ROMA – A volte ritornano. Abolito il Reddito di cittadinanza, da gennaio – sostituito dall’Adi, l’Assegno di inclusione che ha dimezzato la platea – il governo Meloni assiste ora a un suo rifiorire a livello regionale. Si potenziano vecchie forme di sostegno locali, come Red e Reis esistenti dal 2016 in Puglia e Sardegna, tre anni prima del Rdc. Se ne pensano di nuove, in Campania e Sicilia.
In Puglia e Sardegna
Succede così che il governatore pd Michele Emiliano rilanci il Red pugliese, il Reddito di dignità: 45 milioni fino al 2027, fondi europei. E la governatrice pentastellata Alessandra Todde velocizzi l’erogazione del Reis sardo, il Reddito di inclusione sociale, 30 milioni sempre di fondi Ue. Ma il derby tra Campania e Sicilia, …
ROMA – A volte ritornano. Abolito il Reddito di cittadinanza, da gennaio – sostituito dall’Adi, l’Assegno di inclusione che ha dimezzato la platea – il governo Meloni assiste ora a un suo rifiorire a livello regionale. Si potenziano vecchie forme di sostegno locali, come Red e Reis esistenti dal 2016 in Puglia e Sardegna, tre anni prima del Rdc. Se ne pensano di nuove, in Campania e Sicilia.
In Puglia e Sardegna
Succede così che il governatore pd Michele Emiliano rilanci il Red pugliese, il Reddito di dignità: 45 milioni fino al 2027, fondi europei. E la governatrice pentastellata Alessandra Todde velocizzi l’erogazione del Reis sardo, il Reddito di inclusione sociale, 30 milioni sempre di fondi Ue. Ma il derby tra Campania e Sicilia, le più falcidiate dall’esclusione meloniana degli “occupabili”, è emblematico di una destra che insegue il campo largo sul terreno della povertà. Vista come colpa a Roma, come problema sul territorio.
Il pasticcio della Sicilia che copia la Campania
Succede in Sicilia, con la proposta di legge depositata il 6 giugno da Luisa Lantieri, deputata di Forza Italia e vicepresidente dell’Ars, il parlamento siciliano. Il testo sembra largamente ispirato all’analoga proposta presentata il 16 marzo da Gennaro Saiello, consigliere regionale M5S della Campania per un “Reddito di cittadinanza regionale” da 400 euro al mese a persona più 200 euro per ogni componente oltre il secondo. Costo per la Campania: 200 milioni «per i 250 mila occupabili abbandonati da Meloni». Alla presentazione della proposta c’era Giuseppe Conte, Roberto Fico, Sergio Costa e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Il governatore campano pd Vincenzo De Luca fa melina. Ma quella proposta non è passata inosservata. Fino alla sua replica siciliana ad opera della deputata di Forza Italia. Entrambi i Redditi prevedono la stipula di protocolli di intesa tra le imprese e le Regioni per una ricognizione dei fabbisogni occupazionali. E la disponibilità di coprire con l’assegno pubblico una parte dello stipendio, se assumono i percettori.
«Il Reddito ha dato sostegno alle famiglie in difficoltà», scrive nella sua proposta la forzista Lantieri. Altro che sussidio ai divanisti. Lantieri va oltre, parla di «emergenza nazionale» per l’esclusione di molti dal Rdc: «La politica deve porsi il problema, senza preconcetti». Applausi dal M5S, ma censura dello stato maggiore (locale) di Forza Italia. «Iniziativa personale», la bolla il governatore Renato Schifani. «Sì, iniziativa mia», ammette alla fine lei. L’imbarazzo della destra è un fatto.
L’ultima rincorsa di Solinas
In Sardegna, poco prima delle elezioni del 25 febbraio, era stato proprio il governatore leghista uscente Christian Solinas a riportare il budget per il Reis a 30 milioni, legandolo molto alle politiche attive (come pure il pugliese Red), perché così vogliono le regole dei fondi Ue. I requisiti per accedere sono più o meno gli stessi del Rdc. Ma quello che colpisce – in Campania e Sicilia, come in Puglia e Sardegna – è l’obiettivo dichiarato di rivolgersi agli esclusi dall’Adi: gli occupabili tra 18 e 59 anni, senza figli minori o disabili. Roma taglia, le Regioni ricuciono.
Caccia all’elettorato abbandonato
«Prima o poi, si tornerà a parlare di reddito minimo garantito, con l’intelligenza artificiale che minaccia posti di lavoro: noi ci stiamo preparando», preconizza Dario Carotenuto, deputato M5S. «L’Adi ha lasciato senza rete un milione di persone», aggiunge Mario Turco, vicepresidente del Movimento. «Mi auguro che tutte le forze politiche antepongano gli interessi dei cittadini al calcolo politico». Nel frattempo è partita già la caccia a quell’elettorato abbandonato.