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Miliardari svizzeri in fuga dalla maxi imposta sui ricchi. E la flat tax italiana può essere un incentivo

(afp)

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La proposta dei giovani socialisti elvetici prevede che in caso di successioni la metà dei beni oltre i 50 milioni di franchi vada alla Confederazione. Una prospettiva che spaventa i paperoni, che meditano di lasciare il Paese. E il nostro regime agevolato, anche se appena raddoppiato, può fare da forza di attrazione
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Una buona parte dei super-ricchi svizzeri, quelli che contribuiscono, ogni anno, ad affollare l’edizione di novembre del mensile economico Bilanz, con l’ammontare stratosferico delle loro fortune, sta meditando di lasciare la Confederazione. A spingerli ad andarsene un’iniziativa popolare, lanciata nel 2019 dal Movimento giovanile socialista, che ha raccolto 140 mila firme quando ne bastavano 100 mila, e che si prefigge l’introduzione di un’imposta di successione da mettere i brividi ai vari Aponte, Bertarelli di Alinghi, Kampras di Ikea e compagnia al momento non più cantante. I giovani socialisti chiedono che, in caso di trasmissione di beni agli eredi, la metà di quelli che eccedono i 50 milioni di franchi, vengano destinati alla Confederazione, perché investa in opere a difesa dell’ambiente.

Per fare un esempio, dei 38,5 miliardi attribuiti all’armatore 82 enne di MSC, Gianluigi Aponte, noto alle cronache italiane per l’affaire Toti, in caso di successione agli eredi ne rimarrebber…

Una buona parte dei super-ricchi svizzeri, quelli che contribuiscono, ogni anno, ad affollare l’edizione di novembre del mensile economico Bilanz, con l’ammontare stratosferico delle loro fortune, sta meditando di lasciare la Confederazione. A spingerli ad andarsene un’iniziativa popolare, lanciata nel 2019 dal Movimento giovanile socialista, che ha raccolto 140 mila firme quando ne bastavano 100 mila, e che si prefigge l’introduzione di un’imposta di successione da mettere i brividi ai vari Aponte, Bertarelli di Alinghi, Kampras di Ikea e compagnia al momento non più cantante. I giovani socialisti chiedono che, in caso di trasmissione di beni agli eredi, la metà di quelli che eccedono i 50 milioni di franchi, vengano destinati alla Confederazione, perché investa in opere a difesa dell’ambiente.

Per fare un esempio, dei 38,5 miliardi attribuiti all’armatore 82 enne di MSC, Gianluigi Aponte, noto alle cronache italiane per l’affaire Toti, in caso di successione agli eredi ne rimarrebbero poco più di 19. Che, intendiamoci, sono pur sempre una cifra da fare impallidire i comuni mortali ma che chi ne ha accumulati il doppio, sia pure non lavorando ad un tornio ma dando fondo al suo talento di imprenditore o di finanziere, piange lacrime amare alla prospettiva di vedersene portare via la metà. E, in non pochi casi, medita di lasciare la Svizzera, in attesa dell’esito della votazione.

Ha dato il via alla danza dell’espatrio il 65 enne Peter Spühler, quasi 4 miliardi di franchi di patrimonio, presidente del CDA del colosso ferroviario Stadler Rail. Spühler non ha escluso di trasferirsi in Italia, approfittando della flat tax sui redditi esteri introdotta dal Governo Gentiloni e raddoppiata, da 100 a 200 mila euro, dal decreto Omnibus approvato, mercoledì 7 agosto, dal Governo Meloni. Il raddoppio dell’imposta non dovrebbe costituire un impedimento a gente del calibro di Spühler. Resta il fatto che, in attesa dell’esito dell’iniziativa dei giovani socialisti sulla tassa di successione, c’è gente, come numerosi ricchi norvegesi, stabilitisi in Svizzera per sfuggire all’imposizione fiscale del loro Paese, che ora stanno cercando altri luoghi in cui le imposte non vengano vissute come un cappio al collo.

Via dalla pazza tassa verrebbe da commentare, facendo il verso al celebre romanzo di Thomas Hardy. Tra i norvegesi in fuga dal fisco figura anche Alf-Inge Håland, padre della star del Manchester City, Erling Håland. A dare l’idea del panico scatenato dall’iniziativa del movimento giovanile socialista basta, comunque, leggere l’intervista che Magdalena Martullo Blocher, figlia di Christoph Blocher, il leader sovranista svizzero oggi 84 enne, ha rilasciato all’autorevole Neue Zürcher Zeitung. CEO del gruppo chimico Ems Chemie, azienda fondata dal padre, la 54 enne Magdalena Martullo Blocher, la cui fortuna personale è stimata intorno ai 4 miliardi di franchi, ha manifestato al quotidiano zurighese l’intenzione di mollare la Svizzera insieme ai suoi tre fratelli. “Non possiamo farci niente”, ha detto amareggiata.

Una frase che le deve essere costata, visto che è figlia di un’icona patriottica, di un uomo che ha stabilito una sorta di legame ideale con Guglielmo Tell. Insomma la Svizzera, che ha già perso il segreto bancario e dovuto subire l’imposizione fiscale del 15% alle multinazionali presenti sul suo territorio, trema di fronte alla proposta socialista, che potrebbe far precipitare il suo prestigio di oasi accogliente per chi dispone di redditi elevati, ma anche parte del suo PIL, se il Parlamento Federale non troverà il modo di bollare, come non costituzionale, l’iniziativa.

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