L’italiano che sviluppa aerotaxi a idrogeno nella Silicon Valley: “Costerà solo il doppio di un Uber”
di Giulia CimpanelliTra qualche anno su Uber, in alcuni luoghi del mondo, potremo scegliere se prenotare un’auto o un aereo. A sviluppare velivoli elettrici per i brevi spostamenti e Joby Aviation, maxi startup californiana, quotata al Nasdaq con quasi 4 miliardi di capitalizzazione, che dà lavoro a 1600 persone nel golfo di Santa Cruz, ai confini della Silicon Valley. Tra i manager dell’innovazione di Joby Aviation c’è il 30enne italiano Raffaele Russo, project lead del team che ha sviluppato il primo veicolo a idrogeno di Jobi. “L’idrogeno consente di superare il limite della scarsa autonomia dell’alimentazione elettrica – racconta Russo -. Per i nostri aerotaxi abbiamo sviluppato un propulsore ad idrogeno, in grado di volare per 850 chilometri, emettendo solo vapore acqueo. L'aerotaxi ha sei rotori orientabili, che consentono sia il decollo verticale sia il volo orizzontale. Oltre a questo, il veicolo può ospitare fino a quattro passeggeri più il pilota e può raggiungere i 320 chilometri orari”.
Tra qualche anno su Uber, in alcuni luoghi del mondo, potremo scegliere se prenotare un’auto o un aereo. A sviluppare velivoli elettrici per i brevi spostamenti e Joby Aviation, maxi startup californiana, quotata al Nasdaq con quasi 4 miliardi di capitalizzazione, che dà lavoro a 1600 persone nel golfo di Santa Cruz, ai confini della Silicon Valley. Tra i manager dell’innovazione di Joby Aviation c’è il 30enne italiano Raffaele Russo, project lead del team che ha sviluppato il primo veicolo a idrogeno di Jobi. “L’idrogeno consente di superare il limite della scarsa autonomia dell’alimentazione elettrica – racconta Russo -. Per i nostri aerotaxi abbiamo sviluppato un propulsore ad idrogeno, in grado di volare per 850 chilometri, emettendo solo vapore acqueo. L'aerotaxi ha sei rotori orientabili, che consentono sia il decollo verticale sia il volo orizzontale. Oltre a questo, il veicolo può ospitare fino a quattro passeggeri più il pilota e può raggiungere i 320 chilometri orari”.
Ingegnere aerospaziale a Cambridge, Russo – sorrentino cresciuto a Milano - è sbarcato dopo la laurea negli Stati Uniti dove ha lavorato in Tesla prima di frequentare un Mba ad Harvard. “Molti colleghi di Tesla sono passati a Joby, dove ho lavorato prima come ingegnere per la progettazione di sistemi termici. Ora sono project lead: il nostro focus è su cosa costruire e perché puntare sull'idrogeno. Abbiamo due obiettivi principali: innanzitutto, abbiamo recentemente completato un volo di 850 chilometri con un prototipo. Ora gran parte del nostro lavoro consiste nel trasformare questo prototipo in un veicolo in grado di trasportare persone, definendo aspetti come la capacità e le distanze percorribili, oltre all'infrastruttura necessaria. L'aviazione è estremamente sensibile al peso, e l'idrogeno offre vantaggi significativi: ha cento volte l'energia per cento grammi rispetto a una batteria e tre volte quella dell'energia elettrica”.
Le prime prenotazioni dal 2025
I primi aerotaxi Joby saranno prenotabili nel 2025: “L'infrastruttura è una sfida cruciale, sia per i velivoli elettrici che, ancor di più, per quelli a idrogeno. La nostra azienda ha collaborato con diverse città per identificare siti di atterraggio, lavorando con aeroporti, enti governativi locali e federali in America. Ci sono anche aziende specializzate in questo settore, come Skyports, che si concentrano esclusivamente sulla creazione di infrastrutture per la mobilità aerea urbana – racconta l’ingegnere -. Stiamo considerando vari scenari: collegamenti da aeroporti a centri urbani, o da un centro urbano all'altro. Un esempio interessante è l'eliporto molto attivo vicino a Wall Street, che dimostra la domanda esistente per questo tipo di servizio in zone ad alta densità di interesse”.
Sul fronte elettrico, Joby ha acquisito Uber Elevate per sviluppare la parte applicativa e di servizio, integrandola con vari mezzi di trasporto. “Il nostro obiettivo aziendale è ambizioso – continua -: vogliamo arrivare a offrire un servizio che costi circa il doppio di un Uber tradizionale. Questo lo renderebbe molto più accessibile rispetto agli attuali servizi di elicottero, aprendo nuove possibilità nel trasporto urbano e interurbano. Prendete una città come Milano, dove ci sono 700.000 auto e dove ogni veicolo produce in media una tonnellata di CO2 all’anno. Con i nostri aerotaxi il risparmio per l’ambiente sarebbe enorme”.