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Multa quotidiana ai tassisti romani: “No pervicace alla concorrenza”

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L’Antitrust sanziona la Cooperativa 3570 della Capitale per 140 mila euro. Pagherà una seconda ammenda da 214 euro al giorno fino a quando non obbedirà a una diffida del lontano 2018. Il Garante contesta la mancata apertura alle chiamate di soggetti esterni
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ROMA — Dopo un braccio di ferro lungo sei anni, il Garante dei consumatori e della concorrenza (l’Antitrust) infligge una multa - da 140 mila euro - alla Cooperativa Radiotaxi 3570 di Roma.

Non parliamo di una cooperativa qualunque. Nella Capitale il 3570 detta legge, avendo oltre 3 mila 500 taxi in strada. Alla sanzione da 140 mila euro, l’Antitrust ne aggiunge un’altra - quotidiana - da 214,40 euro. Il 3570 dovrà pagare ogni giorno 214,40 euro fino a quando avrà obbedito alla diffida che l’Antitrust gli ha indirizzato nell’ormai lontano 2018.

Diffida alla quale, in sei anni, il 3570 ha risposto in modo inadeguato mandando in scena - scrive l’Antitrust - una «pervicace inottemperanza». Da sei anni, quindi, l’ostinata resistenza del 3570 danneggia i concorrenti della cooperativa romana e nega un taxi a tante persone che lo aspettano in strada.

ROMA — Dopo un braccio di ferro lungo sei anni, il Garante dei consumatori e della concorrenza (l’Antitrust) infligge una multa - da 140 mila euro - alla Cooperativa Radiotaxi 3570 di Roma.

Non parliamo di una cooperativa qualunque. Nella Capitale il 3570 detta legge, avendo oltre 3 mila 500 taxi in strada. Alla sanzione da 140 mila euro, l’Antitrust ne aggiunge un’altra - quotidiana - da 214,40 euro. Il 3570 dovrà pagare ogni giorno 214,40 euro fino a quando avrà obbedito alla diffida che l’Antitrust gli ha indirizzato nell’ormai lontano 2018.

Diffida alla quale, in sei anni, il 3570 ha risposto in modo inadeguato mandando in scena - scrive l’Antitrust - una «pervicace inottemperanza». Da sei anni, quindi, l’ostinata resistenza del 3570 danneggia i concorrenti della cooperativa romana e nega un taxi a tante persone che lo aspettano in strada.

Le clausole

Nel 2018, l’Antitrust ordina a tre cooperative di tassisti romani (tra cui il 3570) di cancellare o quantomeno di modificare radicalmente le “clausole di non concorrenza” scritte nei loro Statuti o nei Regolamenti interni.

Queste clausole sono concepite per impedire al tassista di rispondere a una richiesta di corsa se questa non arriva direttamente dalla centrale radio o dall’app della sua cooperativa. Secondo l’Antitrust, un simile sbarramento costringe i tassisti a lavorare meno di quanto potrebbero.

In altre parole, la cooperativa preferisce le vetture ferme e inattive quando invece potrebbero rispondere ad alcune chiamate dei clienti. Sono bandite, in questo scenario, le chiamate “esterne”, in arrivo da canali non riconducibili alla propria cooperativa.

La sconfitta al Tar

Nel 2018, due delle tre cooperative sotto accusa obbediscono all’ordine dell’Antitrust, correggendo il loro Statuto e Regolamento. Invece il 3570 avvia una resistenza a colpi di carte bollate che, però, lo vede sconfitto sia al Tar e sia al Consiglio di Stato.

Nel 2023, il 3570 si decide per una apertura sostanziale all’Antitrust. La cooperativa si impegna a raccogliere richieste di corse taxi che arrivino da Uber, attraverso l’app “ItTaxi”. Apertura che l’Antitrust considera insufficiente, arrivando ora alla multa.

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