✕

La Flat tax per i paperoni esteri sale a 200 mila euro: che cos’è e quanti soldi ha portato allo Stato

11/09/2023 Milano. Skyline della citta', i palazzi della zona di Porta Nuova 

Ascolta l'audio

La misura è stata introdotta nel 2016 e fino ad ora ha attratto prevalentemente sportivi, che possono beneficiare del regime speciale per tutti i redditi prodotti all’estero
1 minuti di lettura

MILANO – Il governo si prepara a raddoppiare la cosiddetta flat tax da 100 mila euro sui paperoni stranieri nel decreto Omnibus che verrà esaminato questo pomeriggio in consiglio dei ministri. Ma di cosa si tratta e che cosa comporta?

Che cos’è

La misura è stata introdotta nel 2016 con lo scopo di attrarre residenti “facoltosi” sul nostro territorio. Dà la possibilità a chi trasferisce la propria residenza dall’estero di versare un imposta sostitutiva fissa da 100 mila euro per tutti i redditi prodotti all’estero, a cui si aggiungono 25 mila euro per ciascun familiare. Non si tratta quindi di una vera e propria flat tax, cioè di una tassa con un aliquota fissa indipendentemente dall’ammontare dal reddito, ma piuttosto di un maxi versamento ad importo fisso. Può beneficiarne chiunque non sia stato residente in Italia in almeno nove dei dieci anni precedenti alla scelta del regime agevolato.

MILANO – Il governo si prepara a raddoppiare la cosiddetta flat tax da 100 mila euro sui paperoni stranieri nel decreto Omnibus che verrà esaminato questo pomeriggio in consiglio dei ministri. Ma di cosa si tratta e che cosa comporta?

Che cos’è

La misura è stata introdotta nel 2016 con lo scopo di attrarre residenti “facoltosi” sul nostro territorio. Dà la possibilità a chi trasferisce la propria residenza dall’estero di versare un imposta sostitutiva fissa da 100 mila euro per tutti i redditi prodotti all’estero, a cui si aggiungono 25 mila euro per ciascun familiare. Non si tratta quindi di una vera e propria flat tax, cioè di una tassa con un aliquota fissa indipendentemente dall’ammontare dal reddito, ma piuttosto di un maxi versamento ad importo fisso. Può beneficiarne chiunque non sia stato residente in Italia in almeno nove dei dieci anni precedenti alla scelta del regime agevolato.

Quanto vale

La misura fino ad ora ha avuto un successo relativamente contenuto, ma con numeri complessivamente in crescita, e che potrebbero crescere ulteriormente dal prossimo anno, quando il Regno Unito abbandonerà un analogo regime speciale in vigore nel Paese. Secondo i dati della Corte dei Conti, nel 2022 – ultimo dato disponibil – sono stati 818 i contribuenti stranieri che hanno optato per il regime agevolato, a cui si aggiungono 318 familiari. Il risultato complessivo è stato un incasso di oltre 89,8 milioni di euro grazie agli 800 paperoni stranieri e le loro famiglie. Se si guarda il quadro complessivo, cioè dal 2017 all’erario sono entrati circa 254 milioni di euro.

A chi è rivolto

Come chiarito anche dalla Corte dei Conti nel suo giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato, in questi anni il regime sembra avere attratto soprattutto gli sportivi che dall’estero si trasferiscono in Italia. E visto il livello di tassazione, che rende conveniente l’opzione solo se i redditi esteri sono molto alti, si parla con ogni probabilità di calciatori, i cui contratti di sponsorizzazione spesso si riferiscono a Paesi diversi dalla loro residenza o dal Paese in cui giocano. Una criticità messa in evidenza anche dalla Corte. Malgrado nella relazione illustrativa del provvedimento si spiegasse che la misura era volta a ”favorire gli investimenti in Italia da parte di soggetti non residenti”, la disciplina, scrivono i magistrati contabili “appare principalmente indirizzata a favorire soggetti che possono ritrarre fonti di reddito da più paesi e che trasferiscono la propria residenza in Italia per finalità lavorative (come nel caso, probabilmente frequente, degli sportivi professionisti) residenziali, o per altre ragioni, senza tuttavia esigere - come pure ci si sarebbe dovuto attendere – un effettivo e tangibile collegamento con la realizzazione di investimenti produttivi nel nostro Paese”.

Leggi i commenti