MILANO – Per una Cina che non cresce ai ritmi sperati c’è un’ India che corre a ritmo spedito. Così i grandi produttori di beni di largo consumo, da Pepsi a Unilever, guardano con crescente interesse al Paese. E’ quanto evidenzia la Reuters in un approfondimento in cui si ricorda come l'economia indiana si stia espandendo al ritmo più veloce tra i principali mercati emergenti e le aziende stiano adottando i propri prodotti per meglio intercettare una possibile crescita della domanda da parte della popoplazione. "Mentre nell'ultimo decennio le aziende si sono concentrate sulle vendite in Cina, il prossimo decennio si concentrerà sulle vendite in India", ha dichiarato Brian Jacobsen, economista capo di Annex Wealth Management. "Bisogna andare dove i soffiano venti demografici ed economici"
La crescita della quota di mercato
A fornire un assist alla crescita del Paese – sottolinea la Reuters – anche la previsione di un aumento spesa pubblica, una migliore stagione dei monsoni e una ripresa dei consumi privati nei prossimi trimestre. Secondo la società di ricerca GlobalData, l’insieme di questi fattori dovrebbe far salire la quota di mercato combinata delle cinque principali multinazionali - Coca-Cola, P&G, PepsiCo, Unilever e Reckitt - al 20,53% nel 2023 dal 19,27% nel 2022. Gli stessi cinque colossi dovrebbero osservare in Cina una dinamica opposta, con la quota di mercato aggregata che dovrebbe ridursi al 4,30% nel 2023 dal 4,37% nel 2022.
La Cina in frenata
"La Cina ha attraversato un lungo e prolungato periodo di COVID e ha persino attraversato un breve periodo di crescita negativa, dopo il quale la crescita è stata molto lenta. In confronto a ciò, il tasso di crescita in India, che si aggira intorno al 4%, sembra solida e promettente per alcuni beni di consumo”, ha sottolineato K Ramakrishnan, direttore generale per l'Asia meridionale della divisione Worldpanel di Kantar, aggiungendo che “sia il segmento urbano che quello rurale in India hanno registrato una crescita, ma quello rurale è andato un po' meglio".