MILANO – Si scalda lo scontro tra Nova, una delle società licenziatarie del marchio Euronics, e i lavoratori, dopo che lo scorso 8 luglio l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento per 243 lavoratori in Lazio e Lombardia. Lavoratori “sfruttati e cestinati”, ha denunciato la Filcams Cgil di Milano, parlando di situazione “drammatica e surreale”.
I sindacati: “Intervenga Regione Lombardia”
“Con un colpo di spugna, dopo l’utilizzo di ammortizzatori sociali e dopo ritardi continui nel pagamento dello stipendio, tanto che al momento manca all’appello ancora quello di Giugno, durante gli incontri l’azienda ci comunica di escludere il ricorso a un ammortizzatore sociale come la cassa integrazione, nonostante sia possibile”, attacca il sindacato. “Inoltre, non c’è disponibilità a valutare nemmeno un incentivo all’esodo di natura economica, tutti strumenti utili a traghettare queste famiglie che rimarrebbero senza lavoro, con un minimo di sostegno economico”. “Questi lavoratori –…
MILANO – Si scalda lo scontro tra Nova, una delle società licenziatarie del marchio Euronics, e i lavoratori, dopo che lo scorso 8 luglio l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento per 243 lavoratori in Lazio e Lombardia. Lavoratori “sfruttati e cestinati”, ha denunciato la Filcams Cgil di Milano, parlando di situazione “drammatica e surreale”.
I sindacati: “Intervenga Regione Lombardia”
“Con un colpo di spugna, dopo l’utilizzo di ammortizzatori sociali e dopo ritardi continui nel pagamento dello stipendio, tanto che al momento manca all’appello ancora quello di Giugno, durante gli incontri l’azienda ci comunica di escludere il ricorso a un ammortizzatore sociale come la cassa integrazione, nonostante sia possibile”, attacca il sindacato. “Inoltre, non c’è disponibilità a valutare nemmeno un incentivo all’esodo di natura economica, tutti strumenti utili a traghettare queste famiglie che rimarrebbero senza lavoro, con un minimo di sostegno economico”. “Questi lavoratori – spiega l’organizzazione – derivano da aziende rilevate dal Gruppo Nova quali Galimberti Euronics, DPS Trony, Castoldi Euronics, aziende miseramente fallite sul territorio negli scorsi anni". “Riteniamo -aggiunge l’organizzazione – che, nel rispetto delle loro professionalità, a questi lavoratori debbano essere riconosciute delle possibilità di riscatto e chiediamo anche che Regione Lombardia, da sempre informata circa gli avvenimenti del passato, prenda un impegno nei fatti per aiutarci nella difficile vertenza”.
L’azienda: “Procedura regolare”
In Italia i 383 punti vendita con insegna Euronics, dove lavorano 4545 persone, sono gestiti da società separate che hanno stretto con l’azienda un accordo di licenza. Sono otto in totale i soci in tutta Italia e Nova è uno di questi, con punti di vendita localizzati in Lazio (in prevalenza) e Lombardia. Nei giorni scorsi Nova aveva difeso le modalità di intervento adottate. La procedura di licenziamento collettivo, aveva spiegato con una nota, "rispetta i canoni giuridici e giuslavoristici previsti dall'ordinamento italiano e rientra nella necessaria scelta, seppur dolorosa, di salvaguardare la continuità aziendale attraverso una strategia di razionalizzazione e ottimizzazione delle strutture e del personale".
A complicare ulteriormente la questione anche il tema della rappresentanza sindacale, visto che il contratto di riferimento è stato siglato con Cisal e non con le organizzazioni sindacali maggiori, che quindi sono fuori dalla trattativa. Anche se non direttamente coinvolta, Euronics Italia starebbe seguendo comunque con attenzione la questione, cercando di attivare altri soci a subentrare negli esercizi che Nova intende chiudere. Uno dei punti vendita nel Lazio coinvolto nella procedura è stato già riaperto nei giorni scorsi proprio con questa modalità.