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Mazzotta presidente di Fincantieri, si dimette da Ragioniere di Stato

NAPLES, ITALY - MARCH 18: Biagio Mazzotta State General Accountant attends a Feuromed at the Sala dei Baroni of the Maschio Angioino on March 18, 2023 in Naples, Italy. (Photo by Ivan Romano/Getty Images) 

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Designato dal cda della controllata, finisce così la convivenza difficile con Giorgetti
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ROMA - Accade tutto in cinque minuti. Il tempo di prendere atto della nuova destinazione dopo cinque anni trascorsi alla guida della prestigiosissima Ragioneria, la cabina di comando dei conti pubblici. Cinque minuti, quelli che intercorrono tra la cooptazione nel consiglio di amministrazione di Fincantieri, in qualità di presidente, e la comunicazione delle dimissioni consegnata al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Cinque minuti per l’addio. Dopo un anno e mezzo di tensioni e veleni a via XX settembre, Biagio Mazzotta non è più il Ragioniere generale dello Stato.

L’avvicendamento è pronto: al suo posto arriverà Daria Perrotta, classe 1977, oggi a capo dell’ufficio legislativo del ministero. Fedelissima di Giorgetti, sarà la prima donna Ragionieria d’Italia.

Mazzotta fuori dal Mef, dunque. Un’uscita “accompagnata” da Giorgetti, che al Ragioniere ha imputato di aver sottovalutato l’impatto del Superbonus sulle finanze pubbliche. E non solo. Negli ultimi mesi anche un singol…

ROMA - Accade tutto in cinque minuti. Il tempo di prendere atto della nuova destinazione dopo cinque anni trascorsi alla guida della prestigiosissima Ragioneria, la cabina di comando dei conti pubblici. Cinque minuti, quelli che intercorrono tra la cooptazione nel consiglio di amministrazione di Fincantieri, in qualità di presidente, e la comunicazione delle dimissioni consegnata al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Cinque minuti per l’addio. Dopo un anno e mezzo di tensioni e veleni a via XX settembre, Biagio Mazzotta non è più il Ragioniere generale dello Stato.

L’avvicendamento è pronto: al suo posto arriverà Daria Perrotta, classe 1977, oggi a capo dell’ufficio legislativo del ministero. Fedelissima di Giorgetti, sarà la prima donna Ragionieria d’Italia.

Mazzotta fuori dal Mef, dunque. Un’uscita “accompagnata” da Giorgetti, che al Ragioniere ha imputato di aver sottovalutato l’impatto del Superbonus sulle finanze pubbliche. E non solo. Negli ultimi mesi anche un singolo emendamento in Parlamento era diventato motivo di screzio tra le strutture della Ragioneria e quelle del ministro.

Che Mazzotta fosse poco gradito al governo Meloni si è capito ben presto, nonostante la conferma avvenuta il 19 gennaio 2023. Il primo “fuoco amico” si materializza in occasione della prima legge di bilancio, a fine 2022, quando l’esecutivo ha appena due mesi di vita. Montecitorio, sala del Mappamondo: i deputati di Fratelli d’Italia vergano un durissimo attacco nei confronti del Ragioniere, accusato di aver chiuso gli uffici di notte mentre la commissione Bilancio era al lavoro e in attesa delle relazioni tecniche ai testi da approvare. Giorgetti lo difende, ma senza entusiasmo.

Poi esplode il bubbone Superbonus. La zavorra si abbatte sui conti e fa esplodere il deficit del 2023. Il buco da 219 miliardi impone al governo di fermare l’emorragia. Giorgetti inizia a stringere i rubinetti, ma la spesa continua a correre: durante la conversione dei vari decreti della stretta, infatti, la maggioranza chiede e ottiene deroghe. È dietro questa dinamica che maturano le frizioni tra il ministro e il Ragioniere. I rapporti si fanno così incrinati che Giorgetti non nasconde più il suo disappunto in pubblico.

C’è solo un impedimento che ostacola la “cacciata”: il mandato di Mazzotta scade a gennaio 2026. Serve una buonuscita degna di questo nome, è l’idea che matura al Mef. La prima offerta è la presidenza di Ferrovie, che però viene rifiutata. Poi arriva la seconda proposta: la presidenza di Fincantieri. E Mazzotta, stanco del pressing asfissiante, decide che è arrivato il momento di lasciare la Ragioneria.

L’atto finale è un susseguirsi di passaggi formali. Il cda di Fincantieri accoglie l’indicazione dell’azionista di riferimento (Cdp Equity) che oggi, come si legge in una nota della società, “ha sottoposto la candidatura” di Mazzotta “alla autonoma valutazione" del board. Al presidente Mazzotta, riporta sempre il comunicato, "sono state conferite deleghe in materia di rappresentanza istituzionale, supervisione della security aziendale e del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi" e inoltre "concorrerà con l'amministratore delegato alla definizione delle attività di comunicazione e relazioni istituzionali, alla definizione e allo sviluppo delle strategie nazionali e internazionali e alle attività di internazionalizzazione della società". E uno stipendio da 500 mila euro all’anno.

Appena il cda formalizza la decisione, Mazzotta rassegna le dimissioni. È il Mef a comunicarlo, in quattro righe: "Il dott. Biagio Mazzotta ha comunicato le dimissioni, in via di formalizzazione, dall’incarico di ragioniere generale dello Stato. Il Ministro dell’economia e delle finanze, on. Giancarlo Giorgetti, ne prende atto, esprime gratitudine e sincero ringraziamento per il lavoro svolto e formula i migliori auguri per il prossimo prestigioso ruolo di presidente di Fincantieri spa”. Un saluto formale. Neutro. Come neutri erano oramai diventati i rapporti tra il ministro e il Ragioniere. Sipario.

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