Sciopero dei balneari, scontro dopo lo stop: “Grande adesioni”. I consumatori: “Una sceneggiata”
a cura della redazione EconomiaROMA – Lo sciopero lampo dei balneari, due ore questa mattina dall 7.30 alle 9.30, si chiude com’era cominciato: con voci contrastanti. Per i promotori un grande successo, per i consumatori un flop. “Abbiamo registrato una massiccia partecipazione in tutta Italia allo sciopero degli ombrelloni, oltre ogni aspettativa", hanno affermato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio e Maurizio Rustignoli, presidente Fiba-Confesercenti. "Una sceneggiata", per Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, secondo cui “lo sciopero dei balneari si chiude a tarallucci e vino, o forse dovremmo dire a pane e pomodoro, considerato che alcuni gestori hanno optato per fare banchetti e brindisi con i loro clienti". Un “flop” invece per il Codacons, che parla di “adesioni al di sotto delle attese e organizzazioni totalmente divise sulla serrata".
ROMA – Lo sciopero lampo dei balneari, due ore questa mattina dall 7.30 alle 9.30, si chiude com’era cominciato: con voci contrastanti. Per i promotori un grande successo, per i consumatori un flop. “Abbiamo registrato una massiccia partecipazione in tutta Italia allo sciopero degli ombrelloni, oltre ogni aspettativa", hanno affermato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio e Maurizio Rustignoli, presidente Fiba-Confesercenti. "Una sceneggiata", per Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, secondo cui “lo sciopero dei balneari si chiude a tarallucci e vino, o forse dovremmo dire a pane e pomodoro, considerato che alcuni gestori hanno optato per fare banchetti e brindisi con i loro clienti". Un “flop” invece per il Codacons, che parla di “adesioni al di sotto delle attese e organizzazioni totalmente divise sulla serrata".
De Luca (Pd): “Crolla il castello di bugie della destra”
La polemica tocca alla politica. "Sulle concessioni balneari sta crollando il castello di bugie della destra costruito negli ultimi anni. Sarebbero dovuti andare a Bruxelles a chiedere la disapplicazione della direttiva Bolkenstein, portando addirittura gli ombrelloni dei nostri stabilimenti balneari e invece sono vittime della loro propaganda”, ha scritto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla camera. “Non stanno facendo nulla: l'immobilismo a cui hanno condannato il Paese e un intero settore sta creando danni e disagi a tutti e sta penalizzando un comparto strategico. Un settore che vive anche di tante realtà a conduzione familiare e che oggi è lasciato in balia del rischio che gli stabilimenti vengano sequestrati dalle procure".
Sisto (Forza Italia): “Governo impegnato in mediazione”
"Rispetto ai balneari, il tema è quello di trovare una posizione di mediazione tra le giuste esigenze degli imprenditori e le regole europee. C'è stata una sentenza abbastanza chiara del Consiglio di Stato. Ora bisogna trovare una soluzione per fare in modo che coloro che hanno investito tanto non siano penalizzati. Il governo è fortissimamente impegnato in questa direzione e sono convinto che alla fine si troverà una soluzione che possa essere di accettabile mediazione e che sia anche 'europeisticamente' convincente", ha detto il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto ospite de 'L'aria che tirà in onda su La7.
Esaurita la protesta, simbolica, dell’apertura ritardata fino alle 9.30 dei lidi un po’ in tutta Italia, si tornerà a trattare. Il filo tra il governo e l’unione europea non si è mai interrotto, affidato al ministro competente Raffaele Fitto, che presto peraltro potrebbe “cambiare squadra” e trovarsi dal lato dei commissari. L’idea è affacciare l’impegno nel decreto “Salva infrazioni” che è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri del 27 agosto.
La forza del negoziato è tutta dalla parte di Bruxelles, che può aspettare ancora un paio di mesi e attendere il verdetto della procedura da parte della Corte di Giustizia. A quel punto l’Italia non solo sarebbe soccombente, ma ogni giorno ritardo nell’adeguare le norme si tradurrebbe in una multa crescente come è già successo in passato su molti fronti, come ad esempio le “quote latte” o la gestione dei rifiuti.
Ma la Commissione non ha chiuso del tutto la porta, se l’Italia dovesse dare seguito al ddl Draghi e avviare gare immediate evitando strane forme di proroga o di vantaggio per chi è già titolare di una concessione, è probabile che arrivi l’ok dei tecnici e la chiusura della procedura d’infrazione. Sarebbe lo scenario migliore per il governo che potrebbe ad inizio settembre presentare il sul “piano di riordino delle concessioni demaniali” come una risposta alla richiesta di chiarezza degli operatori e al tempo stesso mostrerebbe la capacità politica di ottenere qualcosa dall’Ue. Cosa? Si parla di piccole proroghe in casi specifici, dove per esempio il numero dei concessionari è molto piccolo rispetto alle coste disponibili. Si parla anche di forme d’indennizzo per chi dovesse perdere la concessione.
I rimedi e i tribunali
Ma si parla veramente di dettagli, ad esempio a la Corte di Giustizia Ue si è già espressa stabilendo che ai concessionari non è dovuto alcun indennizzo per «le opere non amovibili realizzate nell’area concessa». Poi ci sono i tribunali ordinari che rifacendosi al diritto europeo hanno cancellato forme di proroghe inseriti nei bandi comunali. Impostazione che Il Consiglio di Stato ha confermato regolarmente: una delle ultime sentenze è di maggio, e riguarda i Comuni di Lecce e di Ginosa, ma anche prima lo stesso principio era stato affermato per altri Comuni o altre Regioni