Cgil, in piazza poliziotti e finanzieri: “Subito il contratto, con aumenti adeguati all’inflazione e assunzioni”
di Rosaria AmatoROMA – Il contratto della polizia è scaduto da oltre 1.000 giorni, quello dei dirigenti da quasi 2.500. Soprattutto, gli aumenti in trattativa «coprono appena un terzo dell’inflazione 2002-2023», afferma il segretario della Cgil Maurizio Landini, stamattina in piazza con il Silp e la Fp per chiedere un contratto più equo per le forze dell’ordine, che «restituisca un salario dignitoso e faccia recuperare il potere d’acquisto». Mentre si riempiono le piazze per le proteste, arriva la notizia che a Pescara un agente di polizia penitenziaria è finito in ospedale perché un detenuto lo ha colpito con una testata, e ha anche un’intossicazione da monossido di carbonio perché i detenuti avevano appiccato il fuoco. Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ricorda che nelle carceri italiane, dal 2023, si sono registrati 1.760 casi di violenza e 8.164 atti di minaccia, ingiuria, oltraggio e resistenza: «Bisogna intervenire con celerità, a tutela dei poliziotti penitenziari».
ROMA – Il contratto della polizia è scaduto da oltre 1.000 giorni, quello dei dirigenti da quasi 2.500. Soprattutto, gli aumenti in trattativa «coprono appena un terzo dell’inflazione 2002-2023», afferma il segretario della Cgil Maurizio Landini, stamattina in piazza con il Silp e la Fp per chiedere un contratto più equo per le forze dell’ordine, che «restituisca un salario dignitoso e faccia recuperare il potere d’acquisto». Mentre si riempiono le piazze per le proteste, arriva la notizia che a Pescara un agente di polizia penitenziaria è finito in ospedale perché un detenuto lo ha colpito con una testata, e ha anche un’intossicazione da monossido di carbonio perché i detenuti avevano appiccato il fuoco. Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ricorda che nelle carceri italiane, dal 2023, si sono registrati 1.760 casi di violenza e 8.164 atti di minaccia, ingiuria, oltraggio e resistenza: «Bisogna intervenire con celerità, a tutela dei poliziotti penitenziari».
«Ci siamo ritrovati con una realtà dei fatti esattamente opposta rispetto all’impegno assunto dal governo – denuncia in piazza Capranica, a Roma, accanto a Landini e alla segretaria della Fp Cgil Serena Sorrentino il segretario del Silp Pietro Colapietro. - Oltre ad aumenti non dignitosi da otlre 24 mesi si fa fronte alla carenza di personale con gli straordinari ormai obbligatori. I nuovi concorsi prevedono di coprire a mala pena il turnover. Noi siamo sempre di meno, e sempre più anziani». Il riferimento è alla solenne promessa della premier Giorgia Meloni, alla vigilia dell’apertura dei tavoli contrattuali della Pa, alla fine dell’anno scorso, di destinare una parte prioritaria delle risorse ai rinnovi delle forze dell’ordine.
I numeri delle forze dell’ordine sono scoraggianti. Nel 2024 nella sola Polizia di Stato sono previsti 4.200 pensionamenti per limiti di età. Una cifra analoga a quella del 2023. Un trend che proseguirà anche nei prossimi anni. Quindi nel biennio 2023/2024 sono 8mila i poliziotti destinati alla quiescenza. I carabinieri hanno numeri simili. Se aggiungiamo anche la Guardia di Finanza, abbiamo una previsione (per difetto) di 20mila uomini e donne in divisa in pensione tra 2023 e 2024. Ma il Ministero dell'Interno ha in cantiere soltanto 4.800 nuove assunzioni e 2.300 rinforzi estivi.
E i concorsi stentano, nelle forze dell’ordine come in tutta la Pubblica Amministrazione: lo ha ammesso due giorni fa in un intervento pubblico a Trieste lo stesso ministro Paolo Zangrillo, ricordando che «noi perderemo da qui al 2032 un milione di persone che andranno in quiescenza», e le procedure concorsuali non sono ancora adeguate a far fronte a un turnover così imponente, «dobbiamo rendere le nostre procedure molto più rapide e più snelle, molto più all'altezza della concorrenza. Dobbiamo lavorare anche molto sulla formazione rispetto alle nuove tecnologie. Dobbiamo diventare attrattivi anche dal punto di vista retributivo; anche il tema del merito è molto importante».
Ai concorsi, ricorda Colapietro, per le forze di polizia poi si aggiunge il corso, di almeno un anno: «La formazione è importante, ma i tempi attualmente sono lunghissimi. Serve una semplificazione, e un sostegno alle scuole di polizia».
Oltre alla questione assunzioni, ha ricordato Landini, per le forze dell’ordine sussiste «un problema che riguarda anche la qualità del lavoro e la qualità dei servizi, sapendo che ci sono fenomeni che riguardano sia le guardie penitenziarie sia più in generale le altre forme di polizia. Stanno inoltre aumentando i suicidi, e credo che questo sia un segnale che va assolutamente affrontato».
Venerdì scorso, dopo l’ultimo incontro a Palazzo Vidoni per il tavolo sul rinnovo contrattuale, anche la Uil aveva contestato la piattaforma ministeriale: «Fino ad ora, non abbiamo visto progressi significativi nelle negoziazioni – ha spiegato il responsabile politico del dipartimento Difesa e Sicurezza della Uil, Benedetto Attili – Le risorse economiche destinate al settore sono insufficienti per recuperare il potere d'acquisto perso nel triennio 2022-2024. A fronte di un'inflazione complessiva del 17%, il governo offre solo poco più del 5%, con la prospettiva che si impoveriscano ulteriormente le buste paga del personale in divisa».