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Freni: “Per chiudere la manovra taglieremo le piccole detrazioni. Salve casa e salute”

Federico Freni, sottosegretario all'Economia e alle Finanze

 

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Mps e Unipol? Siena non ha bisogno di un matrimonio affrettato. Le banche sono chiamate a pagare le tasse e sostenere gli investimenti: a settembre lanceremo con Cdp e Borsa il Fondo di fondi
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Sottosegretario Freni, la manovra è appesa a tagli e sanatorie. Non è un azzardo?

«Né tagli, né sanatorie: dispiace deludere ancora una volta chi si aspettava un’economia in affanno e un governo alla disperata ricerca di fondi. Siamo al lavoro per costruire una manovra seria e credibile. Non abbiamo bisogno di ricorrere a tagli lineari, né a fantasiose coperture una tantum: è come pensare di poter riempire d’acqua un secchiello pieno di buchi».

Nemmeno una sforbiciata alle agevolazioni fiscali?

«Una revisione delle tax expenditures è doverosa perché ci sono decine di micro agevolazioni che hanno uno scarso impatto. Un’attenta operazione di pulizia permetterà di rendere il sistema più efficiente. Ma non toccheremo certamente le detrazioni per spese mediche, casa e lavoro».

Sottosegretario Freni, la manovra è appesa a tagli e sanatorie. Non è un azzardo?

«Né tagli, né sanatorie: dispiace deludere ancora una volta chi si aspettava un’economia in affanno e un governo alla disperata ricerca di fondi. Siamo al lavoro per costruire una manovra seria e credibile. Non abbiamo bisogno di ricorrere a tagli lineari, né a fantasiose coperture una tantum: è come pensare di poter riempire d’acqua un secchiello pieno di buchi».

Nemmeno una sforbiciata alle agevolazioni fiscali?

«Una revisione delle tax expenditures è doverosa perché ci sono decine di micro agevolazioni che hanno uno scarso impatto. Un’attenta operazione di pulizia permetterà di rendere il sistema più efficiente. Ma non toccheremo certamente le detrazioni per spese mediche, casa e lavoro».

Neppure quelle delle fasce più abbienti?

«Lo escludo: salute, casa e lavoro non sono, in assoluto, contendibili».

Dove troverete allora i soldi che servono a evitare un aumento delle tasse?

«L’andamento delle entrate ci garantisce un buon margine e il Pil è stimato in crescita rispetto alle previsioni. Appena avremo i dati definitivi sulle autoliquidazioni potremmo definire con esattezza il perimetro degli interventi».

Una spinta al Pil doveva arrivare dal Pnrr, ma la spesa arranca.

«Anche in questo caso la prospettiva è parziale: guardiamo tutti i fattori che definiscono l’avanzamento del Piano, non solo quelli comodi. E se consideriamo tutti gli indicatori non mi pare che si possa parlare di immobilismo: su 132 miliardi di gare d’appalto abbiamo attivato interventi per 122 miliardi».

Ammesso che le entrate garantiscano un buon margine, bisognerà finanziare anche le misure per la famiglia e la sanità. Chiederete più soldi a ministeri e Comuni?

«Tutti sono chiamati a contribuire alle finanze pubbliche, non solo i cittadini che pagano le tasse. Ma per la Lega i territori sono sacri: non chiederemo ai Comuni nulla di più rispetto a quanto previsto dalla scorsa legge di bilancio».

E ai ministeri che già lamentano forbici affilate?

«Ambire a tagliare sprechi ed inefficienze è un accanimento? Se lo è siamo pronti a commettere questo peccato. Ma d’altronde, come diceva Falstaff, “chi segue vocazion non pecca”».

Ha detto che tocca a tutti. Anche alle banche?

«Le banche sostengono l’economia reale del Paese ogni giorno e come tutti pagano le tasse in funzione degli utili maturati. Non ci saranno tasse sugli extraprofitti o prelievi forzosi».

Come daranno allora il proprio contributo?

«Pagando le tasse, appunto, come tutti. Ma dalle banche ci aspettiamo anche un contributo importante sul fronte degli investimenti, con una direzione marcata verso l’economia reale. A fine settembre lanceremo, insieme a Cdp e Borsa italiana, il cantiere del Fondo di fondi, una “scatola” degli investimenti che poggia su un’alleanza tra pubblico e privato a sostegno delle nostre imprese».

A proposito di banche. Avete messo un veto sulla vendita di Mps a Unipol?

«I conti semestrali dimostrano che Monte dei Paschi gode di ottima salute: dobbiamo dire grazie a un management competente e responsabile. La fase di consolidamento proseguirà finché sarà necessario. Non è Mps la banca che ha bisogno di un colpo di fulmine: che poi, si sa, le nozze affrettate si concludono sempre male».

C’è però un impegno da onorare con l’Europa.

«Non c’è alcuna incompatibilità tra la roadmap di Mps e gli impegni assunti con Bruxelles».

L’Ue sollecita le gare per i balneari. Recepirete finalmente la direttiva Bolkestein?

«La priorità è individuare una norma che metta ordine nel far west delle concessioni. È inimmaginabile andare avanti con regimi differenti. All’interno di questo perimetro servono poi indennizzi adeguati per gli attuali concessionari».

Lei è molto attento al tema dei diritti. Cosa pensa dell’apertura del Vaticano sul fine vita?

«È un tema delicato, ma non più differibile. Io credo che la politica sconti un ritardo e una timidezza che non sono più tollerabili. Mi auguro che in Parlamento maturi presto la consapevolezza che legiferare sul fine vita non è giusto o sbagliato: è doveroso».

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