 metri (oggi ammessa solo per corridoi, bagni e ripostigli). I sottotetti potranno essere recuperati e resi abitabili anche in assenza della distanza minima tra gli edifici.
ROMA - Il perdono edilizio si fa più generoso. Dai sottotetti all’altezza dei soffitti, dalla tutela del paesaggio fino alle “variazioni sostanziali”: aumenta la tolleranza. E chi sgarra dovrà pagare molto meno per mettersi in regola. Ecco tutte le novità del decreto “salva Casa”.
Monolocali da 20 metri quadrati
La “stanza-casa” con bagno e cucina nello stesso ambiente, ma anche il lavatoio trasformato in mini abitazione. A tutti questi spazi angusti sarà riconosciuta l’abitabilità: i requisiti minimi (superficie e altezza) vengono ridotti. Da 28 a 20 metri quadrati, se il monolocale è abitato da una persona: si scende da 38 a 28 se sono in due a viverci. La soglia minima per l’altezza dei soffitti passa da 2,70 a 2,40 metri (oggi ammessa solo per corridoi, bagni e ripostigli). I sottotetti potranno essere recuperati e resi abitabili anche in assenza della distanza minima tra gli edifici.
Difformità ammesse fino al 6%
Aumentano le percentuali delle tolleranze costruttive, le piccole difformità dentro casa che non sono considerate abusi. Per altezze, distacchi, cubature e superfici delle case fino a 60 metri quadrati, lo scostamento rispetto al progetto può salire fino al 6%. In questo modo, ad esempio, un tramezzo potrà essere spostato di 3,6 metri: la stessa variazione sarà ammessa anche per allargare una camera o un soppalco. La novità riguarderà tutti gli interventi realizzati entro il 24 maggio.
Destinazione d’uso, ufficio o abitazione: più facile il cambio
Negozi, studi e uffici ubicati al piano terra o nei seminterrati potranno cambiare destinazione d’uso e diventare case o b&b. Basterà pagare, mentre spetterà alle Regioni autorizzare la nuova disciplina e ai Comuni individuare le zone ammesse. Per tutti gli altri immobili, i cambi saranno ammessi anche in presenza di opere (il decreto approvato dal Consiglio dei ministri ammetteva solo quelli senza): nel primo caso servirà il titolo per l’esecuzione, mentre nel secondo sarà sufficiente la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività ndr).
Doppia conformità, stop anche per le variazioni essenziali
Per ottenere una sanatoria, l’immobile deve essere conforme sia alla normativa in vigore al momento della sua realizzazione che a quella vigente al momento della presentazione della domanda. Si chiama doppia conformità: non servirà più anche in caso di “variazioni essenziali” tra il progetto e i lavori. Sarà tollerato un aumento delle cubature: un balcone che si è fatto più grande piuttosto che un piano arretrato meno di quanto doveva. In generale tutto ciò che ha determinato un aumento della dimensione dell’edificio. Esclusi i casi di totale difformità.
Sanzioni ridotte di due terzi, introiti ai Comuni
Arriva un mega sconto per i lavori in sanatoria. Le sanzioni da pagare passano da una forchetta compresa tra 1.032 e 30.984 euro a un intervallo che va dallo stesso valore minimo fino a un massimo di 10.328 euro. Tra 516 e 5.164 euro nei casi in cui l’intervento è conforme alla disciplina vigente “sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda”. Una parte dei proventi delle multe andrà ai Comuni per completare o demolire le opere incompiute.
Vincoli paesaggistici, salvi gli interventi precedenti al 2006
Tra gli emendamenti al decreto Casa che hanno ricevuto il via libera della commissione Ambiente della Camera spunta anche una sanatoria per gli interventi soggetti a vincoli paesaggistici. Nello specifico si tratta di quegli interventi che sono stati autorizzati dai Comuni prima dell’entrata in vigore del Codice dei beni culturali (2006), ma che sono sprovvisti del documento preventivo, redatto da un tecnico, per l’accertamento della compatibilità paesaggistica.