✕

Investimenti, tre portafogli per ripartire dopo un’estate sull’ottovolante

epa11556317 A passerby walks past a stock market indicator board in Tokyo, Japan, 20 August 2024. The Nikkei Stock Average gained 674.30 points, or 1.80 percent, to close at 38,062.92. EPA/FRANCK ROBICHON 

Ascolta l'audio

Ai risparmiatori più giovani si suggerisce di privilegiare le azioni. Con il passare degli anni cresce il peso dei bond
3 minuti di lettura

Una brusca correzione delle Borse, che ha avuto come epicentro Tokyo, seguita da una progressiva ripresa delle stesse. La corsa a perdifiato dell’oro, che ha toccato a più riprese i nuovi i massimi storici. Il rafforzamento delle prospettive di un taglio dei tassi da parte di Fed e Bce nel mese di settembre. A dispetto del clima vacanziero, le ultime settimane sono state molto intense per i mercati finanziari e questo suggerisce un check-up al proprio portafoglio per capire se le decisioni del passato sono in linea con l’evoluzione del mercato. Abbiamo coinvolto tre money manager, chiedendo loro di definire l’asset allocation ideale per altrettanti profili di piccoli investitori.

Il giovane lavoratore

Il primo caso è quello di un giovane ai primi anni di lavoro, con un orizzonte d’investimento di lungo periodo e una buona sopportazione della volatilità. Non dimentichiamo che siamo agosto, un mese in cui tradizionalmente cala la liquidità sui mercati, il che favorisce ampie oscillazi…

Una brusca correzione delle Borse, che ha avuto come epicentro Tokyo, seguita da una progressiva ripresa delle stesse. La corsa a perdifiato dell’oro, che ha toccato a più riprese i nuovi i massimi storici. Il rafforzamento delle prospettive di un taglio dei tassi da parte di Fed e Bce nel mese di settembre. A dispetto del clima vacanziero, le ultime settimane sono state molto intense per i mercati finanziari e questo suggerisce un check-up al proprio portafoglio per capire se le decisioni del passato sono in linea con l’evoluzione del mercato. Abbiamo coinvolto tre money manager, chiedendo loro di definire l’asset allocation ideale per altrettanti profili di piccoli investitori.

Il giovane lavoratore

Il primo caso è quello di un giovane ai primi anni di lavoro, con un orizzonte d’investimento di lungo periodo e una buona sopportazione della volatilità. Non dimentichiamo che siamo agosto, un mese in cui tradizionalmente cala la liquidità sui mercati, il che favorisce ampie oscillazioni dei prezzi, è la premessa di Thomas Avolio, deputy ceo e principal di Redfish Listing Partners. L’esperto non crede alla fine del ciclo rialzista per l’equity, anche perché le prospettive di una recessione negli Stati Uniti si sono raffreddate dopo i dati sull’occupazione.

Detto dello scenario, per Avolio il portafoglio ideale per il profilo considerato è esposto per il 30% all’obbligazionario e per il 70% all’azionario. Sul versante del reddito fisso, sottolinea, «con un’inflazione che appare ormai sotto controllo, il mercato dei titoli di debito, sia corporate che governativi, offre soluzioni molto interessanti, con rendimenti tra il 4% il 7% anche tra gli emittenti solidi».

I movimenti dell’eurostoxx 50

La sua analisi non esclude la possibilità di nuove turbolenze di breve, ma questa prospettiva non appare sufficiente a distogliere l’attenzione da cedole generose. Avolio punta in particolare sui titoli dell’Eurozona, non soggetti al rischio cambio (80% della quota obbligazionaria, quindi 24% del portafoglio totale), senza trascurare una quota diversificata negli Stati Uniti (6%). Quanto all’equity, l’orizzonte di lungo termine del profilo considerato consiglia di puntare sui titoli growth (società con elevate prospettive di crescita nel lungo periodo, anche se con una profittabilità limitata nel presente), in particolare aziende operanti nella tecnologia e di taglia limitata, dato che negli ultimi anni gli acquisti si sono concentrati sulle large cap. Pur nella consapevolezza che i titoli a minore capitalizzazione sono soggetti a una maggiore volatilità. Spazio anche a utility (business più stabili) e lusso (penalizzato negli ultimi mesi), mentre a livello geografico l’indicazione è di esporsi per il 56% al Vecchio Continente (80% della quota azionaria) e per il 14% al resto del mondo, con preferenza per gli Usa.

