Utile a 1,16 miliardi per il Monte dividendo cash da 950 milioni
di Giovanni PonsLa statua di Sallustio Bandini, economista e politico, in Piazza Salimbeni di fronte alla Banca Monte dei Paschi di Siena, 19 settembre 2021. Alessia Pierdomenico/Bloomberg via Getty Images
milano — Malgrado Piazza Affari abbia inanellato il quinto ribasso consecutivo (ieri meno 0,6%), che ridimensiona al 2,5% il progresso da inizio anno, ieri il listino milanese ha potuto contare sui buoni risultati del Monte dei Paschi di Siena, che hanno permesso al titolo senese di guadagnare l’8,4%. Spinto all’insù da una forte crescita dell’utile netto e dalla decisione di aumentare dal 50 al 75% la porzione da distribuire al mercato sotto forma di dividendi.
Luigi Lovaglio, da febbraio 2022 amministratore delegato della banca, continua nella sua opera di rilancio che sta dando risultati significativi. Il primo semestre 2024 per Mps si è chiuso con un utile netto di 1,16 miliardi di euro, in crescita dell’87% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie anche a un effetto netto positivo sulle imposte di 457 milioni. Un risultato che permetterà a Mps di distribuire più di 950 milioni di dividendi in contanti mantenendo comunque il patrimonio a un livello alto (Cet1 al 18…
milano — Malgrado Piazza Affari abbia inanellato il quinto ribasso consecutivo (ieri meno 0,6%), che ridimensiona al 2,5% il progresso da inizio anno, ieri il listino milanese ha potuto contare sui buoni risultati del Monte dei Paschi di Siena, che hanno permesso al titolo senese di guadagnare l’8,4%. Spinto all’insù da una forte crescita dell’utile netto e dalla decisione di aumentare dal 50 al 75% la porzione da distribuire al mercato sotto forma di dividendi.
Luigi Lovaglio, da febbraio 2022 amministratore delegato della banca, continua nella sua opera di rilancio che sta dando risultati significativi. Il primo semestre 2024 per Mps si è chiuso con un utile netto di 1,16 miliardi di euro, in crescita dell’87% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie anche a un effetto netto positivo sulle imposte di 457 milioni. Un risultato che permetterà a Mps di distribuire più di 950 milioni di dividendi in contanti mantenendo comunque il patrimonio a un livello alto (Cet1 al 18%).
L’aggiornamento del piano industriale di Lovaglio prevede che l’utile prima delle imposte arrivi a 1,66 miliardi al 2028 e permetta, nell’arco di quattro anni, di distribuire 4,1 miliardi di dividendi, sempre senza intaccare la solidità patrimoniale.
I benefici fiscali sono una voce importante della redditività odierna e futura del Monte, come ha confermato lo stesso banchiere agli analisti. «Per la banca le imposte sono un asset, non sono un una tantum ma una componente molto importante che fa parte del nostro stato patrimoniale», ha detto l’ad. «L’aggiornamento dei nostri target finanziari e il loro progressivo raggiungimento ci permetteranno di rivalutare le nostre perdite inutilizzate in compensazione che non erano iscritte a bilancio (Dta, attività fiscali differite, ndr), così mantenendo un’aliquota molto bassa nel corso del piano».
Dal punto di vista operativo Mps ha beneficiato, come le altre grandi banche italiane, della congiuntura positiva composta da tassi attivi ancora molto alti (il margine di interesse è salito dell’8,3%) e da commissioni sulle masse gestite (più 9,8%) in crescita.
Facendo leva su 500 milioni di investimenti in tecnologia e su un piano di riqualificazione del personale che mira allo sviluppo dei talenti interni alla banca e all’assunzione di 800 giovani in posizioni precise, Lovaglio pensa di poter far salire i ricavi del Monte fino a 3,8 miliardi nel 2026 e a 4,1 miliardi nel 2028. A trainare il conto economico saranno le commissioni, viste in «significativa crescita» che compenseranno il calo del margine di interesse. Ma tutto ciò dovrà unirsi a una «forte disciplina» nella gestione dei costi, con un cost-income al 50% al 2028 nonostante le pressioni inflattive sui costi e gli investimenti in tecnologia e capitale umano.
Un ulteriore miglioramento potrebbe arrivare dal riacquisto da parte del Monte della quota posseduta da Axa nella joint venture della bancassicurazione. «Se ci fosse l’opportunità l’impatto sul nostro piano sarebbe positivo ma in questo momento non lo consideriamo», ha concluso Lovaglio.