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Meloni da Xi: “Cina partner economico di grande rilievo, ma serve ordine basato sulle regole”

(ansa)

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La premier incontra il presidente della Repubblica Popolare: “Pechino interlocutore importante per garantire stabilità e pace”
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PECHINO - "La Cina per noi è un partner economico, commerciale, culturale di grande rilievo”. E la premier Giorgia Meloni dice a Xi Jinping quello che ai cinesi importava di più sentire, cioè che l'Italia può mediare legami equilibrati tra Ue e Cina: “L'Italia può avere un ruolo importante nei rapporti con l'Ue e nella creazione di relazioni equilibrate”. Con questa visita Pechino cerca infatti anche nelle buone intese con Roma un modo per migliorare pure quelle con l’Europa, in mezzo alle tensioni commerciali e geopolitiche. Meloni però avvisa: “Abbiamo bisogno di un ordine basato sulle regole per garantire la stabilità, la pace e un commercio che rimanga libero”. Che Meloni riesca a portare su nuovi binari le relazioni Cina-Ue, viste le dinamiche europee post elezioni di giugno, è tutto da vedere e compito non facile.

PECHINO - "La Cina per noi è un partner economico, commerciale, culturale di grande rilievo”. E la premier Giorgia Meloni dice a Xi Jinping quello che ai cinesi importava di più sentire, cioè che l'Italia può mediare legami equilibrati tra Ue e Cina: “L'Italia può avere un ruolo importante nei rapporti con l'Ue e nella creazione di relazioni equilibrate”. Con questa visita Pechino cerca infatti anche nelle buone intese con Roma un modo per migliorare pure quelle con l’Europa, in mezzo alle tensioni commerciali e geopolitiche. Meloni però avvisa: “Abbiamo bisogno di un ordine basato sulle regole per garantire la stabilità, la pace e un commercio che rimanga libero”. Che Meloni riesca a portare su nuovi binari le relazioni Cina-Ue, viste le dinamiche europee post elezioni di giugno, è tutto da vedere e compito non facile.

"C'è una crescente insicurezza a livello internazionale e credo che la Cina sia inevitabilmente un interlocutore molto importante per affrontare tutte queste dinamiche facendolo a partire dai rispettivi punti di vista per ragionare insieme di come garantire stabilità, pace, un interscambio libero". Meloni arriva alla giornata più politica della sua missione in Cina. Il leader cinese la riceve - per un’ora e mezza, incontro a cui è seguita una cena offerta dal padrone di casa - alla residenza di Stato di Diaoyutai - oasi di ville e laghetti nel cuore di Pechino - dove è solito ospitare capi di stato e di governo stranieri (da ultimo l’ungherese Viktor Orbán a inizio luglio).

Sul fronte geopolitico Meloni sa che Xi - tra i timori che Donald Trump possa vincere le elezioni statunitensi facendo venire meno il sostegno all’Ucraina e sfilarsi da altre crisi - si sta posizionando sempre più in modo centrale nelle varie questioni geopolitiche e che quindi bisogna parlarci seriamente: “un interlocutore molto importante”, appunto.

Xi Jinping ha sottolineato i legami di amicizia di lunga data tra i due Paesi. “Entrambe le parti sostengono la tolleranza, la fiducia e il rispetto reciproco, e ciascuna sceglie il proprio percorso di sviluppo”. I cinesi insistono nel voler inserire riferimenti alla Via della Seta, anche se da un punto di vista storico-culturale e non commerciale.

Come già aveva fatto ieri il premier Li Qiang, anche Xi afferma che “Cina e Italia, nello spirito dell'antica Via della Seta, devono vedere e sviluppare la relazione bilaterale da una prospettiva storica e strategica, consentire alla comunità internazionale di cercare punti in comune mentre risolvono le differenze ed espandono il terreno comune e ringiovanire l'antica Via della Seta come ponte di comunicazione tra Oriente e Occidente. Nonostante i profondi cambiamenti in corso a livello internazionale, la volontà della Cina di attribuire importanza e sviluppare buone relazioni Cina-Italia non è cambiata”. La Cina - prosegue Xi - “accoglie con favore le aziende italiane che investono in Cina e vuole importare più prodotti italiani di buona qualità. Auspico che la parte italiana fornisca un ambiente equo, trasparente, sicuro e non discriminatorio per le imprese cinesi in Italia”.

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