Il lavoratore 50enne

L’altro profilo è quello di un lavoratore 50 enne, focalizzato sulla difesa del patrimonio in termini reali e con una propensione media al rischio. Nell’analisi di Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim, i prossimi mesi continueranno ad avere come stella polare le banche centrali. A settembre sia la Fed, sia la Bce sono attese a un taglio dei tassi, che negli Stati Uniti potrebbe essere anche di mezzo punto percentuale per contrastare il rallentamento del ciclo economico, mentre in Europa dovrebbe limitarsi allo 0,25%. «Con molta probabilità, a fine 2025 i tassi ufficiali sulle due sponde dell’Atlantico saranno almeno di 100/125 punti più bassi degli attuali» spiega. La crescita economica di tutti i principali Paesi industrializzati del mondo è in fase di stanca, anche se rimane positiva. «La crescita continua, inoltre, a divergere tra i Paesi, con risultati più fiacchi in molte economie avanzate, soprattutto in Europa», aggiunge Tognoli.

Per l’esperto, è importante optare per un’ampia diversificazione a livello di asset class, in modo da limitare i rischi e non precludersi opportunità, ferma restando l’importanza di valutare la sottoscrizione di soluzioni per la previdenza integrativa.

L’andamento a sei mesi del nikkei di Tokyo il mese di agosto è cominciato con un crollo

Il peso principale (55%) dovrebbe essere appannaggio dell’obbligazionario, con gli Stati Uniti al 38% e l’Europa al 17%. Mentre, in merito alla duration, la preferenza di Tognoli va ai titoli tra due e cinque anni, che offrono rendimenti più contenuti rispetto alle emissioni di lungo periodo, ma appaiono più adatti a fronteggiare uno scenario in evoluzione. Il 30% può essere destinato all’azionario, di cui il 18% agli Stati Uniti e il 12% all’Eurozona. Per entrambe le aree, la preferenza settoriale va ai titoli tecnologici, della salute, alle utility e alle società del lusso.

Un altro 5%, indica Tognoli, potrebbe essere riservato alle commodity, in particolare oro, argento e rame, con il restante 10% da tenere liquido, per utilizzarlo in modo opportunistico qualora si presentassero delle opportunità.

Il pensionato prudente

Il terzo profilo è quello di un pensionato con limitata propensione al rischio. La distribuzione per asset class non dice tutto in merito al rischio complessivo di un portafoglio, sia perché spesso negli ultimi anni azionario e obbligazionario si sono mossi nella medesima direzione, sia perché molto dipende dai singoli titoli scelti. Così, immaginando un profilo conservativo, Mauro Buso, consulente finanziario di Gamma Capital Markets, riserva il 40% alle azioni, con un 15% esposto verso i titoli di settori difensivi come utility, salute e beni di prima necessità e altrettanto verso azioni con dividendi stabili o – meglio ancora – in crescita negli anni. Questi ultimi, ricorda, sono titoli che tendono a crescere per gradi, limitando le fluttuazioni nelle fasi di turbolenza dei mercati. A completare il quadro è un 10% in azioni internazionali, da acquistare tramite Etf, in modo da coniugare la diversificazione dei sottostanti con costi commissionali ridotti (rispetto ai fondi attivi).

Il restante 60% può essere riservato alle obbligazioni, con preferenza per i titoli a tasso fisso (35% del portafoglio complessivo), più indicati nella prospettiva di taglio ai tassi rispetto a quelli indicizzati (15%), con il restante 10% dedicato ai bond internazionali, anche in questo caso meglio se attraverso Etf. «Si possono sovrappesare i titoli con scadenze medio lunghe che beneficeranno maggiormente del possibile incremento dei prezzi alla luce dell’allentamento monetario», spiega. Quanto alla tipologia di emittenti, a detta dell’esperto è inutile mettersi alla ricerca di soluzioni esotiche: la sua indicazione è di concentrarsi sulle obbligazioni sovrane dei Paesi più solidi e di prendere in considerazione anche qualche bond di aziende con rating elevato.

Leggi i commenti