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Case e aiuti alle famiglie: così Harris vuole battere “le tasse di Trump”

Kamala Harris (afp)

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La vicepresidente degli Stati Uniti e candidata democratica alla guida del Paese ha proposto aiuti fino a seimila dollari a figlio. E un piano di edilizia popolare da 40 miliardi
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NEW YORK — Superare la “Bidenomics”, ponendo l’enfasi sulla riduzione del costo della vita per le famiglie, per costruire «un’economia delle opportunità».

Questa strada ha scelto Kamala Harris per rovesciare il tavolo su Donald Trump, dimostrando che lei intende portare alla Casa Banca proposte concrete per il futuro della «classe media e lavoratrice», mentre il rivale guarda al passato, punta ad aiutare i miliardari come lui, e minaccia provvedimenti che diventeranno «tasse per i cittadini».

Harris ha presentato il suo programma economico con un discorso tenuto ieri a Raleigh, nella North Carolina che dopo la sua candidatura è tornata ad essere uno dei sette stati in bilico, dove si decideranno le presidenziali del 5 novembre.

NEW YORK — Superare la “Bidenomics”, ponendo l’enfasi sulla riduzione del costo della vita per le famiglie, per costruire «un’economia delle opportunità».

Questa strada ha scelto Kamala Harris per rovesciare il tavolo su Donald Trump, dimostrando che lei intende portare alla Casa Banca proposte concrete per il futuro della «classe media e lavoratrice», mentre il rivale guarda al passato, punta ad aiutare i miliardari come lui, e minaccia provvedimenti che diventeranno «tasse per i cittadini».

Harris ha presentato il suo programma economico con un discorso tenuto ieri a Raleigh, nella North Carolina che dopo la sua candidatura è tornata ad essere uno dei sette stati in bilico, dove si decideranno le presidenziali del 5 novembre.

Occupazione e infrastrutture

Il bilancio dell’amministrazione Biden è positivo, se uno guarda ai circa 16 milioni di posti di lavoro creati, il ritorno dell’occupazione nel settore manifatturiero, le iniziative per le infrastrutture, la crescita migliore tra i Paesi occidentali che sembra aver evitato la trappola della recessione, la produzione di energia, e anche i ripetuti record battuti da Wall Street.

Il problema è che gli americani sulla loro pelle hanno sentito soprattutto l’inflazione, esplosa a causa del Covid ma alimentata dai sussidi governativi, e quindi i tentativi del presidente di rivendicare i risultati della “Bidenomics” sono falliti, facendolo scivolare nei sondaggi.

La maggioranza degli elettori sembrava convinta che Trump avesse fatto meglio di lui, anche se è stato il primo capo della Casa Bianca a perdere posti di lavori dai tempi di Hoover e la Grande Depressione, e lo considerava più capace a gestire l’economia.

Mano sul portafoglio

E siccome negli Usa si vota con la mano sul portafoglio, ciò stava riconsegnando la presidenza a Donald. Con Harris il clima è cambiato, al punto che non mancano i sondaggi in cui viene descritta come la più competente in questo settore.

La fama però ha preceduto la sostanza, e ieri Kamala ha sentito la necessità di dettagliarla, anche perché il rivale cerca di demolirla accusandola di essere una pericolosa comunista, peggio di Biden.

La vice non può rinnegare l’ex capo e quindi tenta un gioco di equilibrio per rivendicare i risultati ottenuti, promettendo però di migliorarli.

Donald Trump 

Nella sostanza, si traduce soprattutto nel passare l’enfasi dall’occupazione alla riduzione del costo della vita: «I prezzi restano troppo alti», ha ammesso.

Si capisce dai punti principali della sua agenda, che sono la costruzione di 3 milioni di case a costi sostenibili, sussidi alle famiglie fino a 6.000 dollari per figlio, il bando del “price gouging”, ossia le pratiche speculative delle compagnie per aumentare i prezzi.

Iniziative che sommate hanno un costo per il bilancio federale tra 1 e 3 trilioni di dollari, e richiederebbero significativi tagli alla spesa o aumento del gettito fiscale per essere finanziate.

I prezzi delle abitazioni

I 3 milioni di case in quattro anni servono ad aumentare l’offerta e quindi ridurre i prezzi degli acquisti: «Mia madre risparmiò un decennio per comprare la casa, ancora ricordo la sua eccitazione quando ci riuscì».

Harris propone un fondo da 40 miliardi di dollari per l’edilizia popolare, più incentivi fiscali a chi la costruisce. Il governo offrirà anticipi fino a 25.000 dollari a chi compra la prima casa e limiterà la possibilità degli investitori di Wall Street di acquistare appartamenti in massa per specularci sopra.

Provvedimenti analoghi verranno adottati per contenere gli affitti, vietando gli algoritmi per aumentarli in maniera indiscriminata.

La macchia dell’inflazione

Siccome l’inflazione è la macchia più grave dell’amministrazione Biden, Kamala vuole rovesciarne la colpa sull’avidità delle grandi compagnie, bandendo il “price gouging” su beni come il cibo: «Quando ero studente ho lavorato a McDonald’s, capisco quanto sia dura crescere una famiglia con quelle retribuzioni».

Altro aiuto verrà ripristinando il credito fiscale da 3.600 dollari per figlio, con l’obiettivo di farlo salire a 6.000. Inoltre, sulla scia dell’iniziativa appena annunciata per ridurre il prezzo di dieci medicine molto popolari, lavorerà per contenere il costo dell’insulina sotto i 35 dollari e 2.000 annuali per tutte le medicine.

Donald ha bocciato le proposte di Kamala come «il piano Maduro». Il confronto però è con la sua agenda, che minaccia tariffe del 10% su tutte le importazioni e la deportazione di massa degli immigrati illegali: «Le tasse di Trump — ha risposto lei — che costerebbero 3.900 dollari a ogni famiglia».

Tutto questo sullo sfondo del rallentamento dell’inflazione che potrebbe convincere la Federal Reserve a tagliare finalmente i tassi a settembre, dando un’altra spinta alla promessa di Kamala di «tracciare una nuova strada in avanti per la classe media».

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