ROMA – Industria Italiana Autobus vuole chiudere lo stabilimento di Bologna. Una doccia fredda per i lavoratori che, secondo la strategia della nuova proprietà, si dovrebbero trasferire a Flumeri, in provincia di Avellino, dove si trova l’altro sito produttivo del gruppo. La comunicazione è arrivata oggi da Industria Italiana Autobus, ex BredaMenarinibus: trasferimento collettivo dei lavoratori di Bologna che lavorano in produzione, 77 persone, a Flumeri dal 16 settembre. Rimarrebbero solo i colletti bianchi. Per i sindacati di fatto sancisce la cessazione dell'attività produttiva nella fabbrica emiliana e rappresenta un atto gravissimo che va contro tutti gli impegni pubblicamente assunti dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e da i soci pubblici, Invitalia in testa, che hanno deciso di cedere IIA alla Seri Industrial dei fratelli Civitillo. “Il Mimit ci aveva dato una serie di rassicurazione al momento del passaggio di IIA all’imprenditore Civitillo, che oggi vengono clamorosamente disattese”, sottolineano i leader di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm.
Secondo i sindacati il ministero delle imprese e Invitalia sono dunque responsabili di tutto questo e “dovranno portare Civitillo a ritirare la comunicazione di trasferimento facendo valere il diritto di veto che Invitalia aveva dichiarato di poter agire in determinate condizioni”. A Bologna è già scattato uno sciopero spontaneo e nei prossimi giorni scatteranno altre forme d proteste che riguarderanno anche il sito di Avellino. Lunedì, giorno in cui Urso ha convocato i sindacati metalmeccanici per illustrare le strategie in diversi settori, dalla siderurgia all’auto, la questione Industria Italiana Autobus sarà centrale. I sindacati, infatti, hanno sempre ritenuto poco affidabile il gruppo Seri Industrial, chiedendo al ministero e a Invitalia di soprassedere e di cercare altre cordate. I sindacati chiederanno poi la convocazione di un tavolo ad hoc. “Le perplessità che avevano sempre espresso rispetto la scelta compiuta dal governo, purtroppo, si sono subito concretizzate – dicono sindacati – ancora una volta ciò che il Mimit dichiara un giorno viene incredibilmente smentito poche settimane dopo”.
A Bologna i lavoratori si sono ritrovati in assemblea. E poi sono usciti davanti ai cancelli. Il ministero è poi intervenuto, riuscendo a ottenere una sospensione della procedura di trasferimento. dei 77 addetti da Bologna a Flumeri. Il tutto viene rinviato al 2 settembre ad un tavolo convocato dal ministero per discutere del futuro dei siti. Secondo la proprietà il trasferimento rispecchia le linee guida del piano industriale elaborato nel 2023 e che bisogna proseguire con il risanamento dell’azienda che negli ultimi cinque anni ha perso quasi 150 milioni. Per la proprietà lo stabilimento di Flumeri è più efficiente e competitivo rispetto a quello di Bologna.