MILANO – Una volta si chiamava semplicemente “usato", oppure “di seconda mano”. Poi sono sbarcati i termini inglesi, come a voler certificare una parabola che dalla pura convenienza l’ha trasformato in una scelta etica, quasi “cool”. E così è diventato “second hand”, ma anche “pre owned” o addirittura “pre loved”, soprattutto se postato e viralizzato dagli influencer. Tutto questo mondo è in fort…