✕

Trump prova a sfruttare la crisi dei mercati: “Questo è il crash di Kamala”

(reuters)

Ascolta l'audio

L’ex presidente incalza la rivale Harris che però ha ottimi rapporti sia con Wall Street che con la Silicon Valley
2 minuti di lettura

NEW YORK — «Trump Cash vs Kamala Crash!». The Donald non ha perso tempo. E ha subito sfruttato il lunedì nero delle borse globali per forgiare nuovi attacchi contro la rivale Harris, erede d’altronde delle scelte economiche del presidente che vanno sotto il titolo “Bidenomics”. Lo scossone finanziario ha infatti offerto all’ex presidente in cerca di nuovo mandato una nuova opportunità di colpire proprio quando i suoi dardi sembravano ormai spuntati, incapaci di danneggiare la dem subentrata in corsa all’anziano Joe Biden e in rimonta nei sondaggi, testa a testa con lui praticamente in ogni stato a rischio.

E invece, il peggior calo del Nasdaq in apertura dai tempi della pandemia per il tonfo dei maggiori titoli tecnologici e i dati deboli del mercato del lavoro sommati a quelli deludenti del manifatturiero emersi nei giorni scorsi, gli hanno permesso di randellare per bene l’avversaria. «Ovvio che c’è una massiccia crisi dei mercati», ha scritto di buon mattino sul suo social Tru…

NEW YORK — «Trump Cash vs Kamala Crash!». The Donald non ha perso tempo. E ha subito sfruttato il lunedì nero delle borse globali per forgiare nuovi attacchi contro la rivale Harris, erede d’altronde delle scelte economiche del presidente che vanno sotto il titolo “Bidenomics”. Lo scossone finanziario ha infatti offerto all’ex presidente in cerca di nuovo mandato una nuova opportunità di colpire proprio quando i suoi dardi sembravano ormai spuntati, incapaci di danneggiare la dem subentrata in corsa all’anziano Joe Biden e in rimonta nei sondaggi, testa a testa con lui praticamente in ogni stato a rischio.

E invece, il peggior calo del Nasdaq in apertura dai tempi della pandemia per il tonfo dei maggiori titoli tecnologici e i dati deboli del mercato del lavoro sommati a quelli deludenti del manifatturiero emersi nei giorni scorsi, gli hanno permesso di randellare per bene l’avversaria. «Ovvio che c’è una massiccia crisi dei mercati», ha scritto di buon mattino sul suo social Truth: «Kamala è perfino peggiore del corrotto Joe. Il mercato non accetterà mai la lunatica radicale di sinistra. Ha già distrutto San Francisco e la California. Dietro l’angolo c’è la grande depressione del 2024. Non si scherza coi mercati, questo è il crash di Kamala».

In realtà, la frontrunner democratica ha un ottimo rapporto sia con Wall Street sia con la Silicon Valley. Grossi nomi come Jonathan Gray, presidente della società d’investimenti Blackstone, Reed Hastings, presidente di Netflix, e Reid Hoffman, cofondatore di LinkedIn, hanno già aperto il portafogli per lei facendo confluire milioni di dollari nelle casse della sua campagna. Non solo: Harris si sta pure contornando di consiglieri come David Plouffe – già stratega di Obama e poi vicepresidente senior di Uber – e Karen Dunn, avvocatessa di Apple e Oracle: suggerendo l’intenzione di avviare politiche più pro-business.

Ma a Trump non interessa. Ben sapendo che a novembre la gente voterà soprattutto pensando a quanti soldi ha nel portafogli, ha subito voluto sintetizzare via social quanto già detto al comizio di Altanta due giorni fa: «La disoccupazione è al 4,3 per cento, se vince lei, farà crollare l’economia americana». Un concetto, rilanciato nei post apocalittici di ieri: «I mercati azionari stanno crollando, i numeri dei posti di lavoro sono terribili, ci stiamo dirigendo verso la terza guerra mondiale e abbiamo al governo due dei “leader” più incompetenti della storia. Non va bene!», ha enfatizzato a lettere maiuscole.

Certo, nel corso della giornata le perdite di Wall Street, pur sempre in profondo rosso, si sono attenuate. E pure il panico si è ridimensionamento, come confermano i prezzi dei titoli del Tesoro Usa in calo e, un timido ritorno degli investitori al mercato azionario dopo l’assalto del mattino agli asset più sicuri. «Non siamo un’economia che sta crollando», ha affermato pure Daniel Ivascyn di Pimco, fra le principali società di gestione investimenti nel mondo. «Gli Stati Uniti non sono in recessione» ha insistito Austan Goolsbee, capo della Fed di Chicago.

Ma i timori restano. E per Kamala Harris, non poteva esserci un giorno peggiore. Giacché l’intero Paese aspetta di conoscere il nome del suo runningmate, il compagno di corsa, che a questo punto potrebbe essere svelato in qualsiasi momento giacché oggi salirà con lei sul palco della Tample University a Philadelphia, nella crucialissima Pennsylvania. Annunciarlo in un’atmosfera così, non è certo la festa che sperava. E pensare che fino a qualche giorno fa, i dati inferiori alle attese erano stati accolti positivamente, nella convinzione di un imminente avvio del ciclo di allentamento monetario da parte della Federal Reserve.

Ora l’accusa è che la banca centrale guidata da Jerome Powell – nominato da Trump ma riconfermato da Biden – abbia aspettato troppo a tagliare i tassi. Forse guardando un po’ troppo alla politica, accusati dal leader Rep di voler dare un aiutino ai dem. Di sicuro a Trump non pare vero: «Una settimana di sondaggi pro-Kamala e guarda cosa succede» affonda, godendosi il momento Cassandra. Fino al prossimo giro di boa.

Leggi i commenti