MILANO - Mentre Kamala Harris recupera posizione nei sondaggi e negli stati in bilico come Wisconsin, Pennsylvania e Michigan, tre tasselli chiave nella corsa alla Casa Bianca, Ubs fa un pronostico sulle Presidenziali Usa di novembre, e sulle conseguenze che un'eventuale vittoria dei Democratici o dei Repubblicani di Donald Trump, potrebbe avere sui mercati. “Dal netto contrasto tra le politiche dei candidati presidenziali emergono implicazioni di mercato significative – scrive in una nota, Tom McLoughlin managing director di Ubs negli Usa - . Riteniamo tuttavia che la costruzione del portafoglio debba essere un processo apolitico” anche se pare abbastanza che Wall Street applaudirebbe più una vittoria dei Repubblicani che una dei Democratici.
Difficile per la Harris conquistare le due camere
Oltre al voto sul presdiente i cittdini americani eleggeranno anche per rinnovare la Camera e un terzo del Senato. Una vittoria di Camera e Senato della Harris sembra poco probabile, e Ubs calcola che ci sia solo un 10% di probabilità della “Blue Sweep” (letteralmente “spazzata blu”, il colore dei democratici ndr). Detto questo il trionfo dei democratici sarebbe probabilmente il risultato più negativo per i mercati azionari, a causa del probabile rialzo delle aliquote fiscali sulle società. Il controllo normativo in alcuni settori potrebbe farsi più stringente, diventerebbe un’estensione rafforzata della politica voluta da Biden. Anche se l’impatto potrebbe essere limitato o mitigato, come si è visto dalle recenti decisioni della Corte Suprema.
Più probabile per Trump conquistare il Congresso
Viceversa Ubs stima che Donald Trump abbia il 40% di chance di fare la “Red Sweep”, ovvero aggiudicarsi entrambe le camere del Congresso Usa. Una vittoria di Trump con Senato e Camera ai repubblicani potrebbe portare a una proroga dei tagli fiscali del 2017, con una possibile ulteriore riduzione delle aliquote dell’imposta sulle società. I finanziamenti per queste manovre potrebbero arrivare da una riduzione degli incentivi e delle disposizioni sull’energia verde, previste dall’Inflation Reduction Act. I mercati azionari probabilmente applaudirebbero una riduzione delle tasse e una regolamentazione più leggera, ma ciò potrebbe essere parzialmente controbilanciato dalle preoccupazioni in merito ai costi e gli impatti sull’inflazione derivanti dall’aumento delle tariffe e dalle guerre commerciali. I tassi di interesse e il dollaro probabilmente aumenterebbero inizialmente.Il comparto finanziario sarebbe il maggior beneficiario di questo scenario grazie ad una regolamentazione più leggera.
Ubs reputa ugualmente poco probabile che Trump possa vincere solo una delle due camere, una scenario a cui da il 15% di probabilità. Con i principali cambiamenti di politica fiscale bloccati da un Congresso diviso, le tariffe più alte e una regolamentazione più leggera sarebbero probabilmente la soluzione più probabile di questo risultato elettorale. Nel complesso, il contrasto di queste due forze avrebbero un impatto misto sui mercati azionari.
Democratici in rimonta
Tuttavia una vittoria della Harris, in una sola delle due camere, per Ubs ha oltre un terzo delle probabilità di accadere: le quotazioni sono infatti al 35%, anche se i democratici continuano a crescere nei sondaggi. Se Harris vincesse ma il Congresso fosse diviso, secondo Ubs i cambiamenti politici sarebbero più limitati, e quindi anche l’impatto sui mercati finanziari sarebbe più attenuato. Un'amministrazione Harris sarebbe obbligata a fare affidamento su un'azione esecutiva e normativa con una forte supervisione, senza contare che le recenti decisioni della Corte Suprema probabilmente limeranno comunque gli spazi di manovra del governo .
Chi ci guadagna se vincono i Repubblicani
Nel caso di una vittoria di Trump, anche alle due camere (40% di probabilità), Ubs stima che a livello macro l’impatto economico dovrebbe essere positivo, ma aumenterebbe la pressione inflazionistica, e quindi la Fed sarebbe costretta a dare un minore sforbiciata ai tassi di Interesse. Il dollaro, almeno inizialmente, potrebbe indebolirsi in vista di deficit più elevati e possibili tensioni commerciali. Sui mercati azionari, l’impatto sarebbe invece leggermente positivo. Meno regolamentazione, più fusioni e acquisizioni e nuovi tagli alle aliquote fiscali sulle società sarebbero tre fattori di supporto alla crescita di Wall Street, in particolare per l’industria dell’energia da combustibili fossili e dei servizi finanziari, che potrebbero consolidarsi ulteriormente, beneficiare di nuovi tagli dei costi e remunerare di più i loro azionisti. Il consumo discrezionale, l'industria, l'informazione e il comparto tecnologico secondo Ubs potrebbero invece essere penalizzati da tariffe più elevate.
Con la vittoria di Harris più tasse e più energia pulita
Nel caso di una vittoria della Harris, ma solo di una delle due camere (35% di probabilità) a livello macro Ubs si aspetta un aumento delle tasse sulle famiglie a reddito più elevato potrebbero salire, nessun aumento delle imposte sulle società, ma una più rigorose supervisione. In questo caso, che poi è quello attuale dell'amministrazione di Joe Biden, le prospettive per crescita, inflazione, politica monetaria e dollaro dovrebbero rimanere in linea con gli ultimi 4 anni. Quanto al mercato azionario, secondo Ubs sarebbero favorite le aziende nel comparto industriale, dei materiali e dei servizi di pubblica utilità che dovranno tutte focalizzarsi sulla transizione energetica. Sarebbero invece penalizzate le società di energia e dei carburanti da petrolio e carbone, e il comparto dei servizi finanziari che troverebbero importanti ostacoli a una nuova ondata di consolidamento.